Posts tagged ‘vincenzo vita’

luglio 20, 2011

il mezzo e il messaggio

[testo della relazione del Senatore del PD Vincenzo Vita in Senato per l’approvazione definitiva del ddl che stabilisce una nuova disciplina del prezzo dei libri volta a sostenere le piccole librerie e a rendere possibile la loro coesistenza con le grandi catene. Il testo integrale si trova anche qui]

Signor Presidente, l’argomento di cui stiamo discutendo e che finalmente giunge alla sua conclusione parlamentare è di enorme delicatezza. Si tratta di un testo breve, ma molto significativo perché mette un argine a una situazione di deregolamentazione che non ha fatto bene certo alla cultura, all’editoria media e più piccola, alle librerie di medie e piccole dimensioni, quindi al tessuto nervoso della nostra produzione intellettuale, senza nulla togliere ai più grandi gruppi, certo non unici e sufficienti. Si tratta di norme che già da tempo avrebbero dovuto trovare un’applicazione. Siamo alla terza lettura – il collega Asciutti ha descritto gli articoli con precisione – e finalmente il Parlamento si accinge a varare il testo definitivo.

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luglio 20, 2011

La legge sul prezzo del libro è passata!

La legge tanto attesa sul prezzo del libro è passata stamattina al Senato, con le modifiche ottenute dalla strenua lotta dei Mulini a Vento e di tutti quelli, editori e librai indipendenti, che hanno sostenuto la battaglia. La legge sarebbe passata qualche mese fa se alcuni ministri non avessero imposto un’ulteriore modifica che assegna alla presidenza del consiglio la verifica annuale sull’andamento della legge.

Questa non è la legge che volevamo, ma volevamo una legge e questa è la migliore che potevamo ottenere. Da questo momento in poi unimoci tutti per batterci per una vera legge sul libro che prenda esempio dalle leggi più avanzate, come quelle che vigono e prosperano in Francia, Germania, Spagna, e via dicendo…

Ringraziamo tutti l’accanito e generoso impegno con il quale il senatore Vincenzo Vita ci ha accompagnati, sostenuti, informati.

i Mulini a Vento

marzo 3, 2011

un compromesso positivo

di Vincenzo Vita

Nel 1981 il compianto Paolo Murialdi commentò l’approvazione della riforma dell’editoria come “un compromesso positivo”. Si possono usare le stesse parole per “la nuova disciplina del prezzo dei libri”, testo varato finalmente in seconda lettura dall’aula del Senato e ora in dirittura d’arrivo per l’approvazione finale alla Camera dei deputati. Lì iniziò l’iter del ddl che ha come primo firmatario Ricky Levi.

L’articolato è cambiato, sicuramente in meglio, nella discussione parlamentare. Infatti, si rende il limite del 15% di sconto valido anche per le vendite online, si contiene al 25% la riduzione del prezzo per le promozioni, che possono avvenire attraverso campagne distinte tra di loro e di durata non superiore a un mese. Con l’esclusione del mese di dicembre.

Il governo tra un anno dovrà relazionare in Parlamento sugli effetti della legge.

Regolamentare la delicata vicenda degli sconti era necessario, data la situazione di interregno dovuta all’abrogazione nel 2006 delle norme del 2001.

Il risultato è un buon punto di equilibrio tra le esigenze del mercato e la doverosa necessità di tutelare le strutture medie e piccole dal dumping delle grandi catene commerciali.
Il libro non è una merce come le altre e non può essere lasciato a una concorrenza selvaggia basata sull’arma degli sconti. Laddove vige il liberismo assoluto, vedi la Gran Bretagna, le vendite tendono a diminuire. La Francia applica il 5%, Spagna e Grecia il 15%. E’ stato immaginato, quindi, un punto di equilibrio anche per l’Italia. Del resto, le librerie indipendenti sono a rischio di chiusura, come soffrono le case editrici non legate ai principali trust di settore.
Se il testo è migliorato, lo si deve molto al lavoro svolto attraverso il blog “leggesulprezzodellibro.wordpress.com”, che ha rimesso in discussione uno schema più arretrato raggiunto in precedenza.

