Posts tagged ‘legge sul prezzo del libro’

febbraio 20, 2015

Respinto lo sconto selvaggio, una vittoria per librai ed editori

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Il consiglio dei ministri che oggi ha varato il disegno di legge sulla Concorrenza ha deciso di stralciare la parte che avrebbe praticamente abrogato la legge Levi, quella che fissa un tetto massimo di sconto sui libri al 15%. La protesta e la mobilitazione dei giorni scorsi, soprattutto da parte di librai ed editori indipendenti, oltre che di attori istituzionali come il Centro per il libro e la lettura attraverso la voce del suo presidente Romano Montroni, ha bloccato una misura dissennata che avrebbe portato un colpo mortale al pluralismo culturale e alla effettiva possibilità di concorrenza. L’Odei si rallegra del ripensamento del governo e conferma l’appuntamento per il 27-29 marzo a Book Pride, fiera dell’editoria indipendente, quando presenterà la propria proposta di legge per il libro.

info@odei.it
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luglio 20, 2014

Ri-Distribuzione

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[da Ansa.it del 19 Maggio 2014]

Il gruppo Messaggerie e il gruppo Feltrinelli si alleano e nasce il nuovo polo italiano della distribuzione libraria da 70 milioni di volumi all’anno. La joint venture sarà controllata al 70% da Messaggerie Italiane e per il 30% da Gruppo Feltrinelli. Al suo interno, si legge in una nota, saranno integrate le società di distribuzione intermedia dei due gruppi: Messaggerie Libri, Fastbook, Opportunity e Pde con il relativo ramo logistico. Le rispettive reti promozionali resteranno indipendenti e autonome.

Messaggerie Italiane si è misurata nel corso degli anni con i mestieri di editore, di distributore e di libraio. Con il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (Bollati Boringhieri, Chiarelettere, Corbaccio, Garzanti, Guanda, La Coccinella, Longanesi, Nord, Ponte alle Grazie, Salani, Tea, Vallardi) di cui controlla il 73,77 è uno dei principali editori di libri in Italia, distributore indipendente con Messaggerie Libri e primo operatore italiano nell’e-commerce editoriale con http://www.ibs.it. Anche il gruppo Feltrinelli opera su tutta la filiera del libro, dall’editoria, con Giangiacomo Feltrinelli Editore e altre sigle editoriali collegate, alla promozione e distribuzione intermedia, al retail con la catena Librerie Feltrinelli e con i siti on-line di informazione www.feltrinellieditore.it e di e-commerce www.lafeltrinelli.it. Il gruppo è poi attivo anche nel settore immobiliare con le società Finaval ed Effe.com. Da maggio 2013 inoltre, sul canale 50 del digitale terreste è presente ‘laeffe’. “Le economie di scala della nuova società distributiva consentiranno di investire ancor più nel canale del libro fisico, in un momento di mercato difficile e in forte trasformazione, con la massima efficienza e competenza” commenta Alberto Ottieri, amministratore delegato Messaggerie Italiane. “Ci aspettiamo di poter attivare sinergie significative che ci consentiranno di essere ancora più efficaci e competitivi in un mercato del libro in fase di profonda trasformazione” ha aggiunto Carlo Feltrinelli, presidente e amministratore delegato del gruppo Feltrinelli.

marzo 31, 2014

Le detrazioni: a volte ritornano (ma vanno nella direzione sbagliata)

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di Giovanni Solimine

Dopo la figuraccia delle detrazioni fiscali per acquisto libri – previste nel decreto “Destinazione Italia”, poi rivelatisi inapplicabili e trasformate in un buono libri per gli studenti delle superiori – la questione torna di attualità. Infatti, l’on. Marco Causi (PD) ha presentato una proposta di legge, tendente a superare la soluzione che egli stesso individuò in occasione della conversione in legge del decreto. Il nuovo testo presenta diversi motivi di interesse: la detraibilità riguarda tutti i cittadini e non solo gli studenti, si applica anche ai libri elettronici e non solo a quelli cartacei, la copertura finanziaria non è incerta come nel decreto e viene assicurata da una modifica di alcune esenzioni fiscali di cui gode il servizio postale.

