Archive for luglio, 2010

luglio 30, 2010

la cultura del saldo

di Alessandro Assiri [da Nazione Indiana]

La piccola media libreria per essere esistita sin qui, gia da tempo è stata identificata attorno alle specializzazioni che si è saputa ritagliare. Proporre qualità e competenze è l’unica salvezza e distinzione dalla cultura del saldo. Credo sia necessario puntare sulle opportunità di incontri, sulle possibilità di far ascoltare voci all’interno dei propri spazi e far essere le nostre librerie punti di dibattito e confronto, spesso, diciamolo i primi a farsi irretire dal bollino rosso siamo stati noi, in qualunque veste, librai o consumatori.
La qualità della lettura è più soffocata dalla ridondanza delle uscite che non dalle promozioni.

[bocù libreria, verona]

luglio 29, 2010

il grado di salvaguardia delle diversità culturali

di Piero Cademartori e Silvia Tessitore [ZONA editrice a Simonetta Fiori il 14 Luglio 2010]

(…) la nostra casa editrice aderisce con convinzione alle proposte e alla lettera degli editori indipendenti pubblicata ieri su La Repubblica e ringrazia lei e il giornale per l’ampio risalto che ha voluto dare alla questione e alle posizioni degli editori medi e piccoli, non sempre adeguatamente rappresentate. La questione dello sconto è uno degli aspetti, forse quello più evidente, che penalizza il lavoro di tanti imprenditori e professionisti e che tende a premiare solo i grossi interessi e gruppi. La nostra posizione è quella di uno sconto – visto che sulla percentuale prevista, del 15%, pare ci sia stata un’intensa mediazione, come per altro lei ben spiega nel suo articolo – che non sia derogabile e che possa essere punto di riferimento per tutti gli operatori e non lasciato alla prevalenza delle forze in campo, a tutela degli editori, della filiera commerciale e delle librerie. Anche attraverso questi aspetti si misura il grado di salvaguardia delle diversità culturali che abitano un paese e che nel prodotto libro trovano una delle espressioni più ampie e accessibili, e quindi sosteniamo con forza che vi possano essere condizioni che non penalizzino chi ha scelto di lavorare in modo indipendente e autonomo dalle semplici logiche del profitto immediato. Restiamo a disposizione, grazie e cordiali saluti.

luglio 29, 2010

dalla Camera ok alla Legge Levi sul prezzo dei libri

di Confcommercio [29 luglio 2010]

La proposta di legge, con gli emendamenti concordati tra Associazione librai italiani e Associazione italiana editori, passa ora al Senato e, se approvata, dovrebbe entrare in vigore in autunno. Mettendo ordine in un comparto in piena deregulation.

Con gli emendamenti concordati tra Ali, associazione librai italiani e Associazione italiana editori, è stata approvata in sede legislativa alla Camera dei Deputati la proposta di legge Levi sul prezzo dei libri. La legge, che se approvata dal Senato, dovrebbe entrare in vigore in autunno intende mettere ordine in un comparto in cui oggi regna la più totale deregulation.

“Gli sconti selvaggi, l’assenza di regole, il caos totale – precisa il presidente dell’Ali, Paolo Pisanti – hanno indotto perfino l’Antitrust a salutare il ddl Levi come un provvedimento a salvaguardia dei consumatori e del pluralismo dell’informazione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio tra il modello francese e quello inglese, in un mercato, quello del nostro paese, dominato dal potere dei grandi editori che con le vendite nelle loro librerie, on line e nella GDO hanno ormai superato di gran lunga il 50% delle vendite”.

