Posts tagged ‘legge levi’

febbraio 20, 2015

Respinto lo sconto selvaggio, una vittoria per librai ed editori

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Il consiglio dei ministri che oggi ha varato il disegno di legge sulla Concorrenza ha deciso di stralciare la parte che avrebbe praticamente abrogato la legge Levi, quella che fissa un tetto massimo di sconto sui libri al 15%. La protesta e la mobilitazione dei giorni scorsi, soprattutto da parte di librai ed editori indipendenti, oltre che di attori istituzionali come il Centro per il libro e la lettura attraverso la voce del suo presidente Romano Montroni, ha bloccato una misura dissennata che avrebbe portato un colpo mortale al pluralismo culturale e alla effettiva possibilità di concorrenza. L’Odei si rallegra del ripensamento del governo e conferma l’appuntamento per il 27-29 marzo a Book Pride, fiera dell’editoria indipendente, quando presenterà la propria proposta di legge per il libro.

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dicembre 11, 2014

punto e a capo?

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[da public policy – 11 dicembre 2011]

Abolire il limite massimo del 15% di sconto applicabile sui libri, fissato dalla legge Levi del 2011. È questa – a quanto si apprende – una delle norme contenute nella bozza del disegno di legge sulle liberalizzazioni e sulla concorrenza, su cui il governo è al lavoro. Di conseguenza verrebbero aboliti i commi 3 e 4 dell’articolo 2 della legge Levi che, rispettivamente, permettevano una deroga alla regola del tetto massimo agli sconti per il mese di dicembre e permettevano una sconto massimo del 20% in occasione di eventi particolari come manifestazioni o fiere.

Dunque la vendita dei libri tornerà ad essere soggetta alle norme in materia di vendite promozionali, di saldi di fine stagione e di disciplina del settore della distribuzione commerciale previste dal decreto 223/2006 e dalla legge 248/2006. La legge Levi è stata varata nel 2011 a seguito di una campagna portata avanti, in particolare, dai piccoli e medi editori e dalle librerie indipendenti che denunciavano la concorrenza – definita “sleale” – portata avanti dai grandi gruppi editoriali e dalla grande distribuzione con grandi campagne di sconto sui libri. (Public Policy)

aprile 15, 2013

Legge Levi e prezzo dei libri: botta e risposta tra Cavallero e Galla

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di Francesca Modena [da Finzioni, 12 Aprile 2013]

Negli ultimi due giorni sulle pagine di Affari Italiani si è svolto un botta e risposta molto interessante, e visto che si parla di argomenti che abbiamo più volte affrontato qui a Finzioni e che ci stanno molto a cuore – leggasi: il presente e futuro dell’editoria italiana – cerchiamo di fare il punto.

Il tutto è partito da un’intervista di Antonio Prudenzano a Riccardo Cavallero, che da tre anni ricopre il ruolo di Direttore Generale Libri Trade Mondadori (il primo gruppo in Italia per quota di mercato, pari al 27,6% nel 2012). Si è parlato di argomenti molto vari, basti pensare che nella stessa intervista trovano spazio la Fornero e il mommy porn; qui trovate la versione integrale dell’interessante chiacchierata, ma noi ci soffermeremo su un paio di punti che ci sembrano particolarmente pressanti.

In primis il prezzo dei libri; la prima domanda infatti era incentrata sulla collana super low cost di Newton Compton (titoli a 99 centesimi), che tanto ha fatto discutere nelle scorse settimane. A questo proposito ricorderete che noi eravamo stati tra i primi a approfondire il dibattito intorno a questa iniziativa, riallacciandoci all’hashtag #menodizero lanciato su Twitter da Einaudi. Quello che ci interessava era capire se e quale fosse per voi lettori un prezzo equo, e dai commenti emersi si registrava una generale insoddisfazione verso i prezzi, troppo alti, che le case editrici applicano soprattutto alle nuove uscite. Cavallero, in un precedente intervento su La Stampa, ha definito l’iniziativa di Newton Compton “una bellissima operazione di marketing che però non crea nuovo avvicinamento alla lettura e rischia di cannibalizzare un settore come quello dell’economico, che è già in caduta verticale”. E ne approfitta per tornare sulla Legge Levi – ovvero la legge che disciplina il prezzo dei libri consentendo uno sconto non superiore al 15% – definita sempre su La Stampa come una legge miope che ha bloccato gli sconti falsando il mercato e suscitando reazioni come quella di Newton Compton che ha abbattuto i prezzi. In questa sede Cavallero rilancia definendola come un’occasione persa, un grande freno al mercato che porterà molte case editrici italiane al fallimento. Un provvedimento che, nato per garantire la pluralità, starebbe sortendo l’effetto opposto, favorendo una concentrazione del mercato e danneggiando soprattutto i piccoli editori.