Il punto debole della proposta, che ne stravolge il significato fino al punto da rischiare di produrre un effetto contrario a quello auspicato, è nella previsione di una franchigia. La detrazione riguarderebbe solo gli acquisti eccedenti la somma di 50 euro (in una prima formulazione la soglia era fissata a 150 euro, poi è stata abbassata) e si potrebbe scaricare dalle tasse il 19% di una spesa annua fino a 850 euro. Basta fare due conti per capire il motivo per cui la proposta è concettualmente sbagliata: nell’ottica di una politica di promozione della lettura, non necessariamente vendere più libri equivale ad allargare la platea dei lettori.

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febbraio 18, 2014

non tenete le ricevute dei libri acquistati

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di Alberto Garlini [scrittore e curatore di Pordenonelegge]

Non tenete le ricevute dei libri acquistati, non serve più. La detrazione fiscale sui libri, una delle poche cose buone del governo Letta, è stata emendata. Dopo le promesse, ci eravamo per qualche mese illusi che il 19% del costo dei libri potesse essere detratto, dando in questo modo una boccata d’ossigeno al sistema editoriale e librario. Ma non è andata così.

Adesso, la legge emendata, modificando la dicitura «persone fisiche e giuridiche» con «esercizi commerciali che effettuano la vendita di libri al dettaglio» favorirà solo le librerie e nemmeno tutte, ma solo quelle che sceglieranno di applicare alla clientela lo sconto del 19%, e cioè le grandi catene. Insomma, oltre al danno, la beffa.

Tutto questo avviene in un momento in cui le piccole librerie sono sempre più in difficoltà e la biodiversità editoriale sembra soccombere. L’emendamento mi sembra il segnale più chiaro che dei libri, del loro valore, della loro necessità, direi, non frega niente a questa classe politica. Cosa davvero paradossale, quando, a livello di immagine, i politici ultimamente preferiscono farsi intervistare in una libreria, o dopo la presentazione di un libro.

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giugno 18, 2013

Marco Polillo sul decreto Ecobonus

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“L’innalzamento dell’iva delle opere dell’ingegno allegate ai prodotti editoriali, disposto dal decreto Ecobonus, contraddice quanto annunciato in Parlamento dallo stesso Governo Letta”. E’ dura la posizione del presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo che il provvedimento è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.
“Il premier – ha proseguito Polillo – con il discorso sulle linee programmatiche del nuovo Esecutivo in cui si annunciavano politiche di promozione per l’Industria culturale e un rilancio dell’enorme patrimonio artistico del Paese ci aveva dato speranze. Un aumento di 17 punti di IVA (e, in assenza di modifiche normative, fra un mese di 18 punti) comporterà la morte di un segmento distributivo la cui mission era quella di aiutare la promozione della cultura nel Paese, a tutela del patrimonio artistico italiano. Cd e dvd audiovisivi o musicali allegati a quotidiani e periodici, così come eserciziari e altri contenuti allegati ai libri, hanno infatti svolto in questi anni un’importante funzione per la promozione e la diffusione della cultura a costi contenuti per le famiglie italiane”.
“Tale inasprimento fiscale, adottato inoltre senza neanche aver consultato gli operatori della filiera per valutare l’impatto reale sul mercato – ha concluso -, costituisce un attacco illogico alle imprese culturali ed editoriali che ci allontana dall’Europa. L’effetto finale sarà la contrazione immediata e progressiva del mercato con il paradosso di avere un mancato introito per le Casse dello Stato, anziché un incremento di gettito per l’Erario. Quindi, oltre al danno, l’aumento dei prezzi dei beni culturali, anche la beffa, il buco per i conti pubblici”.

aprile 15, 2013

Legge Levi e prezzo dei libri: botta e risposta tra Cavallero e Galla

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di Francesca Modena [da Finzioni, 12 Aprile 2013]

Negli ultimi due giorni sulle pagine di Affari Italiani si è svolto un botta e risposta molto interessante, e visto che si parla di argomenti che abbiamo più volte affrontato qui a Finzioni e che ci stanno molto a cuore – leggasi: il presente e futuro dell’editoria italiana – cerchiamo di fare il punto.