La legge mette tutti sullo stesso piano. Lo sconto massimo applicabile da chiunque venda libri è il 15%, proibisce le promozioni al dettaglio da chiunque effettuate, mentre consente soltanto quelle degli editori che potranno durare un mese, non potranno essere effettuate nel mese di dicembre e dovranno coinvolgere tutte le librerie e non soltanto, come accade oggi, i soli punti vendita delle proprie catene, l’online e la GDO. La normativa pone inoltre il freno di uno sconto massimo del 20% alle vendite online e a quelle alle biblioteche.

luglio 28, 2010

Ora la battaglia degli editori indipendenti è per il prezzo fisso del libro…

di Redazione Affari Italiani

ANTEPRIMA. La Federazione italiana Editori Indipendenti (FIDARE) pubblica dal 2 agosto “Proteggere il libro” di Markus Gerlach: una panoramica delle varie normative vigenti in diversi Paesi del vecchio continente, che esplora gli effetti economici delle leggi adottate, ed esamina gli aspetti politici e giuridici del prezzo fisso. Dopo le polemiche per la legge sugli sconti, è partita una nuova battaglia… su Affari Italiani i primi capitoli in esclusiva

Nelle scorse settimane in Italia è stata approvata la nuova legge per il libro preceduta da una lunga polemica (per tutti i particolari vedi in fondo, ndr). Ora, la Federazione italiana Editori Indipendenti (FIDARE) pubblica dal 2 agosto “Proteggere il libro” di Markus Gerlach (€ 8.00), del quale Affaritaliani.it pubblica ampi estratti in anteprima (vedi box a destra, ndr).

LA SCHEDA DEL VOLUME – Vincolare il libro a un prezzo fisso e non scontabile, solo in apparenza per motivazioni esclusivamente economiche, è una questione più che mai d’attualità soprattutto in Italia, dove sta per essere approvata la legge Levi, che ha come obiettivo dichiarato proprio la disciplina del prezzo dei libri. Alla vigilia di un passo così importante per il mondo del libro, Fidare è lieta di mettere a disposizione degli addetti ai lavori un’indagine veramente esauriente, sotto numerosi punti di vista, su una questione tanto critica per il settore editoriale. La norma in via di approvazione fissa uno sconto sulla vendita dei libri del 15%, un limite già di per sé altissimo; in più, prevede la possibilità di effettuare campagne promozionali, senza limiti di sconto, per ben 11 mesi all’anno. L’Italia si avvia dunque a una liberalizzazione de facto del prezzo del libro, con conseguenze disastrose per la bibliodiversità. Di fronte a questa prospettiva, può essere interessante leggere come altri Paesi europei hanno affrontato la questione e quali conseguenze culturali e commerciali hanno avuto tali scelte politiche. Il testo di Gerlach offre in primo luogo una panoramica delle varie normative vigenti in diversi Paesi del vecchio continente, per esplorare poi gli effetti economici delle leggi adottate, ed esaminare infine gli aspetti politici e giuridici del prezzo fisso. Le conclusioni dell’indagine di Gerlach sono purtroppo inconfutabili: la liberalizzazione del prezzo di vendita dei libri favorisce la concentrazione editoriale in oligopoli, e porta quindi all’impoverimento dell’offerta, all’aumento dei prezzi per l’editoria specializzata e all’omologazione culturale.Un’analisi agile e informata, che Fidare pubblica in un momento cruciale per il nostro mercato editoriale, per dare ai professionisti del libro uno strumento in più per valutare gli sviluppi che ci attendono in un futuro molto prossimo.

Il libro sarà disponibile da lunedì 2 agosto 2010. Per ordinarlo mail to info[at]fidare[dot]it
Del volume si parla anche su Il Blog dei libri

luglio 28, 2010

“Due minuti un libro”, qualità non convenienza

di Gianluca [Redazione Due Minuti Un Libro – 27 luglio 2010]

Amici, se ci avete fatto caso, in ciascuna puntata di ‘Due Minuti Un Libro’ parliamo esclusivamente della storia del singolo libro. Poi facciamo un accenno all’Autore e alla Casa Editrice.
Ma non parliamo mai del prezzo.

Perché riteniamo che se ci troviamo di fronte a due libri diversi, certamente compreremo quello che ci piace di più, non quello che costa meno.

Vi dico questo perché lo scorso 14 luglio è passata la Legge Levi in commissione alla Camera.
In sintesi, questa legge, permette agli Editori di fare sconti sui libri 11 mesi l’anno (dicembre escluso).

Dunque corriamo seriamente il rischio che entrando in libreria si compri il libro scontato (sconti che possono permettersi soltanto i grossi editori) e non il libro interessante.

