Posts tagged ‘librerie indipendenti’

dicembre 15, 2014

se una favola vale più di un regalo

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di Antonella Agnoli [La Repubblica, lettere, 12 dicembre 2014]

Bologna, Piazza Maggiore, sabato mattina, una coppia di trentenni con un bambino che appena cammina e un passeggino carico di acquisti. Papà: “Adesso io e te andiamo in Sala Borsa, la mamma va a fare acquisti”. Nel caleidoscopio delle luminarie natalizie, nella frenesia dello shopping, a Bologna c’è una biblioteca nella piazza centrale: a Roma in piazza Navona ci sono solo gelaterie, a Milano in piazza Duomo solo i piccioni. In un paese “rassegnato e triste” (l’ultimo rapporto Censis) ci sono ancora dei luoghi dove i papà vanno a leggere storie ai figli, forse sospettando che i guanti ricamati in filigrana d’oro e pietre che Dolce e Gabbana propongono per Natale non assicurino la felicità né il futuro. In Italia di biblioteche come Sala Borsa ce ne sono poche, troppo poche, ma mi piace pensare che dove ci sono ci sia anche più coesione sociale, più qualità della vita, più amore per la cultura. In un paese dove la politica è senza morale (vedi Roma e Milano Expo, appunto) pezzi di società civile tentano ogni giorno di mantenere un minimo di comportamenti etici, di senso della comunità, di impegno verso le nuove generazioni. A Bologna, di fronte a Sala Borsa, si trova una grande, storica libreria per ragazzi, le Giannine, non un negozio di Prada. Magari anche i luoghi contano, se vogliamo delle città meno infelici, un paese meno rassegnato.

[l’immagine in apertura è di Shaun Tan]

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febbraio 14, 2014

perché leggere un libro vuol dire ribellarsi

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di Claudio Moretti [Libreria Marco Polo – Venezia]

Non sono stupito dalla riduzione degli aiuti a favore del libro. Il mio non è cinismo ma realismo: in Italia la scuola e i professori non sono considerati importanti, si parla del patrimonio artistico come giacimento (fossero almeno in grado di sfruttarlo per il benessere di tutti), per quale motivo i libri e le persone che dietro i libri lavorano dovrebbero smuovere l’interesse di chi governa e legifera?

Gli appelli sull’importanza della cultura non servono a nulla se non ci sono persone attente, capaci e attive a raccogliere gli appelli.

Molti operatori del mondo del libro pensano ancora di poter svolgere un’azione complementare a quella dello Stato, sotto un unico interesse comune, quello di aumentare e diffondere la cultura. La realtà è un’altra: per diffondere cultura, l’azione è in contrasto, in opposizione a quella dello Stato.

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agosto 6, 2013

Parigi 2013: Librerie vs. Amazon

di Alberto Mattioli (corrispondente da Parigi) [La Stampa, 6 Agosto 2013]

Strangolate da Amazon, devastate dalla grande distribuzione, minacciate dall’ebook. Le librerie indipendenti hanno perso molte battaglie, ma sperano ancora di vincere la guerra. O almeno di limitare i danni. Così 64 boutique del libro di Parigi si coalizzano per contrattaccare sul terreno del nemico: Internet. È in rete http://www.parislibrairies.fr perché, come racconta al Parisien Laura de Heredia, «sono quattro anni che noi librai sentiamo i clienti dire: non avete questo libro? Lo ordinerò su Amazon».

[…]

Adesso ci prova la santa alleanza dei librai parigini. Fra i 64 ci sono indirizzi storici, come «Delamain», di fronte alla Comédie-française, «Eyrolles» a Saint-Germain o la «Gallimard» in boulevard Raspail, posti dove talvolta si è fatta la storia o, più modestamente, ci si è fatti una cultura. L’idea è semplice: digiti il titolo e il sito ti dice dove è disponibile. Localizzi la libreria più vicina a te e l’acquisto è fatto. Oppure puoi ordinare il tuo volume on line. In entrambi i casi, però, devi andare a prendertelo «live»: la consegna per posta è lasciata alla «nemica» Amazon. «Vogliamo preservare – dice de Heredia – il nostro savoir-faire e il contatto umano».

