Posts tagged ‘nottetempo’

febbraio 13, 2014

il paese dove nessuno legge

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di Ginevra Bompiani [da Corriere della Sera – 12 Febbraio 2014]

Il 30 maggio 2013, l’Aie (Associazione Italiana Editori) ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e ai ministri per i Beni Culturali e ambientali, dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in cui chiedeva di poter sottrarre nella dichiarazione dei redditi il 50 per cento della spesa per l’acquisto di libri. Nel testo faceva presente la «catastrofe libraria» degli ultimi anni (più del 20 per cento di lettori in meno) e la crisi che subivano tutte le attività legate al libro. Per convincere i suoi interlocutori faceva appello all’interesse dello Stato per la «salute mentale» dei cittadini e al risvolto economico che un incremento della lettura non potrebbe non avere. È interessante che non si facesse parola dell’argomento che dovrebbe per primo affacciarsi: l’importanza che riveste la cultura per un Paese e la centralità del libro come suo strumento. Forse all’Aie questo argomento è sembrato troppo ovvio perché valesse la pena di ricordarlo.

Eppure, al di là delle ragioni economiche e dell’importanza della salute mentale del cittadino, la vera ragione per un simile intervento è proprio che un Paese, senza la sua cultura, smette di esistere. Cioè di avere un’identità. Perché questo è un Paese: la sua lingua, la sua memoria, le sue abitudini, il suo sguardo sul mondo, la sua capacità di pensare, di raccontare storie e di ascoltarle, insomma la sua cultura. Un Paese che non si prende cura di questo aspetto del suo modo di essere è destinato a quel che possiamo tranquillamente chiamare «barbarie», cioè a diventarsi estraneo, straniero, a diventare un «Paese qualunque». E non sembra davvero un’esagerazione, guardando lo spettacolo recente del Parlamento, e la ridda di insulti e capricci che è diventata la nostra vita politica. Una vita semplicemente e radicalmente incolta.

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novembre 16, 2012

Bookparty a Milano Bookcity

 

In occasione di Milano Book City, il nuovo festival organizzato dal Comune di Milano dal 16 al 18 novembre, arriva:

MILANO BOOK PARTY
by
Instar Libri, Iperborea, La Nuova frontiera, minimum fax, nottetempo, Voland

Nella cornice spettacolare del Padiglione Aeronavale del Museo della Scienza e della Tecnica, una serata di libri, vino, reading, incontri, performance, musica live, danza, proiezioni e dj set, organizzata da un gruppo di editori indipendenti.

Sabato 17 novembre
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
Padiglione Aeronavale
Via Olona 6, MM2 Sant’Ambrogio


Il programma:

20:30 Apertura Cancelli
21.15-22.00: Sala Conte Biancamano – “Letture sommerse”: reading di Alessandro Bertante, Alessandro Beretta, Massimo Gardella, Alcide Pierantozzi, Marco Rossari
21.30: Sotterranei, “L’improvvisatore” di Luca Scarlini, un racconto gotico per spettatori notturni
22.00-23.00: Sotterranei, Live Tango Absynthe
23.00: Sala Conte Biancamano – “Proiezioni sommerse”
23.00: Sotterranei, Dj Set

Ingresso a 12€ con consumazione + libro indipendente salvato dal macero (fino a esaurimenti posti)
Salta la coda e paga solo 10€ acquistando il biglietto sul sito www.milanovino.it fino alla mezzanotte di venerdì

Una serata sponsorizzata da:
IBS.IT

In collaborazione con:
Milanovino.it
Turné eventi

Media Partner:
LifeGate

novembre 12, 2012

Mulini a Bookcity Milano [16-18 novembre 2012]

Il castello Castello Sforzesco di Milano, cuore pulsante di Bookcity Milano, si anima con un grande laboratorio dedicato al libro e alla lettura. Alcuni luoghi della cultura e della vita sociale milanese diventano le sedi tematiche per ospitare autori, mostre e dibattiti. In tutta la città librerie, biblioteche, scuole e istituti culturali propongono eventi dedicati al libro e alla lettura.