Allora quando entriamo in libreria concentriamoci solo e unicamente sui libri e sul loro contenuto e non sul cartellino con su scritto ‘sconto’.

A questo proposito vi invito a scaricare la lettera di Ginevra Bompiani, scrittrice ed editrice, a proposito di questa legge.

La trovate (anche) qui

http://www.dueminutiunlibro.it/Lettera_Bompiani.pdf

Buona radio!

luglio 27, 2010

CIRCOLARE N. 4297

Milano, 26 luglio 2010

Alle Case editrici associate
Loro Sedi

Disciplina del prezzo dei libri – Disegno di legge – Approvazione alla Camera

Dopo un ampio dibattito politico ed istituzionale, preceduto da un confronto che l’AIE ha condotto al proprio interno e con ALI, lo scorso 14 luglio la Commissione Cultura della Camera ha approvato, in sede deliberante, il disegno di legge C. 1257 sulla nuova disciplina del prezzo dei libri, che provvediamo a mettere a disposizione in allegato.

Il disegno di legge, che passerà al vaglio della Commissione Istruzione del Senato (ddl S. 2281), è caratterizzato da questi aspetti salienti:

– indicazione del 15% come sconto massimo nella vendita a privati consumatori e assimilati;

– regolamentazione e limitazione delle iniziative promozionali con livelli di sconto maggiore;

– previsione del limite massimo di sconto del 20% per i libri venduti attraverso attività di commercio elettronico nonché vendite per corrispondenza;

– previsione del limite massimo di sconto del 20% per le vendite verso biblioteche, archivi e musei pubblici (trattamento equiparato a quello delle vendite verso enti non lucrativi di utilità sociale, centri di formazione, istituzioni scolastiche e universitarie).

Nel testo approvato dalla Camera, l’art. 3 del disegno di legge prevede che le sue disposizioni vengano applicate a decorrere dal 1° novembre 2010. Non può peraltro escludersi che tale termine possa essere modificato alla luce dei tempi di discussione al Senato in ragione della, e in coerenza con la, data di definitiva approvazione della legge.

Non mancheremo di fornirvi pronta informazione dell’andamento dei lavori parlamentari, che saranno con tutta probabilità ripresi in settembre con la richiesta di autorizzazione all’approvazione in sede legislativa del provvedimento.

Cordiali saluti

IL DIRETTORE
Alfieri Lorenzon

luglio 26, 2010

pensiero unico editoriale

di Alberto Puliafito [Il Fatto quotidiano blog – 19 luglio 2010]

«Ovunque si rivolga la propria attenzione, in questa lunga e calda estate italica, l’osservatore attento scoprirà – o semplicemente ne troverà conferma – che è in atto un processo, lungo e ben radicato nel tempo, di uniformazione della cultura, della lingua, del pensiero. Che è in atto un’attenta operazione di costruzione e consolidamento del pensiero unico.

E’ così persino nel mondo dell’editoria. Mercoledì 14 luglio arriva alla Camera la nuova legge sul prezzo del libro. La cosiddetta legge Levi stabilisce che il prezzo di copertina di un libro non possa subire uno sconto superiore al 15%. D’altra parte però consente agli editori di promuovere campagne promozionali per undici mesi all’anno (non oltre trenta giorni e non a dicembre) senza alcun tetto di sconto.

Il che, come rilevano Gaspar Bona (Instar Libri), Emilia Lodigiani e Pietro Bianciardi (Iperborea), Marco Zapparoli e Claudia Tarolo (Marcos Y Marcos), Marco Cassini (minimum fax), Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi (Nottetempo), Daniela Di Sora (Voland) in una lettera pubblicata il 12 luglio su Repubblica, è un durissimo colpo all’editoria indipendente, agli editori piccoli o medi, alle piccole librerie.

Qualcuno obietterà che fino a oggi non c’era alcuna legge.
Qualcuno dice che una legge imperfetta è meglio di niente.