[…]

L’articolo completo è su La Stampa.

Se a Parigi le librerie si coalizzano per evitare di sparire a Roma chiude la storica Libreria Feltrinelli di Via del Babuino.

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In una intervista a Romano Montroni su l’Unità [6 Agosto 2013] si legge “La libreria è un luogo di riferimento e le librerie vanno adattate ai luoghi nei quali sono radicate. Se Via del Babuino si è trasformata, se ci sono più stranieri, e gli stranieri leggono in media più degli italiani, allora bisogna adattare la libreria di via del Babuino alle nuove esigenze. Lungi da me pensare di chiuderla. Bisogna adattare la libreria al territorio. Aprire quella libreria è stato come piantare una bandiera per la diffusione culturale, è un avamposto vero.”

febbraio 14, 2013

e/LEGGIAMOLI – Librerie aperte il 24 febbraio 2013

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Cari Amici del Forum,

innanzitutto vi ringraziamo per l’adesione alla nostra lettera aperta ai candidati che ha raccolto in questi giorni tantissime altre adesioni (abbiamo superato le 3.000 firme online – http://www.forumdellibro.org), e sulla quale già oltre 60 candidati si sono impegnati.

Un’occasione importante per firmare la lettera sarà un’iniziativa lanciata dalla nostra associazione con i librai italiani, è cioè tenere aperte le librerie il 24 febbraio, giorno delle elezioni per farne un punto di incontro e di dialogo tra i cittadini elettori.

Stiamo raccogliendo l’adesione di numerose librerie in tutta Italia sia indipendenti sia di catena: possiamo chiedervi la disponibilità ad andare in una libreria della vostra città il giorno del voto per un breve incontro con i lettori?

Le disponibilità possono essere comunicate a Rocco Pinto (tel. 011-19923177, info@ilpontesulladora.it), che coordina l’iniziativa a nome della nostra associazione e si possono seguire su Facebook all’indirizzo http://www.facebook.com/pages/La-parola-ai-lettori/475284262528394.

Restiamo in attesa dei una risposta ringraziandovi molto, un cordiale saluto

Rocco Pinto Giovanni Solimine
(coordinamento organizzativo) (Presidente Forum del libro)

agosto 6, 2012

Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?

di Sergio Calderale

[Riprendiamo lo scambio tra Davide Vender della libreria Odradek di Roma con BOL.it che alla fine dello scorso mese ha lanciato una campagna sconto del 35% su 10000 titoli, pubblicando un articolo di Sergio Calderale scritto per tropicodellibro.it]

Agosto, legge mia non ti conosco. Verrebbe da parafrasare così l’ironico proverbio dedicato ai mariti vedendo la campagna di sconti al 35% lanciata dal portale Bol.it (Gruppo Mondadori) e pensando contemporaneamente allaLegge Levi. Sconti così alti, qui da noi, non si ricordavano dall’ingresso nel mercato italiano di Amazon.it, che assaltò il campo offrendo i libri, novità incluse, al 40% di sconto. Allora però non esisteva la Legge Levi, che ora regolamenta il prezzo del libro e lo sconto a esso applicabile, sia nelle librerie fisiche sia nel commercio elettronico.

L’introduzione della Legge Levi fu dovuta proprio alla volontà di evitare che giganti internazionali come Amazon si accaparrassero il grosso del mercato a tutto svantaggio della concorrenza e ponendo a repentaglio la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori, ma naturalmente minando anche i margini dei grandi gruppi editoriali italiani. E senza il malconento di questi ultimi probabilmente la legge non sarebbe arrivata, nonostante «fosse in gestazione da molti anni» come tiene a specificare Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai (ALI), cui abbiamo chiesto un parere.

