Archive for luglio, 2011

luglio 29, 2011

difendere il libro, compito sempre più arduo


qui (in .pdf) la lettera di Marcello Ciccaglioni (presidente librai Roma e Lazio) e la risposta di Corrado Augias, su La Repubblica di giovedì 28 Luglio 2011.

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luglio 29, 2011

dalla rete e dalla carta stampata

Il Foglio, 25 Luglio 2011
Caffè News, 27 Luglio 2011
L’Espresso, 28 Luglio 2011
Corriere della Sera, 29 Luglio 2011

luglio 26, 2011

libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /1

di Sergio Micoli [Libreria Nero su Bianco di Trieste]

in risposta al post di Serena Sileoni pubblicato su Chicago-Blog Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione

Gentile Signora,

1) il mercato del libro è sempre stato sottoposto alla legge del mercato e quindi mi sembra assurdo parlare di perdita della libertà causata dalla legge.

La libera concorrenza è stata fino ad oggi di fatto aleatoria in quanto solo chi possedeva grandi mezzi economici era in grado di partecipare al bailamme dei mega sconti, e gli altri chiudevano la loro Libreria.

2) Libera iniziativa non monopolio in mano a pochi.

3) Ritenere che il libro non sia un bene primario e ridurlo alla stregua di un pacchetto di chewig gum è assurdo.

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luglio 25, 2011

buon compleanno!

Con 698 visite solo oggi (25 luglio 2011) e 1932 nel giorno con più traffico (il 20 settembre 2010), con 69 utenti iscritti alla newsletter e 673 contatti facebook, con 123 articoli e 283 commenti, con 7 categorie, 7 pagine e 319 tag, con centinaia di editori e librai indipendenti, e soprattutto con una legge sul prezzo fisso del libro che non c’era e con tutti voi che, dal 25 luglio 2010 a qui, avete visitato il nostro blog 53.290 volte, festeggiamo il primo anno di leggesulprezzodellibro.wordpress.com.

luglio 25, 2011

perché la legge sul libro non va contro i lettori


[questo articolo è stato pubblicato su l’Unità il 21 Luglio 2011]

di Gaspare Bona

Questa mattina è stata approvata con l’ultimo passaggio al Senato la Leggi Levi sul prezzo del libro, che regolamenta gli sconti che le librerie e gli altri rivenditori al dettaglio possono fare al consumatore finale sul prezzo di copertina fissato dall’editore. La legge entrerà in vigore dal 1° settembre.

In estrema sintesi la legge limita al 15% lo sconto che le librerie, comprese quelle on-line, possono fare ai loro clienti e vieta alle librerie di fare delle promozioni (in altri settori merceologici si chiamerebbero saldi) sui loro stock, se non quando si verificano condizioni assai stringenti (libri pubblicati da più di venti mesi e che non siano stati movimentati da sei mesi).
Le promozioni possono essere proposte solo dagli editori, che sono tenuti a offrirle con le stesse condizioni a tutte le librerie. Questo passo si è reso necessario per un motivo di equità, dato che i principali gruppi editoriali sono proprietari anche di intere catene di librerie e dunque spesso le librerie indipendenti erano tagliate fuori dalle promozioni. Inoltre le promozioni fatte dagli editori non sono permesse durante il mese di dicembre, non possono essere ripetute nell’arco dell’anno solare e non possono superare lo sconto del 25%. Queste limitazioni cercano di ridurre lo squilibrio fra grandi gruppi editoriali – quelli in grado di fare promozioni – e l’editoria indipendente, in genere di piccole o medie dimensioni.

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luglio 23, 2011

salva un libro, uccidi un editore

[dal sito della casa editrice Derive Approdi]

Ormai da anni si levano voci che denunciano l’esorbitanza del numero di libri pubblicati, stampati e distribuiti in Italia: ben 60.000, copia più copia meno! Adesso è davvero arrivato il momento di farla finita con tutti questi titoli, con tutte queste novità, con tutta questa «bibliodiversità», con tutta questa possibilità di scelta, con tutte queste lingue tradotte in italiano, con tutti questi generi letterari, con tutte queste ricerche pubblicate, con tutti quei formati e quei colori, con tutte quelle bandelle e quei testi di copertina vari e variegati, che tanto tutti questi libri sono «inutili» dice il presidente dell’associazione librai italiani Paolo Pisanti sul quotidiano «Repubblica» in data 19-07-2011.