Il tutto è partito da un’intervista di Antonio Prudenzano a Riccardo Cavallero, che da tre anni ricopre il ruolo di Direttore Generale Libri Trade Mondadori (il primo gruppo in Italia per quota di mercato, pari al 27,6% nel 2012). Si è parlato di argomenti molto vari, basti pensare che nella stessa intervista trovano spazio la Fornero e il mommy porn; qui trovate la versione integrale dell’interessante chiacchierata, ma noi ci soffermeremo su un paio di punti che ci sembrano particolarmente pressanti.

In primis il prezzo dei libri; la prima domanda infatti era incentrata sulla collana super low cost di Newton Compton (titoli a 99 centesimi), che tanto ha fatto discutere nelle scorse settimane. A questo proposito ricorderete che noi eravamo stati tra i primi a approfondire il dibattito intorno a questa iniziativa, riallacciandoci all’hashtag #menodizero lanciato su Twitter da Einaudi. Quello che ci interessava era capire se e quale fosse per voi lettori un prezzo equo, e dai commenti emersi si registrava una generale insoddisfazione verso i prezzi, troppo alti, che le case editrici applicano soprattutto alle nuove uscite. Cavallero, in un precedente intervento su La Stampa, ha definito l’iniziativa di Newton Compton “una bellissima operazione di marketing che però non crea nuovo avvicinamento alla lettura e rischia di cannibalizzare un settore come quello dell’economico, che è già in caduta verticale”. E ne approfitta per tornare sulla Legge Levi – ovvero la legge che disciplina il prezzo dei libri consentendo uno sconto non superiore al 15% – definita sempre su La Stampa come una legge miope che ha bloccato gli sconti falsando il mercato e suscitando reazioni come quella di Newton Compton che ha abbattuto i prezzi. In questa sede Cavallero rilancia definendola come un’occasione persa, un grande freno al mercato che porterà molte case editrici italiane al fallimento. Un provvedimento che, nato per garantire la pluralità, starebbe sortendo l’effetto opposto, favorendo una concentrazione del mercato e danneggiando soprattutto i piccoli editori.

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ottobre 8, 2012

lettera aperta all’Antitrust

[da La Repubblica – 8 Ottobre 2012]