Qui si preferisce far notare che il favorire i moloch dell’editoria rientra perfettamente nell’ottica di trasformare tutto – anche il libro, definitivamente – in un prodotto da consumare. Che dietro all’apparente manovra “calmierante” – il tetto massimo sulllo sconto – si fa strada la logica liberista sfrenata e senza paletti del permettere ogni tipo di campagna promozionale. Ovviamente, l’editore piccolo – così come le librerie piccole – possono a fatica utilizzare l’arma dello sconto, pena la rinuncia a quel poco margine di profitto di cui necessitano per sopravvivere.

Di contro, le grandi catene librarie e i colossi dell’editoria possono far leva sulla quantità e impadronirsi definitivamente di un mercato già difficile e in crisi.

A margine, ma nemmeno troppo, considerato il fatto che la famiglia Berlusconi è azionista di maggioranza della Mondadori (di cui fanno parte, fra l’altro, Giulio Einaudi Editore, Edizioni Frassinelli, Sperling & Kupfer Edizioni, Edizioni Piemme, Mondolibri) si ripropone, ancora una volta, il conflitto di interesse».

luglio 26, 2010

Marco Travaglio sulla legge Levi [24 luglio 2010]

luglio 26, 2010

Legge sul libro (dopo l’articolo di Simonetta Fiori su La Repubblica)

di I libri della caviglia [blog – 24 luglio 2010]

Purtroppo (o per fortuna) per un po’ non ho potuto accedere ad internet. Ho seguito quindi su La Repubblica la discussione sulla Legge sul Libro sollecitata dall’articolo di Simonetta Fiori pochi giorni fa. Ho inviato appena ho potuto questa lettera alla Repubblica. La metto anche sul blog. Ma se posso tornerò sull’argomento.

Seguo da fuori e con difficoltà di connessione ad internet la “discussione” sulla legge sul libro.

Un po’ mi spiace perché è un argomento che mi sta particolarmente a cuore.

Forse poco riesce a comprendere la gente della protesta degli editori. Basti però pensare che con una buona legge sul libro, come quella francese o tedesca, i prezzi di copertina potrebbero abbassarsi; e ci sarebbero più librerie dove trovare libri, anche quelli fuori dalle logiche del mercato e dentro le logiche della conoscenza e della cultura.

Vorrei fare due considerazioni brevissime.

La prima: a novembre due esponenti della maggioranza e dell’opposizione hanno avuto modo di ascoltare un’accurata relazione sulla legge del libro francese. Entrambi si sono dichiarati d’accordo nel dire che le nostre associazioni di categoria – editori e librai – non avrebbero mai voluto una normativa così drastica, e che la “Legge Levi” sarebbe stata la migliore possibile in Italia, stante le cose.

Bene per quanto riguarda la maggioranza, ma l’opposizione perché non è stata in grado di pensare, progettare una legge sul libro che desse dignità al libro stesso e alla sua filiera (partendo dagli autori per arrivare ai librai)? Il meglio che posso pensare è che sia un’opposizione pavida.

La seconda considerazione. Perché noi editori che nel tempo abbiamo scritto lettere e firmato appelli, non siamo stati in grado – da più di un anno a questa parte – di mettere su una lobby di pressione comune, in modo tale che l’opposizione proponesse almeno un emendamento che impedisse “campagne di promozione” senza limiti e che rendesse efficace il blocco dello sconto al 15%? (percentuale che ritengo, personalmente, ancora troppo alta).

Eppure tutto questo era stato suggerito già a dicembre 2009, in un incontro fra editori a Più Libri.

Due paure. Una che tra gli editori accada come tra la sinistra: impossibile trovare il modo di collaborare in maniera allargata su un obiettivo comune, ognuno legato al proprio gruppo.

La seconda. Che non abbiamo (l’avremo mai?) un’opposizione capace di elaborare e sostenere progetti per un bene comune (sembra infatti bloccata nell’osservazione del “qui e ora”): perché una buona legge sul libro non serve solo a far circolare più cultura ma anche a garantire lavoro alle tante figure professionali che intorno al libro operano.