Naturalmente, non è la vera riforma del sistema dell’editoria. L’innovazione tecnologica, la stagione digitale, l’e-book ci impongono di riprendere il cammino della riforma con gli occhi aperti al futuro. Senza pregiudizi e senza tabù, ma con la volontà di considerare il libro la parte profonda della mente di ognuno di noi.

novembre 18, 2010

18 novembre 2010

de i Mulini a Vento

Cari amici editori e librai,

siamo molto felici di condividere con voi questa prima vittoria. Il Senato ha votato all’unanimità alcuni importanti emendamenti alla legge Levi sul prezzo del libro, che, senza stravolgerla, la migliorano e la avvicinano alla legge che tutti noi vorremmo.

Potete leggerli direttamente qui sul nostro blog (dalla VII Commissione del Senato…) e sul bell’articolo di Simonetta Fiori su La Repubblica di oggi, 18 novembre.

Per vostra comodità, vi riassumiamo qui sotto gli emendamenti principali:
– è stato fissato un tetto alle promozioni del 33%
– le promozioni sono limitate a due periodi distinti di due mesi ciascuno, non consecutivi e uguali per tutti (sarà il Ministero per i Beni e le Attività Culturali a fissare questi periodi, sentite le organizzazioni competenti)
– le sanzioni a chi trasgredisce comprendono il divieto per il trasgressore di fare promozioni per tutto l’anno successivo
– L’editoria scolastica è esclusa dalla normativa, perché si ritiene che non debba essere oggetto di sconti e promozioni.

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novembre 17, 2010

dalla VII Commissione del Senato…

(AGI) – Roma, 17 nov – “All’unanimità la commissione Cultura del Senato ha approvato, in sede referente, il testo del ddl del prezzo dei libri, già varato dalla Camera dei Deputati nelle scorse settimane. Si sono apportate alcune modifiche. Innanzitutto, la restrizione delle campagne promozionali a due soli periodi all’anno della durata di due mesi ciascuna. Sarà il Ministero per i Beni e le Attività culturali a stabilire, entro 30 giorni dall’approvazione della legge e sentite le Organizzazioni di settore maggiormente rappresentative, quali saranno i periodi predetti. Inoltre, si è inserito un tetto massimo di sconto del 33 per cento sul prezzo fissato dei libri per le campagne stesse. Infine, si è esclusa dalla normativa l’editoria scolastica e si sono rese più incisive le sanzioni in caso di inosservanza delle indicazioni”. Lo rende noto il senatore del Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura al Senato, che commenta: ”Un considerevole passo in avanti sulla via del rilancio della lettura e del libro, contemperando le esigenze degli utenti con i problemi vissuti in particolare dalle case editrici e dalle librerie medie e piccole. Grazie al testo curato da Richi Levi alla Camera si è aperta la strada che abbiamo proseguito al Senato”.

[qui il resoconto sommario n. 256 del 17/11/2010 della 7ª Commissione permanente – Legislatura 16º]

[l’immagine in apice viene da qui]

settembre 29, 2010

dalla discussione in Senato

Resoconto sommario n. 239 del 28 settembre 2010 [dal sito del Senato della Repubblica]

In sede referente

Deputati LEVI ed altri – Nuova disciplina del prezzo dei libri, approvato dalla Camera dei deputati
(Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il relatore VITA (PD), il quale ritiene che parlare del libro significhi segnalare il grado di civiltà del villaggio globale, tenuto conto che esso non è identificabile con un supporto ma è la stessa metafora della coscienza intellettuale. Ripercorre indi le diverse connotazioni del termine “libro”, dando conto poi della definizione suggerita dall’UNESCO nella quale compaiono elementi esterni rispetto alla pura considerazione del supporto, come i concetti di pubblicazione e periodicità. Afferma altresì che la libreria si configura quale tempio laico dei saperi e che attorno alla nuova biblioteca digitale si gioca ora la guerra simbolica del nostro tempo, ivi compreso il nuovo concetto di proprietà intellettuale.

Nel reputare che i libri siano un bene comune, estraneo alla versione “mercatista” del mercato, pone l’accento sulle ragioni che inducono a legiferare sul prezzo del libro, tenuto conto che attorno ad un aspetto solo apparentemente economico si definisce il futuro del nostro immaginario. Giudicando necessaria una vera legge di riforma, di cui il provvedimento in esame è solo un’introduzione, invita tuttavia a considerare che, nell’era dei tagli alla e della cultura, la morte delle case editrici di minore dimensione e delle librerie non legate ai maggiori gruppi di settore sarebbe la fine non del libro analogico, sussunto da quello on-line, bensì dei contenuti, anche perchè il libro è tecnologia e forma culturale.

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