Posts tagged ‘legge lang’

febbraio 18, 2014

non tenete le ricevute dei libri acquistati

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di Alberto Garlini [scrittore e curatore di Pordenonelegge]

Non tenete le ricevute dei libri acquistati, non serve più. La detrazione fiscale sui libri, una delle poche cose buone del governo Letta, è stata emendata. Dopo le promesse, ci eravamo per qualche mese illusi che il 19% del costo dei libri potesse essere detratto, dando in questo modo una boccata d’ossigeno al sistema editoriale e librario. Ma non è andata così.

Adesso, la legge emendata, modificando la dicitura «persone fisiche e giuridiche» con «esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio» favorirà solo le librerie e nemmeno tutte, ma solo quelle che sceglieranno di applicare alla clientela lo sconto del 19%, e cioè le grandi catene. Insomma, oltre al danno, la beffa.

Tutto questo avviene in un momento in cui le piccole librerie sono sempre più in difficoltà e la biodiversità editoriale sembra soccombere. L’emendamento mi sembra il segnale più chiaro che dei libri, del loro valore, della loro necessità, direi, non frega niente a questa classe politica. Cosa davvero paradossale, quando, a livello di immagine, i politici ultimamente preferiscono farsi intervistare in una libreria, o dopo la presentazione di un libro.

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febbraio 10, 2011

folies d’encre

7 novembre – Centre Culturel Français

[Di seguito il verbale dell’incontro, organizzato da SlowBook che si è tenuto a Torino tra il libraio francese della libreria Folies d’encre, Jean Marie Ozanne (libraio ed editore), e alcuni librai indipendenti piemontesi. Ci sembra una bella testimonianza sull’opportunità della legge Lang]

Da piccolo volevo fare il pompiere, lo psicanalista o il libraio. Ho scelto forse il meno remunerativo dei tre mestie- ri ma non il peggiore. Ho deciso di aprire la mia libreria a Montreuil, nella periferia Est, di Parigi perché sono cre- sciuto lì, nel département 93, famoso per essere il quartiere rosso e uno dei più poveri di Parigi. Oggi in questo quar- tiere esistono 7 librerie indipendenti e 5 di queste sono Folies d’Encre. Quando Jérôme Lindon, il fondatore delle Editions de Minuit, ha saputo che aprivo una libreria a Montreuil mi ha chiesto se in quella zona cisì degradata qual- cuno sapeva leggere. Io gli ho risposto : Sono tutti cretini, come me d’altronde, e quindi faremo una libreria di cre- tini per cretini. Non avevo scelta bisognava fare una libreria aperta alla città e al mondo. Ho iniziato con una libre- ria di 45 m2, poi sono passato a 120 m2 e oggi Folies d’encre è di 300 m2. Con me lavorano 10 persone e due apprendisti, di fronte alla libreria c’è infatti la scuola per librai, di cui sono diventato presidente, che richiede che i suoi studenti facciamo un apprendistato.

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novembre 9, 2010

In Francia la legge sul prezzo fisso del libro si estende anche al digitale

di Andrea Coccia [da booksblog.it – 9 Novembre 2009]

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre scorso nelle sale del Senato francese è successa una cosa che qui da noi suonerebbe talmente impensabile e pazzesca: non parlo del fatto che il parlamento fosse aperto di notte (mentre qui da noi di notte i politici fanno ben altro che votare leggi), e nemmeno del fatto che hanno votato all’unanimità a favore di una legge (qui da noi succede solo quando bisogna approvare i propri stipendi), parlo invece di una legge necessaria per l’editoria libraria all’epoca della sua riproducibilità digitale.

Si tratta, in buona sostanza, della estensione della legge Lang, in vigore oltralpe dagli anni ‘80, al mercato editoriale digitale, ovvero dell’imposizione del prezzo unico del libro fissato dalle case editrici. Un modo nient’affatto originale ma, come dimostra la pluriennale esperienza francese, molto efficace, per preservare l’indipendenza e la varietà di offerta editoriale nel paese.

Una legge intelligente a favore dell’editoria, approvata di notte, dai membri del Senato all’unanimità: neanche il più ingenuo idealista porebbe sognare una cosa del genere per l’Italia. Ed è proprio questa assoluta prevedibilità la cosa che fa arrabbiare di più.

[la foto in apice viene da qui]

ottobre 12, 2010

il prezzo del libro

di Tonino Bozzi [ex presidente ALI]

Premessa: semplificazione e complessità.

1. La distribuzione moderna tende alla semplificazione. Ne sono manifestazioni evidenti l’accorpamento delle merceologie in un’unica grande superficie e la concentrazione delle vendite sui prodotti ad altissima rotazione. Sembra essere una conseguenza della semplificazione anche la concentrazione e la riduzione del numero dei produttori.

2. Nella tendenza alla semplificazione è essenziale l’assenza di regole troppo stringenti. Stiamo parlando di licenze, orari di vendita e, naturalmente, di regime dei prezzi.

3. L’unico limite alla totale libertà sembra essere l’interesse collettivo dei consumatori: di qui le regole restrittive della libertà quali regolamentazione dei saldi, pubblicità dei prezzi, trasparenza delle provenienze e via dicendo.

4. Il mercato dei libri è invece per sua natura complesso: abnorme il numero dei titoli, abnorme il numero dei produttori, abnorme il fatto che una larga parte del mercato sia sottratta alla scelta del consumatore. Per inciso, tale complessità sembra essere un indicatore del livello culturale di un paese: è massima in Germania e minima in Ciad.

5. Dunque il problema è, a suo modo, semplice: si tratta di decidere quale sia l’interesse collettivo dei consumatori per quanto riguarda il mercato dei libri. Se esso coincide con la semplificazione, è giusto che esso sia libero, come gli altri. Se invece la complessità è un vantaggio, sia pure per la società e non per il singolo, occorrono regole e controlli adeguati per garantirla.

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