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7 Responses to “altre voci”

  1. Sono stato libraio per quattro anni. Poi sono diventato giornalista e – guardacaso – mi sono occupato di cultura (e di libri ancora mi occupo) nei quotidiani del Gruppo Espresso dove ho lavorato per anni, a Trento, Bolzano e Belluno. Sono fortissimamente e partigianamente e convintamente dalla vostra parte. Senza librai e librerie indipendenti questo povero Paese sarà ancora più povero, condannato alla tristezza delle catene librarie e degli ipermercati. Viva i mulini a vento.
    Carlo Martinelli

  2. Enrico Pandiani
    Sono prima di tutto un lettore, dopo viene lo scrittore. Se questa legge dovesse passare anche al Senato, entrambi sarebbero colpiti in maniera molto pesante. Il lettore perché gli verrebbero negate le libertà fondamentali di scelta e di informazione, lo scrittore perché rischierebbe di trovarsi asservito a un sistema molto più grande di lui e che non potrebbe in alcun modo controllare.
    Ci sono già troppe cose negative in questo paese, cose che sfuggono alla sorveglianza e al diritto di scelta del cittadino. Facciamo in modo che la libertà di decidere della propria cultura non sia una di queste.

  3. Io sarò senza dubbio paranoico, ma a me sembra che tutto rientri nel gioco di quel signore che era anche il proprietario del maggior gruppo televisivo privato italiano, e che poi entrò nella produzione e distribuzione cinematografica, poi acquistò una importante catena di sale cinematografiche, che poi divenne il padrone del maggior gruppo editoriale italiano, che poi acquistò delle banche e delle compagnie di assicurazioni, e una squadra di calcio e infine si fece eleggere Presidente del Consiglio. Insomma, una legge che il Caro Piccolo Leader e sua figlia sicuramente gradiscono, al pari di quell’altra che ha condonato alla Mondadori le sue truffe fiscali. Aderisco al vostro appello.

    Sciltian Gastaldi, scrittore e giornalista
    http://www.sciltiangastaldi.com

  4. Buongiorno, la soluzione ci sarebbe ed è anche di facile attuazione, ma purtroppo è ridicola.
    Comunque la espongo:

    Si editano libri con il prezzo maggiorato del trenta percento, applicando direttamente un adesivo in copertina con la dicitura SCONTO 30%.

    Poi ai libraio indipendenti lo sconto viene raddoppiato, cioè, si fa sempre ili 30% ma si consegnano due copie, cioè una è omaggio.

    A tutti gli altri distributori e grossisti e cose tipo Amazon.it si fa il solito 30% senza copie omaggio.

    Risolti tutti i problemi.

    Alla lunga verrebbe fuori che i prezzi sono gonfiati e gli sconti fasulli, e tutte le campgne dei grandi editori o delle grandi catene sarebbero chiaramente delle finzioni.

    Ricordo che uno “sconto” ha senso se e solamente se c’è chi vende e chi compra A PREZZO PIENO.

  5. Aderisco al Vostro appello. La cultura e l’informazione libere hanno un costo e questo costo deve essere trasparente e rappresentare una dignitosa remunerazione agli operatori. Sconti, campagne ecc. riducono il libro ad un oggetto in cui il contenuto diventa marginale. Non è il libro che io voglio.

  6. Cari Mulini a Vento
    se verrà approvato il ddl sulla diffamazione a mezzo stampa, credo che dovremo chiudere le collane portanti della nostra casa editrice, cioè Storia, Memoria e i MINImi.
    Potremo pubblicare solo fiction, con la clausola: ogni riferimento a persone ed eventi reali è puramente casuale.
    La legge sulla diffamazione a mezzo stampa è una minaccia molto più grave per la libertà di stampa di qualsiasi censura o di qualsiasi legge sul prezzo del libro.
    Non a caso il ddl è firmato da Maurizio Gasparri, resosi responsabile di varie iniziative che personalmente considero gravemente deleterie durante i governi degli scorsi anni. Accanto a Gasparri, tra i promotori, c’è purtroppo anche un esponente del sedicente Partito democratico, Vannino Chiti.
    Propongo di inviare a quest’ultimo una lettera a nome di tutti gli editori dei Mulini a vento, chiedendo l’immediato ritiro di questo ddl, che rischia di compromettere in maniera sostanziale la libertà di espressione nel nostro paese.
    Piero Budinich
    Beit casa editrice

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