Sono inutili per i lettori che comunque non li leggono; sono inutili per i librai che comunque non li vendono; sono inutili per i tipografi che comunque non glieli pagano. Tutti questi titoli l’anno – 60.000! – sono persino dannosi: perché inquinano il mercato; perché è colpa di quei 60.000 se poi abbiamo l’impressione che i libri nessuno li compra; è colpa loro se i lettori disorientati di fronte a tanta profferta sono ridotti a comprarne in media uno l’anno; perché in fondo basterebbe pubblicare solo quei 100 o 200 titoli che davvero vendono, che davvero il pubblico vuole comprare a tutti i costi in libreria, che il pubblico è persino disposto ad andarsi a cercare al supermercato, o all’autogrill, per dire quanto è motivato al loro acquisto questo pubblico. Che bisogno c’è di fare ogni anno gli altri 59.800 libri?

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luglio 20, 2011

il mezzo e il messaggio

[testo della relazione del Senatore del PD Vincenzo Vita in Senato per l’approvazione definitiva del ddl che stabilisce una nuova disciplina del prezzo dei libri volta a sostenere le piccole librerie e a rendere possibile la loro coesistenza con le grandi catene. Il testo integrale si trova anche qui]

Signor Presidente, l’argomento di cui stiamo discutendo e che finalmente giunge alla sua conclusione parlamentare è di enorme delicatezza. Si tratta di un testo breve, ma molto significativo perché mette un argine a una situazione di deregolamentazione che non ha fatto bene certo alla cultura, all’editoria media e più piccola, alle librerie di medie e piccole dimensioni, quindi al tessuto nervoso della nostra produzione intellettuale, senza nulla togliere ai più grandi gruppi, certo non unici e sufficienti. Si tratta di norme che già da tempo avrebbero dovuto trovare un’applicazione. Siamo alla terza lettura – il collega Asciutti ha descritto gli articoli con precisione – e finalmente il Parlamento si accinge a varare il testo definitivo.

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luglio 20, 2011

La legge sul prezzo del libro è passata!

La legge tanto attesa sul prezzo del libro è passata stamattina al Senato, con le modifiche ottenute dalla strenua lotta dei Mulini a Vento e di tutti quelli, editori e librai indipendenti, che hanno sostenuto la battaglia. La legge sarebbe passata qualche mese fa se alcuni ministri non avessero imposto un’ulteriore modifica che assegna alla presidenza del consiglio la verifica annuale sull’andamento della legge.

Questa non è la legge che volevamo, ma volevamo una legge e questa è la migliore che potevamo ottenere. Da questo momento in poi unimoci tutti per batterci per una vera legge sul libro che prenda esempio dalle leggi più avanzate, come quelle che vigono e prosperano in Francia, Germania, Spagna, e via dicendo…

Ringraziamo tutti l’accanito e generoso impegno con il quale il senatore Vincenzo Vita ci ha accompagnati, sostenuti, informati.

i Mulini a Vento

luglio 13, 2011

alcune modeste proposte per le case editrici, a cominciare dalla mia

di Marco Cassini

Negli ultimi anni, quando mi è capitato di parlare agli studenti del Master in Editoria dell’Università La Sapienza o agli allievi del corso di editoria di minimum fax degli aspetti commerciali di una casa editrice, ho più volte espresso un concetto (interiorizzato negli ultimi tre anni passati a fare il direttore commerciale, e della cui intuizione ero piuttosto fiero) che qui sintetizzo in brevi affermazioni: noi editori spesso sbagliamo perché abbiamo sempre in mente come nostri diretti referenti i lettori; pensiamo al pubblico di lettori che segue le nostre scelte da anni e ci chiediamo: “Cosa penseranno di questa scelta? Leggeranno anche questo libro? Apprezzeranno il titolo su cui stiamo lavorando ora?” Ma in realtà quello che dimentichiamo è che noi editori solo molto raramente abbiamo un contatto, un rapporto diretto coi nostri lettori. Prima di convincere i nostri lettori dobbiamo convincere una serie di soggetti intermedi: il responsabile della nostra rete promozionale; che a sua volta convincerà i singoli promotori o agenti di vendita; che a loro volta parleranno del nostro libro a centinaia di librai di ogni regione d’Italia, che infine – solo al termine di questo tortuoso percorso – proporranno il nostro libro all”‘utilizzatore finale”. Perché è così che funziona normalmente il sistema distributivo editoriale.

l’intervento prosegue su minima&moralia