Gli incontri e gli eventi di BOOKCITY MILANO sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento posti, salvo diverse indicazioni che verranno segnalate sul sito. Intanto ecco qui i nostri.

flash book mob
seminari
eventi

ottobre 8, 2012

lettera aperta all’Antitrust

[da La Repubblica – 8 Ottobre 2012]

Il 2 ottobre scorso, il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha inviato ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e al Ministro per lo Sviluppo Economico, le sue “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l’anno 2013”, nella quale raccomandava di “eliminare il tetto agli sconti sui libri che limita la libertà di concorrenza dei rivenditori finali, senza produrre sostanziali benefici per i consumatori in termini di servizi offerti o di ampliamento del numero di libri immessi sul mercato”.
L’enormità di una simile richiesta è evidente per chiunque conosca l’anomalia della situazione italiana in campo editoriale. Per gli altri, richiede una spiegazione.
In Italia, un numero ristretto di gruppi editoriali possiede l’intera filiera del libro e occupa, perciò, in posizione dominante, tutti i passaggi: produzione, promozione, distribuzione e vendita. I quattro gruppi editoriali – Mondadori, Gems, Rizzoli e Feltrinelli – possiedono molteplici case editrici, e poi case di distribuzione, catene librarie e società che distribuiscono i libri in supermercati, discount, autogrill ecc. (G.D.O.).
In altre parole, i 4 gruppi pubblicano, promuovono, distribuiscono e vendono i loro libri attraverso società e punti vendita di loro proprietà, mentre gli editori indipendenti devono rivolgersi a loro per ogni passaggio, fino ad arrivare in libreria con un margine di guadagno così ristretto da non potersi permettere sconti ulteriori o promozioni. A loro volta, le librerie indipendenti, che ottengono uno sconto sul prezzo di copertina del 30% (le catene librarie ottengono anche il 40/45), non hanno margine sufficiente per praticare uno sconto ormai fisso del 15%. Di conseguenza, i 4 gruppi inondano il mercato di libri scontati, occupano i tavoli e le vetrine delle librerie, gli spazi dei supermercati e così via, mentre tutta l’altra produzione libraria è relegata in spazi angusti e nascosti, per lasciare visibilità alle promozioni.
Negli altri paesi, le funzioni di editore, distributore e libraio, sono nettamente separate e questo a vantaggio di un mercato realmente libero.
L’Antitrust è stata costituita nel 1990 per combattere simili situazioni di oligopolio e garantire “il rispetto delle regole che vietano gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza”.
La Legge Levi per parte sua, è stata promulgata nel settembre 2011, dopo una durissima e lunga battaglia, per “contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Sebbene si ispiri a leggi analoghe che vigono in Francia, Germania e Spagna (per citare i paesi più vicini), che aboliscono o riducono drasticamente lo sconto, la legge Levi consente uno sconto librario del 15% e un tetto del 25% alle promozioni editoriali, per undici mesi all’anno, dicembre escluso.
In un altro paese, l’Antitrust avrebbe sostenuto la Legge Levi, che pone un freno all’oligopolio dei gruppi editoriali.
Colpisce che la ‘raccomandazione’ dell’Antitrust avvenga solo 7 giorni dopo la verifica discussa alla Camera il 25 settembre, in presenza della Commissione Cultura, Centro per il Libro, del sottosegretario di Stato Peluffo, del Ministro Ornaghi e di editori e librai coi loro rappresentanti. In questa sede si manifestavano essenzialmente due posizioni: da una parte librai ed editori indipendenti sostenevano che la Legge Levi avesse contenuto la recessione del mercato librario (assai più forte in altri settori dell’intrattenimento e dello spettacolo) e contribuito a un abbassamento del prezzo dei libri – dall’altra, i 4 gruppi, con qualche sfumatura, chiedevano in sostanza di vanificare la Legge Levi, abolendo lo sconto alle promozioni editoriali, il limite di durata e l’esclusione del mese di dicembre, e auspicando un mercato selvaggio e oligarchico, in cui la Legge si riducesse a mero strumento per difendere i loro libri dalla concorrenza di Amazon.
E con chi si schiera l’Antitrust?

Editori e librai indipendenti chiedono che questa raccomandazione venga ritirata dalle proposte del Presidente Petruzzella, che l’Antitrust faccia onore ai suoi obiettivi, battendosi contro e non a favore degli abusi di potere, e che la Legge Levi venga sostenuta e messa in grado di servire i suoi scopi.