Il 2 ottobre scorso, il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha inviato ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e al Ministro per lo Sviluppo Economico, le sue “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l’anno 2013”, nella quale raccomandava di “eliminare il tetto agli sconti sui libri che limita la libertà di concorrenza dei rivenditori finali, senza produrre sostanziali benefici per i consumatori in termini di servizi offerti o di ampliamento del numero di libri immessi sul mercato”.
L’enormità di una simile richiesta è evidente per chiunque conosca l’anomalia della situazione italiana in campo editoriale. Per gli altri, richiede una spiegazione.
In Italia, un numero ristretto di gruppi editoriali possiede l’intera filiera del libro e occupa, perciò, in posizione dominante, tutti i passaggi: produzione, promozione, distribuzione e vendita. I quattro gruppi editoriali – Mondadori, Gems, Rizzoli e Feltrinelli – possiedono molteplici case editrici, e poi case di distribuzione, catene librarie e società che distribuiscono i libri in supermercati, discount, autogrill ecc. (G.D.O.).
In altre parole, i 4 gruppi pubblicano, promuovono, distribuiscono e vendono i loro libri attraverso società e punti vendita di loro proprietà, mentre gli editori indipendenti devono rivolgersi a loro per ogni passaggio, fino ad arrivare in libreria con un margine di guadagno così ristretto da non potersi permettere sconti ulteriori o promozioni. A loro volta, le librerie indipendenti, che ottengono uno sconto sul prezzo di copertina del 30% (le catene librarie ottengono anche il 40/45), non hanno margine sufficiente per praticare uno sconto ormai fisso del 15%. Di conseguenza, i 4 gruppi inondano il mercato di libri scontati, occupano i tavoli e le vetrine delle librerie, gli spazi dei supermercati e così via, mentre tutta l’altra produzione libraria è relegata in spazi angusti e nascosti, per lasciare visibilità alle promozioni.
Negli altri paesi, le funzioni di editore, distributore e libraio, sono nettamente separate e questo a vantaggio di un mercato realmente libero.
L’Antitrust è stata costituita nel 1990 per combattere simili situazioni di oligopolio e garantire “il rispetto delle regole che vietano gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza”.
La Legge Levi per parte sua, è stata promulgata nel settembre 2011, dopo una durissima e lunga battaglia, per “contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Sebbene si ispiri a leggi analoghe che vigono in Francia, Germania e Spagna (per citare i paesi più vicini), che aboliscono o riducono drasticamente lo sconto, la legge Levi consente uno sconto librario del 15% e un tetto del 25% alle promozioni editoriali, per undici mesi all’anno, dicembre escluso.
In un altro paese, l’Antitrust avrebbe sostenuto la Legge Levi, che pone un freno all’oligopolio dei gruppi editoriali.
Colpisce che la ‘raccomandazione’ dell’Antitrust avvenga solo 7 giorni dopo la verifica discussa alla Camera il 25 settembre, in presenza della Commissione Cultura, Centro per il Libro, del sottosegretario di Stato Peluffo, del Ministro Ornaghi e di editori e librai coi loro rappresentanti. In questa sede si manifestavano essenzialmente due posizioni: da una parte librai ed editori indipendenti sostenevano che la Legge Levi avesse contenuto la recessione del mercato librario (assai più forte in altri settori dell’intrattenimento e dello spettacolo) e contribuito a un abbassamento del prezzo dei libri – dall’altra, i 4 gruppi, con qualche sfumatura, chiedevano in sostanza di vanificare la Legge Levi, abolendo lo sconto alle promozioni editoriali, il limite di durata e l’esclusione del mese di dicembre, e auspicando un mercato selvaggio e oligarchico, in cui la Legge si riducesse a mero strumento per difendere i loro libri dalla concorrenza di Amazon.
E con chi si schiera l’Antitrust?

Editori e librai indipendenti chiedono che questa raccomandazione venga ritirata dalle proposte del Presidente Petruzzella, che l’Antitrust faccia onore ai suoi obiettivi, battendosi contro e non a favore degli abusi di potere, e che la Legge Levi venga sostenuta e messa in grado di servire i suoi scopi.

Ginevra Bompiani (nottetempo), Giuseppe Russo (Neri Pozza), Antonio Sellerio (Sellerio), Luca e Mattia Formenton (Il saggiatore), Carmine Donzelli (Donzelli editore), Daniela Di Sora (Voland), Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi (Iperborea), Marco Cassini e Daniele Di Gennaro (minimum fax), Gaspare Bona (Instar libri e Blu edizioni), Lorenzo e Rodolfo Ribaldi (la Nuova frontiera), Agnese Manni (Manni editore), Sandro D’Alessandro (et al.), Monica Randi (Astoria), Roberto Keller (Keller editore), Ada Carpi e Andrea Palombi (Nutrimenti), Isabella Ferretti e Tommaso Cenci (66thand2nd), Emanuela Zandonai (Zandonai edizioni), Yuri Garrett (Caissa Italia), Massimiliano Franzoni (Mattioli 1885), Andrea Malabaila (Las Vegas Edizioni), Fabrizio Felici (Felici Editore), Giuliana Fante (Edizioni Corsare), Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre), Giuseppe Maria Morganti (Aiep Editore), Ugo Magno (Mesogea), Danilo Manzoni, (Leone editore), Marco Nardini (edizioni La Linea), Cecilia Palombelli (Viella), Walter Martiny (edizioni del Capricorno), Francesca Chiappa (Hacca – Nuova giuridica), Rocco Pinto (libreria torre di Abele), Silvia Nono (Emons Audiolibri), Giulio Milani (Transeuropa), Sergio Iperique (Ananke Edizioni), Rosaria Pulzi (Edizioni Lapis), Edgar Colonnese (Colonnese editore), Leonardo Pelo (No reply), Angelo Leone (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), Mauro di Leo (Atmosphere Libri), Antonio Bagnoli (Pendragon), Ugo di Monaco (Edizioni Spartaco), Francesco Camastra (Bibliofabbrica.com), Gian Luca Tugnoli (Libreria Ulisse), Andrea Soave (Libreria Edys), Franco Liguori (Liguori Editore), Edoardo Caizzi (Edizioni Ambiente), Marco Zapparoli e Claudia Tarolo (Marcos y Marcos). Le adesioni degli editori, dei librai e dei lettori indipendenti continuano nei commenti…