Spero però di sbagliarmi e che in Senato su questa legge ci sia una proficua battaglia.

luglio 26, 2010

una Legge per chi legge

di Libreria The Book [da facebook]

Sai cosa sono le librerie indipendenti?
Le librerie indipendenti vengono così definite perché non sono di proprietà dei gruppi editoriali. Si tratta di attività commerciali libere, senza altro interesse se non quello di vendere libri, tutti i libri. Luoghi dove le persone parlano e si confrontano, dove il consiglio del libraio è ancora un bene prezioso, dove la politica di assortimento e di presenza degli editori – anche quelli più di nicchia – è garanzia di pluralità e di libera circolazione delle idee; dove la pratica del “consumo culturale” non degenera in “cultura consumata”.

Sai perché stanno scomparendo?
Le librerie indipendenti devono fare i conti con costi di gestione sempre più alti, ma soprattutto con gli sconti indiscriminati sul prezzo di copertina, che è stabilito dall’editore, praticati dagli altri operatori del settore, le catene editoriali e la Grande Distribuzione Organizzata: i margini diventano ogni giorno più esigui. Il libraio indipendente che, per rimanere sul mercato, decide di aderire alla logica degli sconti, finisce per soccombere ad essa. Se non accetta di svendere i libri, una parte dei clienti lo abbandona. La libreria, in un verso o nell’altro subisce un danno irreversibile. A volte sopravvive a stento, sempre più spesso abbassa definitivamente la serranda. Gli esempi sono numerosissimi in tutta Italia. Si sta assistendo ad una vera e propria desertificazione culturale, con larghe zone della provincia italiana totalmente prive di librerie, laddove storicamente avevano svolto un ruolo fondamentale di servizio alle famiglie e alla comunità.

Sai sperare che la legge è ancora uguali per tutti?
Le catene editoriali e la grande distribuzione possono oggi permettersi di contaminare il sempre più aggressivo mercato del libro con i loro meccanismi di sconto seducenti, causando irresolubili problemi di sopravvivenza per le piccole e medie librerie. Ciò è dovuto ad un clamoroso vuoto legislativo. Da anni e da più parti si sollecita la promulgazione di una LEGGE SUL LIBRO che regolamenti una volta per tutte il mercato editoriale-librario. La scelta più opportuna è senz’altro quella di ispirarsi alle normative vigenti nella maggioranza dei Paesi UE, quali ad esempio la Francia, la Germania, la Spagna dove le librerie e TUTTI i luoghi nei quali si vendono libri non praticano sconto o questo è estremamente limitato. Una regola semplice, quella del prezzo fisso, alla quale devono attenersi, anche per le vendite attraverso internet, tutti gli operatori: le librerie di catene editoriali, le librerie indipendenti, la Grande distribuzione e i supermercati, che giocano i rispettivi destini su parametri di qualità, professionalità e offerta bibliografica. Studi approfonditi e ben documentati evidenziano con chiarezza che la regolamentazione dell’offerta di sconto sul prezzo di copertina contribuisce a mantenere stabile il prezzo dei libri. In Francia grazie alla legge sul prezzo fisso, le librerie indipendenti sono cresciute di oltre il 30%, con conseguente aumento dei lettori.

Sai immaginare un paese senza librerie indipendenti? cosa si può fare?
Molti, troppi italiani non leggono: oltre il 50% circa della popolazione con più di 6 anni di età non legge neppure un libro all’anno. Le librerie indipendenti garantiscono il pluralismo dell’informazione e l’assortimento della scelta in maniera capillare sul territorio. Il loro prezioso servizio contribuisce alla diffusione di cultura e allo scambio di idee fra i cittadini, promuovendo il libro e la lettura con indubbi benefici per la crescita sociale del nostro Paese. E in un Paese dove gli indici di lettura risultano fra i più bassi d’Europa, e nulla di serio ed efficace si è fatto finora per incrementare la pratica della lettura, la scomparsa delle librerie indipendenti non farebbe altro che contribuire al declino di una parte importante del nostro tessuto socio-culturale. E’ veramente questo che si vuole? I librai indipendenti faranno la loro parte per portare all’attenzione dei cittadini e delle Istituzioni le argomentazioni esposte in questo manifesto, convinti che possa essere la base di partenza per ripensare una politica globale a supporto del Libro e della Lettura in Italia.