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ottobre 8, 2012

lettera aperta all’Antitrust

[da La Repubblica – 8 Ottobre 2012]

Il 2 ottobre scorso, il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha inviato ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e al Ministro per lo Sviluppo Economico, le sue “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l’anno 2013”, nella quale raccomandava di “eliminare il tetto agli sconti sui libri che limita la libertà di concorrenza dei rivenditori finali, senza produrre sostanziali benefici per i consumatori in termini di servizi offerti o di ampliamento del numero di libri immessi sul mercato”.
L’enormità di una simile richiesta è evidente per chiunque conosca l’anomalia della situazione italiana in campo editoriale. Per gli altri, richiede una spiegazione.
In Italia, un numero ristretto di gruppi editoriali possiede l’intera filiera del libro e occupa, perciò, in posizione dominante, tutti i passaggi: produzione, promozione, distribuzione e vendita. I quattro gruppi editoriali – Mondadori, Gems, Rizzoli e Feltrinelli – possiedono molteplici case editrici, e poi case di distribuzione, catene librarie e società che distribuiscono i libri in supermercati, discount, autogrill ecc. (G.D.O.).
In altre parole, i 4 gruppi pubblicano, promuovono, distribuiscono e vendono i loro libri attraverso società e punti vendita di loro proprietà, mentre gli editori indipendenti devono rivolgersi a loro per ogni passaggio, fino ad arrivare in libreria con un margine di guadagno così ristretto da non potersi permettere sconti ulteriori o promozioni. A loro volta, le librerie indipendenti, che ottengono uno sconto sul prezzo di copertina del 30% (le catene librarie ottengono anche il 40/45), non hanno margine sufficiente per praticare uno sconto ormai fisso del 15%. Di conseguenza, i 4 gruppi inondano il mercato di libri scontati, occupano i tavoli e le vetrine delle librerie, gli spazi dei supermercati e così via, mentre tutta l’altra produzione libraria è relegata in spazi angusti e nascosti, per lasciare visibilità alle promozioni.
Negli altri paesi, le funzioni di editore, distributore e libraio, sono nettamente separate e questo a vantaggio di un mercato realmente libero.
L’Antitrust è stata costituita nel 1990 per combattere simili situazioni di oligopolio e garantire “il rispetto delle regole che vietano gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza”.
La Legge Levi per parte sua, è stata promulgata nel settembre 2011, dopo una durissima e lunga battaglia, per “contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Sebbene si ispiri a leggi analoghe che vigono in Francia, Germania e Spagna (per citare i paesi più vicini), che aboliscono o riducono drasticamente lo sconto, la legge Levi consente uno sconto librario del 15% e un tetto del 25% alle promozioni editoriali, per undici mesi all’anno, dicembre escluso.
In un altro paese, l’Antitrust avrebbe sostenuto la Legge Levi, che pone un freno all’oligopolio dei gruppi editoriali.
Colpisce che la ‘raccomandazione’ dell’Antitrust avvenga solo 7 giorni dopo la verifica discussa alla Camera il 25 settembre, in presenza della Commissione Cultura, Centro per il Libro, del sottosegretario di Stato Peluffo, del Ministro Ornaghi e di editori e librai coi loro rappresentanti. In questa sede si manifestavano essenzialmente due posizioni: da una parte librai ed editori indipendenti sostenevano che la Legge Levi avesse contenuto la recessione del mercato librario (assai più forte in altri settori dell’intrattenimento e dello spettacolo) e contribuito a un abbassamento del prezzo dei libri – dall’altra, i 4 gruppi, con qualche sfumatura, chiedevano in sostanza di vanificare la Legge Levi, abolendo lo sconto alle promozioni editoriali, il limite di durata e l’esclusione del mese di dicembre, e auspicando un mercato selvaggio e oligarchico, in cui la Legge si riducesse a mero strumento per difendere i loro libri dalla concorrenza di Amazon.
E con chi si schiera l’Antitrust?

