Posts tagged ‘gaspare bona’

dicembre 14, 2011

il prezzo di copertina e non gli sconti

da Affari Italiani

Gaspare Bona, cosa vi ha spinto a prendere una decisione senza precedenti?

“Le statistiche valgono per i grandi numeri, dunque per quegli operatori che mettono sul mercato un numero molto elevato di romanzi. Instar Libri, con le sue 12-14 novità all’anno, non è un campione rappresentativo: a noi bastano pochi libri che vanno bene per essere sopra la media. E quest’anno con i nuovi romanzi di Enrico Pandiani, Marco Truzzi, Elisabetta Severina e Patrizia Varetto ci siamo difesi. Non parlerei quindi di ‘disperazione’, quanto di una risposta di buon senso a un sistema che giudico malato, e soprattutto di rispetto per l’autore. L’idea mi è venuta da una conversazione con Guido Carota, un libraio di Santa Margherita intelligente e indipendente (non solo nella struttura societaria, ma nelle idee). Mi ha raccontato che quando un cliente gli chiede dov’è il banco delle novità, lui scherzosamente gli fa un cenno circolare con il braccio e gli dice: ‘Li ha già letti tutti?’. Un libro di Camilleri o di Faletti dopo pochissimo tempo non è più una novità perché lo comprano e lo leggono decine e spesso centinaia di migliaia di persone. La stragrande maggioranza dei romanzi, anche quelli con un buon riscontro di critica e di lettori, vende qualche migliaio di copie. In un Paese di 60 milioni di persone non sono certo dei déjà vu. Quindi spesso non è un motivo commerciale o qualitativo che li fa sparire dagli scaffali, ma il diabolico bisogno di sfornare in continuazione titoli nuovi per occupare gli spazi delle librerie, nella speranza di centrare il libro da un milione di copie. Lasciando sul campo molti libri che meriterebbero di diventare dei classici. E qui interviene il buon senso. In una piccola/media casa editrice indipendente, un libro ben scelto e ben fatto rappresenta un notevole investimento, sia nella sua realizzazione sia nella sua promozione, dunque la durata temporale è un elemento economico fondamentale. Ma l’aspetto che mi urta di più è un altro: di rado si pensa che dietro a un libro che sparisce non c’è solo un danno economico per l’editore, ma un danno ‘esistenziale’ per l’autore. Un libro non è solo un oggetto che si fabbrica, si vende, si legge, si butta. E’ un pezzo d’anima dell’autore. Una fetta importante della sua vita lavorativa. I quattro libri (sette tenendo conto i tre di Blu Edizioni) che riproponiamo a gennaio-febbraio sono tecnicamente delle riproposte, ma noi li presentiamo come novità, rafforzate da lusinghieri giudizi della critica e dei librai”.

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settembre 1, 2011

lettera al lettore (comprensibilmente) arrabbiato

di Gaspare Bona

Caro lettore che protesti perché pensi che il limite agli sconti imposto dalla legge Levi danneggi il tuo potere d’acquisto in libreria, vorrei buttarti lì qualche riflessione, per cercare di farti vedere il rovescio della medaglia. Non voglio convincerti che devi essere contento di questa legge, ma darti qualche elemento in più perché tu possa farti un’idea più compiuta delle ragioni e delle conseguenze di questa legge.

Dato che le case editrici e le librerie non sono enti benefici senza scopo di lucro, si può supporre con ragionevole certezza che ogni volta che viene fatto uno sconto sul prezzo di copertina fissato per un libro ci siano tre possibili “backstage”: o il prezzo di copertina è stato gonfiato per poi poterlo scontare, oppure la perdita di margine su quel libro viene recuperata aumentando il prezzo di copertina di un altro libro (che toccherà a un altro lettore pagare, magari perché ne è costretto per motivi di lavoro o studio), oppure la casa editrice o la libreria (che però non ha potere sul prezzo di copertina) si accolla una perdita, cosa che sicuramente può succedere per cercare di stare a galla in un mercato asfittico, ma alla lunga ha conseguenze letali sia sul piano economico sia su quello culturale (il culturale provo a spiegarlo più avanti). Di qui il concetto espresso da un grande libraio come Romano Montroni, ovvero che il prezzo del libro deve essere giusto. (E a chi non piacciono le cose giuste?)

