libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /1

di Sergio Micoli [Libreria Nero su Bianco di Trieste]

in risposta al post di Serena Sileoni pubblicato su Chicago-Blog Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione

Gentile Signora,

1) il mercato del libro è sempre stato sottoposto alla legge del mercato e quindi mi sembra assurdo parlare di perdita della libertà causata dalla legge.

La libera concorrenza è stata fino ad oggi di fatto aleatoria in quanto solo chi possedeva grandi mezzi economici era in grado di partecipare al bailamme dei mega sconti, e gli altri chiudevano la loro Libreria.

2) Libera iniziativa non monopolio in mano a pochi.

3) Ritenere che il libro non sia un bene primario e ridurlo alla stregua di un pacchetto di chewig gum è assurdo.

4) Evidentemente lei cara signora ha frequentato molto le Librerie tanto da ritenere che le stesse non facciano parte di un patrimonio da preservare dalla nullità degli scontisti.

5) I mega sconti non hanno portato alcun beneficio per la cultura della nazione, invece mi risulta che le centinaia di Librerie che si prodigano nella promozione del libro facendo presentazioni e curando gli assortimenti, qualcosa abbiano dato.

6) I piccoli librai stretti dai debiti causati dall’impossibiltà di ottenere dei margini di guadagno decenti devono chiudere, la promozione culturale non basta a sopravvivere.

7) In Francia piuttosto che in Germania ed in altri Paesi Europei è in vigora una legge che regolamenta il prezzo del libro. Non mi risulta che in tali paesi le vendite del libro siano state condizionate dal legislatore, Amazon esiste sia in Francia che in Germania da anni con ottimi risultati nonostante leggi molto più restrittive della nostra.

8) Non è sicuramente la legge sul prezzo del libro la causa dei mali economici dell’Italia, questa, anzi, serve a ridare vigore ad una categoria di LAVORATORI da anni in balia dei mega sconti.

9) Gli sconti invitanti sono frutto di operazioni di mercato indirizzate quasi escusivamente alle gradi strutture di vendita GDO Internet ecc. e sicuramente non vanno incontro ai meno abbienti, quelli cioè che non arrivano alla terza settimana con il misero stipendio che hanno, essi dovrebbero usufruire di servizi bibliotecari efficenti come in Francia e Germania appunto. Chi non ha denaro non può permettersi di spendere per i libri e quindi non si venga a dire che la legge sul libro colpisce le fasce più povere.

10) La libera concorrenza non è stata mai in pericolo, lo testimoniano le centinaia di aperture di Librerie di catena e l’arrivo di un gigante del commercio elettronico come Amazon (con la relativa chiusura di centinaia di piccole Librerie) casomai è l’opposto. Le ricordo che il libro in Italia ha il prezzo imposto dall’editore e quindi questo è l’unico termine di paragone per qualsiasi trattativa commerciale e/o concorrenziale.

Io fossi in lei andrei da quel Libraio che per anni ha servito con fedeltà, serietà e preparazione la clientela della propria Libreria e adesso si ritrova a dover chiudere a causa della politica selvaggia dei mega sconti. Questo signore lascia un vuoto che non verrà colmato da nessun “liberismo” lui sarà sostituito da uno scaffale ciecosordomuto di un supermercato piuttosto che nella mega rivendita di libri, per arrivare infine ai mega siti di commercio elettronico che tra un banner e l’altro ti propongono le loro mercanzie. A questo signore chiederei di perdonare la mia ignoranza e di scusarmi se in qualche modo l’ho offeso.

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2 commenti to “libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /1”

  1. Tutta demagogia,cosa dovrebbero dire quindi le migliaia di lavoratori che perdono il posto di lavoro ogni giorno e per le quali nessuno fa nulla? Abbiate il coraggio di cambiare!

  2. La questione credo sia inversa: non è la politica degli sconti a creare il monopolio, ma è dal monopolio che segue la politica degli sconti. Vietare gli sconti per legge sposta solo la problematica a un livello fondamentale, quello del prezzo di copertina. Evidentemente, però, anche a questo livello fondamentale un piccolo editore non potrà mai pensare di competere con uno grande basandosi sulla quantità: così come il grande editore può imporre cospicui sconti (anche se giocati su una lievitazione del prezzo base), allo stesso modo potrà imporre un prezzo di copertina significativamente più basso rispetto a quello di un piccolo editore.

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