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agosto 1, 2012

dalla libreria Odradek a BOL

Roma, 30-07-2012

All’attenzione della società BOL

Formalizzo la richiesta di informazioni dopo un primo contatto telefonico con voi. Come mai praticate il 35% di sconto su 10000 titoli?. Sto raccogliendo una corposa documentazione e per praticità farò riferimento ad un solo titolo: I Privilegiati, Dee, Mondadori. Il titolo in questione è regolarmente distribuito nei magazzini e non è stato tolto dal mercato. La novità tascabile pubblicata da Beat a 9 euro sarà disponibile soltanto a settembre. Secondo me quello che state facendo non è in conformità con la legge Levi. Ma questo lo vedremo in altre sedi. In attesa di una vostra risposta vi auguro buon lavoro.

Il Direttore di Odradek
Davide Vender

luglio 23, 2012

se il mercato è dei lettori (almeno in Francia)

[In Francia nessuna crisi delle librerie indipendenti. Perché?books|blog.it 26 Luglio 2012]

I francesi continuano ad essere “differenti”. Nonostante infatti le librerie indipendenti falliscano, ultimamente, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il mercato francese sembra non conoscere crisi.

Ma diamo qualche numero. Come scrive il New York Times la Francia conta 2500 librerie indipendenti, e per ogni libreria di quartiere che chiude, sembra aprirsene un’altra.

Non solo: soprattutto, dal 2003 al 2011 è il mercato dei lettori – ovvia linfa vitale delle librerie – che sembra non conoscere cedimenti: in questo periodo le vendite sono infatti aumentate del 6.5%.

Non altrettanto in espansione il mercato degli E-book, che conta solo l’1.8% del mercato editoriale. Una percentuale bassa, se comparata col 6.4 % totalizzato negli Stati Uniti. “Ci sono due cose che non butti mai via in Francia, il pane e i libri”, dice Bernard Fixot, proprietario ed editore di XO, una piccola casa editrice.

Il fattore di questo successo, nota invece l’articolista, è forse l’intervento dello Stato: mentre nel mercato anglofono regna il prezzo libero, in Francia fin dall’81 grazie alla legge Lang, promossa da Jack Lang, ministro della cultura del tempo, ci sono prezzi fissi per i libri in lingua francese: nessun libraio può scontare libri più del 5% rispetto al prezzo dell’editore.

Inoltre, l’anno scorso la lobby degli editori è riuscita a estendere la legge Lang anche al mercato degli ebook. Il prezzo viene deciso dagli editori: ogni altro sconto è vietato. Inoltre, c’è anche l’importante sostegno del governo ai librai, con garanzie e prestiti a interessi zero.

Insomma, anche le librerie francesi camminano verso il futuro con le “stampelle” di leggi ed aiuti statali, il che nasconde forse dietro la stessa crisi dei lettori (crisi economica che taglia il budget per l’acquisto dei libri, crisi culturale che riduce il mercato) che lamentiamo in Italia. “Non avremmo potuto aprire la nostra libreria senza sussidi”, ammettono infatti i proprietari del francese L’Usage du Monde, “e non potremmo sopravvivere ora senza i prezzi fissi”.

[l’immagine in apice è il logo dell’Independent Bookseller Week 2012]

gennaio 25, 2012

Indypendentemente: per una cartografia delle librerie indipendenti (Libreria Marco Polo-Venezia)

[da Nazione Indiana]

Questionario Librerie Indipendenti: dopo la splendida incursione di Chiara Lasagni risponde il libraio Claudio Moretti della Marco Polo di Venezia. (a cura di Francesco Forlani)

Ci parli della tua libreria? Presentazione, storia, caratteristiche sul territorio, criticità e anche dei momenti belli tosti, se ti va

