Posts tagged ‘lettori’

marzo 21, 2014

lettori, una generazione persa

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di Paolo Fallai [Corriere della Sera, 21 Marzo 2014]

«Ci siamo persi una generazione». Era questo lo stato d’animo, nell’austera sala della Biblioteca Angelica di Roma, che ha accompagnato la presentazione del rapporto sull’acquisto e la lettura di libri in Italia, commissionato dal Centro per il Libro e la Lettura all’agenzia di rilevamento Nielsen. Si legge sempre meno, in Italia (dal 49% al 43% della popolazione), si compra pochissimo (dal 44% al 37%). Sono dati riferiti agli ultimi tre anni, anzi per la precisione, dall’ultimo trimestre 2010 all’ultimo del 2013. Lo ha sottolineato in apertura proprio Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura: «È la prima volta che una ricerca consente di vedere le immagini in movimento del triennio 2011-2012-2013. E di cogliere così non solo le dimensioni, ma anche la dinamica della più drammatica crisi del libro dalla fine della seconda guerra mondiale».

l’articolo continua sul Corriere della Sera

[l’immagine in apertura viene da qui]

luglio 23, 2012

se il mercato è dei lettori (almeno in Francia)

[In Francia nessuna crisi delle librerie indipendenti. Perché?books|blog.it 26 Luglio 2012]

I francesi continuano ad essere “differenti”. Nonostante infatti le librerie indipendenti falliscano, ultimamente, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, il mercato francese sembra non conoscere crisi.

Ma diamo qualche numero. Come scrive il New York Times la Francia conta 2500 librerie indipendenti, e per ogni libreria di quartiere che chiude, sembra aprirsene un’altra.

Non solo: soprattutto, dal 2003 al 2011 è il mercato dei lettori – ovvia linfa vitale delle librerie – che sembra non conoscere cedimenti: in questo periodo le vendite sono infatti aumentate del 6.5%.

Non altrettanto in espansione il mercato degli E-book, che conta solo l’1.8% del mercato editoriale. Una percentuale bassa, se comparata col 6.4 % totalizzato negli Stati Uniti. “Ci sono due cose che non butti mai via in Francia, il pane e i libri”, dice Bernard Fixot, proprietario ed editore di XO, una piccola casa editrice.

Il fattore di questo successo, nota invece l’articolista, è forse l’intervento dello Stato: mentre nel mercato anglofono regna il prezzo libero, in Francia fin dall’81 grazie alla legge Lang, promossa da Jack Lang, ministro della cultura del tempo, ci sono prezzi fissi per i libri in lingua francese: nessun libraio può scontare libri più del 5% rispetto al prezzo dell’editore.

Inoltre, l’anno scorso la lobby degli editori è riuscita a estendere la legge Lang anche al mercato degli ebook. Il prezzo viene deciso dagli editori: ogni altro sconto è vietato. Inoltre, c’è anche l’importante sostegno del governo ai librai, con garanzie e prestiti a interessi zero.

Insomma, anche le librerie francesi camminano verso il futuro con le “stampelle” di leggi ed aiuti statali, il che nasconde forse dietro la stessa crisi dei lettori (crisi economica che taglia il budget per l’acquisto dei libri, crisi culturale che riduce il mercato) che lamentiamo in Italia. “Non avremmo potuto aprire la nostra libreria senza sussidi”, ammettono infatti i proprietari del francese L’Usage du Monde, “e non potremmo sopravvivere ora senza i prezzi fissi”.

[l’immagine in apice è il logo dell’Independent Bookseller Week 2012]

settembre 1, 2011

lettera al lettore (comprensibilmente) arrabbiato

di Gaspare Bona

Caro lettore che protesti perché pensi che il limite agli sconti imposto dalla legge Levi danneggi il tuo potere d’acquisto in libreria, vorrei buttarti lì qualche riflessione, per cercare di farti vedere il rovescio della medaglia. Non voglio convincerti che devi essere contento di questa legge, ma darti qualche elemento in più perché tu possa farti un’idea più compiuta delle ragioni e delle conseguenze di questa legge.

Dato che le case editrici e le librerie non sono enti benefici senza scopo di lucro, si può supporre con ragionevole certezza che ogni volta che viene fatto uno sconto sul prezzo di copertina fissato per un libro ci siano tre possibili “backstage”: o il prezzo di copertina è stato gonfiato per poi poterlo scontare, oppure la perdita di margine su quel libro viene recuperata aumentando il prezzo di copertina di un altro libro (che toccherà a un altro lettore pagare, magari perché ne è costretto per motivi di lavoro o studio), oppure la casa editrice o la libreria (che però non ha potere sul prezzo di copertina) si accolla una perdita, cosa che sicuramente può succedere per cercare di stare a galla in un mercato asfittico, ma alla lunga ha conseguenze letali sia sul piano economico sia su quello culturale (il culturale provo a spiegarlo più avanti). Di qui il concetto espresso da un grande libraio come Romano Montroni, ovvero che il prezzo del libro deve essere giusto. (E a chi non piacciono le cose giuste?)