Editori e librai indipendenti chiedono che questa raccomandazione venga ritirata dalle proposte del Presidente Petruzzella, che l’Antitrust faccia onore ai suoi obiettivi, battendosi contro e non a favore degli abusi di potere, e che la Legge Levi venga sostenuta e messa in grado di servire i suoi scopi.

Ginevra Bompiani (nottetempo), Giuseppe Russo (Neri Pozza), Antonio Sellerio (Sellerio), Luca e Mattia Formenton (Il saggiatore), Carmine Donzelli (Donzelli editore), Daniela Di Sora (Voland), Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi (Iperborea), Marco Cassini e Daniele Di Gennaro (minimum fax), Gaspare Bona (Instar libri e Blu edizioni), Lorenzo e Rodolfo Ribaldi (la Nuova frontiera), Agnese Manni (Manni editore), Sandro D’Alessandro (et al.), Monica Randi (Astoria), Roberto Keller (Keller editore), Ada Carpi e Andrea Palombi (Nutrimenti), Isabella Ferretti e Tommaso Cenci (66thand2nd), Emanuela Zandonai (Zandonai edizioni), Yuri Garrett (Caissa Italia), Massimiliano Franzoni (Mattioli 1885), Andrea Malabaila (Las Vegas Edizioni), Fabrizio Felici (Felici Editore), Giuliana Fante (Edizioni Corsare), Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre), Giuseppe Maria Morganti (Aiep Editore), Ugo Magno (Mesogea), Danilo Manzoni, (Leone editore), Marco Nardini (edizioni La Linea), Cecilia Palombelli (Viella), Walter Martiny (edizioni del Capricorno), Francesca Chiappa (Hacca – Nuova giuridica), Rocco Pinto (libreria torre di Abele), Silvia Nono (Emons Audiolibri), Giulio Milani (Transeuropa), Sergio Iperique (Ananke Edizioni), Rosaria Pulzi (Edizioni Lapis), Edgar Colonnese (Colonnese editore), Leonardo Pelo (No reply), Angelo Leone (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), Mauro di Leo (Atmosphere Libri), Antonio Bagnoli (Pendragon), Ugo di Monaco (Edizioni Spartaco), Francesco Camastra (Bibliofabbrica.com), Gian Luca Tugnoli (Libreria Ulisse), Andrea Soave (Libreria Edys), Franco Liguori (Liguori Editore), Edoardo Caizzi (Edizioni Ambiente), Marco Zapparoli e Claudia Tarolo (Marcos y Marcos). Le adesioni degli editori, dei librai e dei lettori indipendenti continuano nei commenti…

[è possibile sottoscrivere la lettera aperta, lasciando un commento a questo post, sarà cura della redazione aggiornare la lista contenuta nel corpo del testo. grazie]

[la foto in apice è di DDA Photography, si intitola Biliardo e viene da qui]

settembre 13, 2012

la legge Levi compie un anno

La legge Levi, che regolamenta sconti e promozioni sul prezzo del libro, allo scopo di garantire la pluralità del mercato e la bibliodiversità, oltre che la vita di editori e librai indipendenti, compie un anno. Poiché la legge prevedeva una verifica dopo dodici mesi, il 25 settembre ci sarà un incontro alla Camera dei Deputati di rappresentanti della Commissione Cultura, di editori e di librai, per discutere del suo funzionamento durane questo anno. Chiediamo agli editori e ai librai indipendenti che ci hanno accompagnato nella battaglia per migliorare e attuare questa legge di darci esempi del suo funzionamento, degli effetti positivi, delle trasgressioni e di possibili miglioramenti.