Premetto che mi sento onorato a esser chiamato a rispondere a queste domande per tracciare una cartografia delle librerie indipendenti in Italia. La mia è una piccola libreria ed è appena nata rispetto a tante altre librerie a soprattutto rispetto a librai che hanno dedicato una vita a questo lavoro. Mi sento molto vicino a Chiara della libreria Il Terzo Luogo, che mi ha preceduto in questo percorso librario: è una bella coincidenza che ci si ritrovi anche qui. Le nostre librerie non hanno rapporti, fra librai non ci conosciamo, eppure siamo stati entrambi “scelti” sia per l’intervista sia come tappe di una mostra dedicata all’arte e ai libri: le Talee di Beatrice Meoni sono partite dal Terzo Luogo di Sarzana per approdare come ultima tappa a Venezia nella mia libreria.

le domande proseguono qui

settembre 3, 2011

Librerie e biblioteche, gli strumenti chiave per aiutare la lettura

di Rocco Pinto [libraio indipendente da La Stampa del 3 Settembre 2011]

Caro direttore, è entrata in vigore la legge Levi approvata in via definitiva al Senato sabato 20 luglio. La legge disciplina il prezzo dei libri e pone un tetto massimo di sconto del 15% sul prezzo del libro sia al dettaglio che per il commercio elettronico. Stabilisce alcune regole sulle promozioni. Si possono effettuare campagne promozionali stabilite solo dall’editore non superiori ad un mese, non ripetibili sulle stesse collane e ad esclusione del mese di dicembre. Lo sconto massimo sulle campagne è del 25%. Per le biblioteche e le scuole è possibile uno sconto massimo del 20%.

Questa legge che ha creato scontri e lacerazioni all’interno del mondo editoriale è finalmente stata approvata ed è un punto di partenza su cui librai, editori e altri operatori del mondo del libro, bibliotecari, insegnanti e quanti a vario titolo si occupano di libri e di lettura possono ripartire per arrivare a una legge più organica sul libro e la lettura di cui il nostro Paese ha bisogno. L’approvazione di questa legge ha scatenato polemiche che si sono levate da più parti e a cui bisogna provare a rispondere chiarendo alcuni passaggi non chiari a chi non è addentro.

Stefano Mauri (amministratore del Gruppo Gems) proprio a questo proposito sul Il Fatto del 26 agosto dice: «Confesso che se non mi occupassi da trent’anni di studiare il mercato del libro mi unirei con leggerezza al coro di voci che gridano allo scandalo di fronte a una legge, la legge Levi, che dal primo settembre restringe la libertà di sconto per i librai al 15%, proprio in tempi di crisi. Leggendo i giornali e i blog mi sarei fatto un’idea molto superficiale del problema». Quasi tutti i giornali hanno dato spazio alla polemica e non all’approfondimento.

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settembre 1, 2011

lettera al lettore (comprensibilmente) arrabbiato

di Gaspare Bona

Caro lettore che protesti perché pensi che il limite agli sconti imposto dalla legge Levi danneggi il tuo potere d’acquisto in libreria, vorrei buttarti lì qualche riflessione, per cercare di farti vedere il rovescio della medaglia. Non voglio convincerti che devi essere contento di questa legge, ma darti qualche elemento in più perché tu possa farti un’idea più compiuta delle ragioni e delle conseguenze di questa legge.

Dato che le case editrici e le librerie non sono enti benefici senza scopo di lucro, si può supporre con ragionevole certezza che ogni volta che viene fatto uno sconto sul prezzo di copertina fissato per un libro ci siano tre possibili “backstage”: o il prezzo di copertina è stato gonfiato per poi poterlo scontare, oppure la perdita di margine su quel libro viene recuperata aumentando il prezzo di copertina di un altro libro (che toccherà a un altro lettore pagare, magari perché ne è costretto per motivi di lavoro o studio), oppure la casa editrice o la libreria (che però non ha potere sul prezzo di copertina) si accolla una perdita, cosa che sicuramente può succedere per cercare di stare a galla in un mercato asfittico, ma alla lunga ha conseguenze letali sia sul piano economico sia su quello culturale (il culturale provo a spiegarlo più avanti). Di qui il concetto espresso da un grande libraio come Romano Montroni, ovvero che il prezzo del libro deve essere giusto. (E a chi non piacciono le cose giuste?)

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