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marzo 16, 2011

considerazioni a più voci inerente alla legge sul libro che torna alla Camera

[Di seguito la lettera di un gruppo di aderenti a liberilibrai e le risposte di Ginevra Bompiani (nottetempo) e di Gaspare Bona (Instar Libri)]

Piacenza 11-03-2011. Qualcuno disse “meglio una brutta legge che nessuna legge…” ora la brutta legge è in arrivo!! Pazientate ancora qualche settimana. Qualche altro esulta…abbiamo ottenuto qualcosa aderendo all’alzata di scudi dei “mulini a vento”!! certo!! Anche se molto, molto… poco! (e scusate a favore di chi…non certo delle piccole librerie… con 4 mesi di promozione!!!) Era meglio ridurre i prezzi, ridurre gli sconti,è possibile che un libro dal costo di stampa di 1 euro sia venduto a 20 si, perchè l’editore deve dare il 50% alla grande distribuzione… vedete un po’ voi! C’è anche chi risponde : abbiamo ottenuto un po’di vento per far girar le pale a singhiozzo… e questa è un’altra opinione che non può essere contestata… Qualche altro suggerisce… non è che qualcuno volesse cavalcare il temporale che sta addensandosi nel nostro settore… e farsi bello con una folata di vento!! Questa è un’altra interpretazione anche se un po’ forte: c’è sempre hi ha la puzza sotto il naso!! I più sensibili… vogliono ringraziare i nostri morti, intendo le librerie scomparse, e sono state diverse in questi ultimi mesi, mi vengono in mente… no,non voglio dirlo, un senso di colpa mi pervade, tutti dobbiamo sentirci in colpa, ma prima dovremo dimostrare che il loro sacrificio è servito per la nostra causa! Ora penso ai moribondi… che sono tutte le altre librerie indipendenti, sperando nel frattempo… in qualche altra crociata con meno vento e… più tempesta, forse ne salveremo qualcuno!!! O come dice il cinico “carbonaro” chi muore giace e chi vive… si darà… pace. Avevamo la legge tedesca, forse potevamo copiarla… no!

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dicembre 17, 2010

un sogno, un augurio?

di Gaspare Bona [Blu edizioni]

Cari Mulini,
ho trovato in una resa il libro riprodotto nella foto allegata.

Ho pensato al brutto anatroccolo, a Calimero il libro a prezzo intero. Ho pensato alla solitudine di quel libro così bollato. Poi mi son detto, questo è un segno. Presto i nostri libri non avranno più bisogno della stella gialla. Presto vendere un libro a prezzo di copertina tornerà di moda. Grazie ai Mulini a vento, cento, duecento, mille. E con questo mi sembra di nuovo possibile fare gli auguri a tutti gli editori e librai italiani, piccoli e meno piccoli, per un 2011 di riscossa per il libro, per la lettura e per la cultura.

luglio 25, 2010

una brutta legge

di i mulini a vento

Caro Direttore,

nei prossimi giorni verrà portata alla Camera la nuova legge che disciplinerà il prezzo del libro, ovvero che regolamenterà gli sconti. Siamo sicuri che ben pochi italiani, tediati dalle ricorrenti denunce sullo sconsolante panorama della lettura nel nostro Paese, avrebbero pensato che bastasse regolamentare uno sconto per risolvere tutti i problemi. Invece il legislatore esordisce così: “La presente legge ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.” E dire che sono dieci anni che rincorriamo una legge civile sul libro, e per tutto questo tempo abbiamo avuto la soluzione sotto gli occhi. Già, peccato che a nostro avviso questo cappello introduttivo sia falso, e la legge vada nella direzione contraria a quanto proclama di voler ottenere.

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