Roma – Camera dei Deputati – Sala del Mappamondo, 25 Settembre 2012 – ore 10.30
Ad un anno dall’approvazione della legge sul prezzo dei libri

APERTURA DEI LAVORI
On. Manuela Ghizzoni, Presidente della VII Commissione

INTERVENTI
Aldo ADDIS (Libreria Koiné), Martin ANGIONI (Amazon), Ginevra BOMPIANI (Nottetempo), Alessandro BOMPIERI (RCS), Riccardo CAVALLERO (Mondadori), Marcello CICCAGLIONI (Arion), Teresa CREMISI (Flammarion), Federico ENRIQUES (Zanichelli), Gian Arturo FERRARI (Centro per il libro e la lettura), Alberto GALLA (ALI), Dario GIAMBELLI (Feltrinelli), Giovanni Ulrico HOEPLI (Hoepli), Giuseppe LATERZA (Laterza), Stefano MAURI (GeMS), Stefano PARISE (AIB), Marco POLILLO (AIE), Antonio SELLERIO (Sellerio)

Coordina l’incontro Marino SINIBALDI

INTERVENTO CONCLUSIVO
Dott. Paolo Peluffo, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria

L’incontro è aperto a tutti e, in particolare, a tutti GLI EDITORI purché, nel rispetto delle procedure di accesso alla Camera, si siano preventivamente registrati.

agosto 6, 2012

Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?

di Sergio Calderale

[Riprendiamo lo scambio tra Davide Vender della libreria Odradek di Roma con BOL.it che alla fine dello scorso mese ha lanciato una campagna sconto del 35% su 10000 titoli, pubblicando un articolo di Sergio Calderale scritto per tropicodellibro.it]

Agosto, legge mia non ti conosco. Verrebbe da parafrasare così l’ironico proverbio dedicato ai mariti vedendo la campagna di sconti al 35% lanciata dal portale Bol.it (Gruppo Mondadori) e pensando contemporaneamente allaLegge Levi. Sconti così alti, qui da noi, non si ricordavano dall’ingresso nel mercato italiano di Amazon.it, che assaltò il campo offrendo i libri, novità incluse, al 40% di sconto. Allora però non esisteva la Legge Levi, che ora regolamenta il prezzo del libro e lo sconto a esso applicabile, sia nelle librerie fisiche sia nel commercio elettronico.

L’introduzione della Legge Levi fu dovuta proprio alla volontà di evitare che giganti internazionali come Amazon si accaparrassero il grosso del mercato a tutto svantaggio della concorrenza e ponendo a repentaglio la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori, ma naturalmente minando anche i margini dei grandi gruppi editoriali italiani. E senza il malconento di questi ultimi probabilmente la legge non sarebbe arrivata, nonostante «fosse in gestazione da molti anni» come tiene a specificare Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai (ALI), cui abbiamo chiesto un parere.

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luglio 29, 2010

dalla Camera ok alla Legge Levi sul prezzo dei libri

di Confcommercio [29 luglio 2010]

La proposta di legge, con gli emendamenti concordati tra Associazione librai italiani e Associazione italiana editori, passa ora al Senato e, se approvata, dovrebbe entrare in vigore in autunno. Mettendo ordine in un comparto in piena deregulation.

Con gli emendamenti concordati tra Ali, associazione librai italiani e Associazione italiana editori, è stata approvata in sede legislativa alla Camera dei Deputati la proposta di legge Levi sul prezzo dei libri. La legge, che se approvata dal Senato, dovrebbe entrare in vigore in autunno intende mettere ordine in un comparto in cui oggi regna la più totale deregulation.

“Gli sconti selvaggi, l’assenza di regole, il caos totale – precisa il presidente dell’Ali, Paolo Pisanti – hanno indotto perfino l’Antitrust a salutare il ddl Levi come un provvedimento a salvaguardia dei consumatori e del pluralismo dell’informazione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio tra il modello francese e quello inglese, in un mercato, quello del nostro paese, dominato dal potere dei grandi editori che con le vendite nelle loro librerie, on line e nella GDO hanno ormai superato di gran lunga il 50% delle vendite”.

La legge mette tutti sullo stesso piano. Lo sconto massimo applicabile da chiunque venda libri è il 15%, proibisce le promozioni al dettaglio da chiunque effettuate, mentre consente soltanto quelle degli editori che potranno durare un mese, non potranno essere effettuate nel mese di dicembre e dovranno coinvolgere tutte le librerie e non soltanto, come accade oggi, i soli punti vendita delle proprie catene, l’online e la GDO. La normativa pone inoltre il freno di uno sconto massimo del 20% alle vendite online e a quelle alle biblioteche.

luglio 26, 2010

Marco Travaglio sulla legge Levi [24 luglio 2010]