[è possibile sottoscrivere la lettera aperta, lasciando un commento a questo post, sarà cura della redazione aggiornare la lista contenuta nel corpo del testo. grazie]

[la foto in apice è di DDA Photography, si intitola Biliardo e viene da qui]

ottobre 5, 2012

il tetto e gli sconti


di Agnese Manni [Direzione Editoriale Varia Manni editore e Vicepresidente del Consiglio del gruppo Piccoli Editori e membro del Comitato di Presidenza dell’AIE]

Siamo al paradosso: in un mercato in cui la concentrazione verticale e orizzontale è abnorme, l’Antitrust fa dichiarazioni sulla legittimità del tetto allo sconto sui libri!

Non si è mai preoccupata della gestione oligopolistica del settore, e ora interviene, ancora una volta, in appoggio dei grandi gruppi editoriali che sono gli unici ad avvantaggiarsi della liberalizzazione dei prezzi, e in spregio degli indipendenti e dei piccoli.

Mi sembra una questione importante su cui l’AIE, pur tenendo conto di rappresentare interessi compositi e vari, dovrebbe intervenire.

[l’immagine in apice è di I fo lire!]

agosto 6, 2012

Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?

di Sergio Calderale

[Riprendiamo lo scambio tra Davide Vender della libreria Odradek di Roma con BOL.it che alla fine dello scorso mese ha lanciato una campagna sconto del 35% su 10000 titoli, pubblicando un articolo di Sergio Calderale scritto per tropicodellibro.it]

Agosto, legge mia non ti conosco. Verrebbe da parafrasare così l’ironico proverbio dedicato ai mariti vedendo la campagna di sconti al 35% lanciata dal portale Bol.it (Gruppo Mondadori) e pensando contemporaneamente allaLegge Levi. Sconti così alti, qui da noi, non si ricordavano dall’ingresso nel mercato italiano di Amazon.it, che assaltò il campo offrendo i libri, novità incluse, al 40% di sconto. Allora però non esisteva la Legge Levi, che ora regolamenta il prezzo del libro e lo sconto a esso applicabile, sia nelle librerie fisiche sia nel commercio elettronico.

L’introduzione della Legge Levi fu dovuta proprio alla volontà di evitare che giganti internazionali come Amazon si accaparrassero il grosso del mercato a tutto svantaggio della concorrenza e ponendo a repentaglio la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori, ma naturalmente minando anche i margini dei grandi gruppi editoriali italiani. E senza il malconento di questi ultimi probabilmente la legge non sarebbe arrivata, nonostante «fosse in gestazione da molti anni» come tiene a specificare Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai (ALI), cui abbiamo chiesto un parere.

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agosto 1, 2012

dalla libreria Odradek a BOL

Roma, 30-07-2012

All’attenzione della società BOL

Formalizzo la richiesta di informazioni dopo un primo contatto telefonico con voi. Come mai praticate il 35% di sconto su 10000 titoli?. Sto raccogliendo una corposa documentazione e per praticità farò riferimento ad un solo titolo: I Privilegiati, Dee, Mondadori. Il titolo in questione è regolarmente distribuito nei magazzini e non è stato tolto dal mercato. La novità tascabile pubblicata da Beat a 9 euro sarà disponibile soltanto a settembre. Secondo me quello che state facendo non è in conformità con la legge Levi. Ma questo lo vedremo in altre sedi. In attesa di una vostra risposta vi auguro buon lavoro.

Il Direttore di Odradek
Davide Vender