Archive for settembre, 2010

settembre 30, 2010

tutti a scuola

di Antonio Terzi [Responsabile Scolastica SIL]

Gentili (e benedetti) Mulini,

dopo aver sottoscritto il vostro appello sia a titolo peronale che come Sindacato Italiano Librai della Confesercenti, desidero con la presente attirare l’attenzione della discussione sul tema che mi è più congeniale, quello della scolastica, visto che del sindacato di cui sopra sono il responsabile di settore.

Lo faccio perché se è vero che il mercato del libro è diventato una vera e propria giungla, quello della scolastica si può dire sia la giungla nella giungla.

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settembre 29, 2010

dalla discussione in Senato

Resoconto sommario n. 239 del 28 settembre 2010 [dal sito del Senato della Repubblica]

In sede referente

Deputati LEVI ed altri – Nuova disciplina del prezzo dei libri, approvato dalla Camera dei deputati
(Esame e rinvio)

Riferisce alla Commissione il relatore VITA (PD), il quale ritiene che parlare del libro significhi segnalare il grado di civiltà del villaggio globale, tenuto conto che esso non è identificabile con un supporto ma è la stessa metafora della coscienza intellettuale. Ripercorre indi le diverse connotazioni del termine “libro”, dando conto poi della definizione suggerita dall’UNESCO nella quale compaiono elementi esterni rispetto alla pura considerazione del supporto, come i concetti di pubblicazione e periodicità. Afferma altresì che la libreria si configura quale tempio laico dei saperi e che attorno alla nuova biblioteca digitale si gioca ora la guerra simbolica del nostro tempo, ivi compreso il nuovo concetto di proprietà intellettuale.

Nel reputare che i libri siano un bene comune, estraneo alla versione “mercatista” del mercato, pone l’accento sulle ragioni che inducono a legiferare sul prezzo del libro, tenuto conto che attorno ad un aspetto solo apparentemente economico si definisce il futuro del nostro immaginario. Giudicando necessaria una vera legge di riforma, di cui il provvedimento in esame è solo un’introduzione, invita tuttavia a considerare che, nell’era dei tagli alla e della cultura, la morte delle case editrici di minore dimensione e delle librerie non legate ai maggiori gruppi di settore sarebbe la fine non del libro analogico, sussunto da quello on-line, bensì dei contenuti, anche perchè il libro è tecnologia e forma culturale.

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settembre 29, 2010

Come ti svaluto autore, editore, librario, lettore

di Valentino Parlato [da Il Manifesto del 29 settembre 2010]

Certo è triste che la sinistra debba battersi contro i deboli a favore dei potenti, sostenere gl’interessi del fatturato (di Berlusconi) contro la ricerca e del mercato selvaggio contro la qualità, ma è quello che sta succedendo intorno alla nuova, tanto attesa, tanto sperata, legge sul prezzo del libro, che proprio ieri si è cominciato a discutere in Commissione Cultura del Senato.

Questa legge viene proposta da Ricardo Franco Levi, deputato Pd, stretto collaboratore di Romano Prodi, che da anni si batte perché in Italia ci sia una regolamentazione del prezzo del libro, come c’è ormai in tutti i paesi civili (con l’eccezione dell’Inghilterra, che ha preso un’altra strada distruggendo le proprie librerie ed edizioni indipendenti).

Allora perché questa legge è una presa in giro? Perché fissa un tetto del 15% di sconto su tutti i libri, novità comprese (sconto già altissimo rispetto a leggi serie come quella francese, tedesca, olandese, spagnola…), ma poi consente agli editori di fare campagne promozionali per 11 mesi l’anno, cioè sempre tranne a Natale. Fatta la legge trovato l’inganno, si dice, ma in questo caso ci si è premuniti e l’inganno è già legge.

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settembre 29, 2010

la risposta di Romano Montroni

[da Affaritaliani.it del 29 settembre 2010]

Come giudica la tanto discussa Legge Levi sul prezzo dei libri?
“Dal nostro punto di vista è improponibile. Non è vero che è meglio di niente come qualcuno sostiene. La liberalizzazione dello sconto può diventare un disastro per l’intero sistema. E’ per questo che le Coop fanno solo minimi sconti ai soci. Ho lavorato per decenni nelle librerie Feltrinelli, dove fino al 2000 non si facevano sconti, salvo ai clienti più fedeli. Quindi so bene di cosa si sta discutendo. In questi ultimi anni di sconti selvaggi il mercato dei libri non è cresciuto, anzi è leggermente regredito. I lettori non sono aumentati perché l’acquisto dei libri non si incentiva certo con gli sconti, ma favorendo lo sviluppo della lettura tra i ragazzi”.

settembre 29, 2010

I piccoli contro i giganti Editoria, da oggi in Senato la legge sul prezzo del libro

di Maria Serena Palieri [da L’Unità del 28 settembre 2010]