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luglio 25, 2011

perché la legge sul libro non va contro i lettori


[questo articolo è stato pubblicato su l’Unità il 21 Luglio 2011]

di Gaspare Bona

Questa mattina è stata approvata con l’ultimo passaggio al Senato la Leggi Levi sul prezzo del libro, che regolamenta gli sconti che le librerie e gli altri rivenditori al dettaglio possono fare al consumatore finale sul prezzo di copertina fissato dall’editore. La legge entrerà in vigore dal 1° settembre.

In estrema sintesi la legge limita al 15% lo sconto che le librerie, comprese quelle on-line, possono fare ai loro clienti e vieta alle librerie di fare delle promozioni (in altri settori merceologici si chiamerebbero saldi) sui loro stock, se non quando si verificano condizioni assai stringenti (libri pubblicati da più di venti mesi e che non siano stati movimentati da sei mesi).
Le promozioni possono essere proposte solo dagli editori, che sono tenuti a offrirle con le stesse condizioni a tutte le librerie. Questo passo si è reso necessario per un motivo di equità, dato che i principali gruppi editoriali sono proprietari anche di intere catene di librerie e dunque spesso le librerie indipendenti erano tagliate fuori dalle promozioni. Inoltre le promozioni fatte dagli editori non sono permesse durante il mese di dicembre, non possono essere ripetute nell’arco dell’anno solare e non possono superare lo sconto del 25%. Queste limitazioni cercano di ridurre lo squilibrio fra grandi gruppi editoriali – quelli in grado di fare promozioni – e l’editoria indipendente, in genere di piccole o medie dimensioni.

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dicembre 11, 2010

13 dicembre. Milano. Riunione AIE.

de i Mulini a vento

Caro amico editore,

i Mulini a vento sono un gruppo di editori indipendenti italiani che negli ultimi mesi ha cercato di sensibilizzare attraverso una serie di eventi, convegni, comunicazioni, stampa e attraverso questo blog, gli editori e i librai indipendenti, i professionisti del settore editoriale, e le istituzioni (a partire dalle associazioni di categoria come AIE e ALI), riguardo le politiche di sconto e le politiche legislative sul libro.

Intorno al loro primo appello, i Mulini a vento hanno raccolto centinaia di amici editori, librai, intellettuali, lettori.

Lunedì 13 ci sarà la riunione dell’AIE a Milano. Le questioni in gioco sono fondamentali a cominciare dalla legge sul prezzo del libro e dalle modifiche allo statuto AIE.

Dobbiamo essere in tanti.

Dunque, se sei un socio AIE ma non hai intenzione di partecipare alla riunione di lunedì a Milano, (ci) firmeresti una delega a rappresentarti?

La delega, firmata e con il timbro dell’editore, va spedita entro lunedì 13 alle 9 al numero di fax 02 79 89 19.

Per tutte le notizie riguardanti i Mulini a vento, le iniziative, le discussioni, gli aggiornamenti, i contatti, visita il nostro blog.

settembre 20, 2010

Una legge sul libro che non considera i lettori

di Simonetta Bitasi [lettore ambulante]

Quello che colpisce sulla dannosa legge che sta per essere approvata e anche in parte del dibattito che ci gira intorno è la quasi assoluta mancanza della “categoria” che dovrebbe essere l’interlocutore privilegiato di questa legge, e cioè il popolo dei lettori. E anche di molte professionalità vicine ai lettori come per esempio bibliotecari e insegnanti. Cosa desidera chi legge? Più sconto? Più supermercati del libro? I libri alle poste o dal fruttivendolo? Il 3 x 2? No, prima di tutto desidera libertà di scelta e qualità. Qualità del lavoro editoriale che grandi e piccoli editori possiedono entrambi, qualità del servizio delle biblioteche e delle librerie che figure professionali formate possono fornire se si lascia loro fare il proprio lavoro, qualità nelle segnalazioni di lettura di chi propone e recensisce i libri, qualità nel promuovere i libri e la lettura rivolgendosi ai lettori come tali e non come meri consumatori. I lettori non sono una fauna in via di estinzione, sono una “categoria” aperta e mutevole, imprevedibile e fiduciosa, che merita rispetto e considerazione. E soprattutto il lettore merita di poter scegliere liberamente cosa leggere, senza che molti libri, più o meno buoni, questo lo deciderà poi lui, non arrivino neppure sugli scaffali delle librerie e delle biblioteche. E merita di avere di fianco degli interlocutori adeguati e motivati come librai, bibliotecari, insegnanti, recensori che al pari suo possano scegliere cosa leggere. Ecco il lettore merita di confrontarsi con chi sa cosa significa leggere. Gli estensori della legge, spiace dirlo, non lo sanno.