Ginevra Bompiani (nottetempo), Giuseppe Russo (Neri Pozza), Antonio Sellerio (Sellerio), Luca e Mattia Formenton (Il saggiatore), Carmine Donzelli (Donzelli editore), Daniela Di Sora (Voland), Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi (Iperborea), Marco Cassini e Daniele Di Gennaro (minimum fax), Gaspare Bona (Instar libri e Blu edizioni), Lorenzo e Rodolfo Ribaldi (la Nuova frontiera), Agnese Manni (Manni editore), Sandro D’Alessandro (et al.), Monica Randi (Astoria), Roberto Keller (Keller editore), Ada Carpi e Andrea Palombi (Nutrimenti), Isabella Ferretti e Tommaso Cenci (66thand2nd), Emanuela Zandonai (Zandonai edizioni), Yuri Garrett (Caissa Italia), Massimiliano Franzoni (Mattioli 1885), Andrea Malabaila (Las Vegas Edizioni), Fabrizio Felici (Felici Editore), Giuliana Fante (Edizioni Corsare), Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre), Giuseppe Maria Morganti (Aiep Editore), Ugo Magno (Mesogea), Danilo Manzoni, (Leone editore), Marco Nardini (edizioni La Linea), Cecilia Palombelli (Viella), Walter Martiny (edizioni del Capricorno), Francesca Chiappa (Hacca – Nuova giuridica), Rocco Pinto (libreria torre di Abele), Silvia Nono (Emons Audiolibri), Giulio Milani (Transeuropa), Sergio Iperique (Ananke Edizioni), Rosaria Pulzi (Edizioni Lapis), Edgar Colonnese (Colonnese editore), Leonardo Pelo (No reply), Angelo Leone (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), Mauro di Leo (Atmosphere Libri), Antonio Bagnoli (Pendragon), Ugo di Monaco (Edizioni Spartaco), Francesco Camastra (Bibliofabbrica.com), Gian Luca Tugnoli (Libreria Ulisse), Andrea Soave (Libreria Edys), Franco Liguori (Liguori Editore), Edoardo Caizzi (Edizioni Ambiente), Marco Zapparoli e Claudia Tarolo (Marcos y Marcos). Le adesioni degli editori, dei librai e dei lettori indipendenti continuano nei commenti…

[è possibile sottoscrivere la lettera aperta, lasciando un commento a questo post, sarà cura della redazione aggiornare la lista contenuta nel corpo del testo. grazie]

[la foto in apice è di DDA Photography, si intitola Biliardo e viene da qui]

maggio 15, 2012

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maggio 8, 2012

piazza continua…

…e Valle occupato!

seguiteci sul questo blog e sul nostro profilo facebook per essere aggiornati in tempo sul segnale concordato per far partire il FlashBookMob e intanto, tenete un libro in tasca.

luglio 25, 2011

perché la legge sul libro non va contro i lettori


[questo articolo è stato pubblicato su l’Unità il 21 Luglio 2011]

di Gaspare Bona

Questa mattina è stata approvata con l’ultimo passaggio al Senato la Leggi Levi sul prezzo del libro, che regolamenta gli sconti che le librerie e gli altri rivenditori al dettaglio possono fare al consumatore finale sul prezzo di copertina fissato dall’editore. La legge entrerà in vigore dal 1° settembre.

In estrema sintesi la legge limita al 15% lo sconto che le librerie, comprese quelle on-line, possono fare ai loro clienti e vieta alle librerie di fare delle promozioni (in altri settori merceologici si chiamerebbero saldi) sui loro stock, se non quando si verificano condizioni assai stringenti (libri pubblicati da più di venti mesi e che non siano stati movimentati da sei mesi).
Le promozioni possono essere proposte solo dagli editori, che sono tenuti a offrirle con le stesse condizioni a tutte le librerie. Questo passo si è reso necessario per un motivo di equità, dato che i principali gruppi editoriali sono proprietari anche di intere catene di librerie e dunque spesso le librerie indipendenti erano tagliate fuori dalle promozioni. Inoltre le promozioni fatte dagli editori non sono permesse durante il mese di dicembre, non possono essere ripetute nell’arco dell’anno solare e non possono superare lo sconto del 25%. Queste limitazioni cercano di ridurre lo squilibrio fra grandi gruppi editoriali – quelli in grado di fare promozioni – e l’editoria indipendente, in genere di piccole o medie dimensioni.

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maggio 28, 2011

piccoli editori a Mantova

Ritorna Piccoli editori a Mantova, il viaggio nel mondo della lettura che vede coinvolti, tutti insieme e in sinergia, editori, biblioteche, librerie e lettori. L’esposizione organizzata dal Centro Culturale Gino Baratta e dal Sistema Bibliotecario Grande Mantova vuole essere un nuovo e significativo momento per favorire l’incontro tra libro e lettore.