I lettori più fedeli avranno colto l’avvisaglia: a fine luglio cedemmo lo spazio di una «Fabbrica dei libri», rubrica del venerdì, a un appello di Ginevra Bompiani, «Cari lettori, scegliete i libri non gli sconti». Era un segnale che proveniva dal mondo subacqueo in cui montava la protesta contro la legge sul prezzo del libro da aprile in discussione in Parlamento. https://leggesulprezzodellibro.wordpress.com è il blog dove un centinaio di editori indipendenti – la nottetempo di Ginevra Bompiani, ma anche e/o, Fanucci, Sellerio, Donzelli ecc.. insomma la coorte dei «piccoli e medi» – di scrittori – dai più giovani Parrella e Wu Ming ai decani, La Capria come Maraini – e di librai indipendenti, si organizzano.

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settembre 27, 2010

Meglio questa legge che nessuna legge… ma senza ipocrisie

di Riccardo Campino

Personalmente sono lieto che finalmente si sia aperto un vero dibattito sulla fatidica legge sul prezzo del libro e plaudo i Mulini a Vento per essersene fatti promotori.

Da molti anni questa materia sembra interessare solo qualche addetto ai lavori, senza rendersi conto che i suoi effetti si ripercuotono (e si ripercuoteranno ancor di più in futuro) sulla pluralità dell’offerta culturale del nostro Paese.

L’aver coinvolto scrittori, intellettuali, editori e librai indipendenti nella sottoscrizione di un appello che chiede a gran voce un ulteriore approfondimento del disegno di legge in discussione in Parlamento (E NON IL SUO ANNULLAMENTO), la reputo un’azione democratica e civile e non vedo in tutto ciò alcun gesto di disubbidienza o di insubordinazione alle decisioni già prese dai vertici delle categorie di editori e librai.

Peccato solo che tutto ciò sia avvenuto con estremo ritardo e per di più alla vigilia dell’approvazione di una nuova normativa che punta a porre un primo piccolo argine alla giungla in cui ci troviamo ad operare da troppo tempo.
A questo proposito tutti dobbiamo riconoscere il grande impegno profuso dall’On.le Ricardo Levi in questi ultimi anni, nel farsi da promotore in Parlamento delle istanze di editori e librai, sollecitando gli stessi a giungere ad una proposta di legge condivisa da sottoporre alle Camere.

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settembre 26, 2010

perché aderisco

di Walter Manzoni [WLM edizioni]

Gentilissimi,

nonostante a volte faccia promozioni smodate pur di vendere qualcosa, aderisco alla proposta di modifica della legge in discussione, poiché è ingiusto che il meccanismo degli sconti favorisca pochi gruppi editoriali.

Ritengo però che vi siano alcuni altri gravi problemi nel mercato del libro.

Questi quelli che ho riscontrato:

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settembre 26, 2010

ci scrive [Giorgio Fontana]

Con colpevole ritardo ma massima convinzione (mi sono letto bene i documenti e contributi che presentate sul sito) aderisco all’appello. C’è una triste contraddizione nel difendere il libro come “prodotto diverso dagli altri” ma sfruttare tale diversità per affossarne la varietà. Combattiamo questa contraddizione e impediamo che il monopolio dei grandi gruppi vinca anche sul terreno del più importante bene culturale e informativo che abbiamo.

settembre 25, 2010

perché gli sconti fanno male ai libri

de i mulini a vento

Nell’ultima settimana la battaglia per modificare la legge sul prezzo del libro ha assunto dimensioni mediatiche che ci spingono a una chiarezza ancora maggiore, per evitare fraintendimenti, dovuti anche a fatti che non tutti i lettori conoscono.

Chi scrive, prima di essere editore, è un lettore, che si rende conto di come lo sconto su un qualsiasi prodotto possa essere allettante.

Perché allora ci battiamo contro una legge che sancisce la situazione attuale di sconti continui, in un’epoca di crisi economica?

Il libro, prima di arrivare nelle mani del lettore, passa attraverso le mani e il lavoro di: autori, agenti, editori, tipografi, distributori, promotori e librai. Tutte queste componenti concorrono alla determinazione del prezzo del libro che il lettore si trova in mano.

Come si determina invece lo sconto?

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settembre 24, 2010

ci scrive [Davide Rondoni]

Il problema della lettura non credo stia nelle diffusione dei libri e nel mercato, ma nella motivazione che deve spingere la nostra povera sfolgorante umanità a confrontarsi con le parole altrui. Un problema di carne, di cuore, di sangue e di libertà, non di sconti. E chi vuol favorire la lettura deve lavorare -se ne ha autorevolezza e fame, sperdimento e magone- sulla motivazione. Ma questa selva selvaggia commerciale certo non aiuta i valorosi editori, piccoli nelle dimensioni ma grandi nella apertura. E dunque ha qualcosa di iniquo per tutti. Dunque aderisco,