Nella accogliente sede della Biblioteca Baratta, la manifestazione propone una indicativa rassegna della produzione di piccoli editori di qualità, di rilevanza nazionale, con particolare riguardo all’editoria per l’infanzia e al graphic novel.

Una specifica attenzione è stata, inoltre, rivolta alle opere locali, cui viene dedicata una apposita sezione, che presenta autori e temi rilevanti dell’ambiente culturale mantovano, fonti molto spesso insostituibili per la conoscenza del nostro territorio.

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maggio 19, 2011

Per l’assemblea generale AIE

Milano/Roma, 18 maggio 2011,

Al futuro Presidente dell’AIE
Al futuro Presidente del Gruppo Piccoli Editori
Al Consiglio del Gruppo Piccoli Editori

In occasione dell’assemblea generale e della votazione per le principali cariche della nostra associazione, i Mulini a Vento colgono l’occasione per far presenti alcuni punti essenziali, che riteniamo essere stati carenti nella scorsa gestione:

1. Impegnarsi per una nuova vera Legge sul Libro, ispirata a quella francese che, da quanto è risultato da ogni incontro e ogni pubblico dibattito all’interno e all’esterno dell’AIE, è il vero modello a cui tutti aspiriamo. E controllare nel frattempo che la legge che dovrebbe essere definitivamente approvata in questi giorni venga applicata.

2. Maggiore e migliore comunicazione ai soci delle iniziative e delle decisioni dell’Associazione e una possibilità di più diretta partecipazione ai dibattiti fondamentali.

3. In particolare chiediamo al Presidente e al Consiglio del Gruppo Piccoli Editori maggiori informazioni agli editori interessati e loro maggiore coinvolgimento.

4. Trasparenza nella gestione, in particolare dell’uso dei soldi assegnati o raccolti dall’Associazione.

5. Impegnarsi in una vera strategia di promozione della lettura

6. Battersi per la riduzione dell’IVA nell’e-book e per includere una sua regolamentazione nella futura Legge per il Libro.

Alla gestione che tenesse conto e facesse proprie queste richieste, i Mulini a Vento darebbero con forza e passione il loro contributo e la loro partecipazione.

I Mulini a Vento in AIE
Iperborea, La Nuova Frontiera, minimum fax, nottetempo, Voland

marzo 14, 2011

un nutrimento delicato e necessario da scegliere con accuratezza

[Di seguito l’intervista rilasciata da Ginevra Bompiani, direttore editoriale di nottetempo al Blog di Bookerang – social network per la lettura]

Signora Bompiani, la nuova versione del ddl approvata al Senato il 2 marzo contiene alcune significative modifiche rispetto al testo originario, licenziato dalla Camera nel luglio dello scorso anno. In particolare, si prevede il tetto del 15% agli sconti praticabili sui volumi, un limite del 25% sulle promozioni degli editori e la non reiterabilità delle campagne promozionali (che dovranno diversificarsi nel corso dell’anno solare). Come giudica, nel complesso, la norma? È soddisfatta?
Sono modifiche importanti, anche se lontane da quello che volevamo e che tuttora vogliamo. Abbiamo scelto di sospendere la battaglia su questa prima vittoria, ma speriamo che la legge dia come frutto anche il desiderio di migliorarla ulteriormente. Il vero obiettivo è la legge Lang, che si applica con grande successo in Francia e che prevede un massimo sconto del 5%.

Sostanzialmente, il Senato ha tenuto conto delle proposte avanzate dall’associazione “I mulini a vento”, della quale fa parte anche Nottetempo. Quando voi editori indipendenti avete deciso di mettere insieme le vostre forze, pensavate che la vostra iniziativa avrebbe avuto successo?
Beh, lo speravamo. Ma è stata una lotta molto dura, sembrava che alcuni gruppi editoriali avessero preso l’esempio dal governo nel fare leggi a proprio esclusivo vantaggio. È stato difficilissimo ottenere ascolto, e a darcelo non sono state le istituzioni librarie o editoriali, ma la Commissione Cultura del Senato, dove abbiamo trovato persone straordinarie, che ci hanno sostenuto fino all’ultimo, come il Senatore Vincenzo Vita. Ma anche gli altri membri della Commissione sono stati molto più ricettivi di chi avrebbe dovuto esserlo per ufficio.

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