Posts tagged ‘voland’

novembre 16, 2012

Bookparty a Milano Bookcity

 

In occasione di Milano Book City, il nuovo festival organizzato dal Comune di Milano dal 16 al 18 novembre, arriva:

MILANO BOOK PARTY
by
Instar Libri, Iperborea, La Nuova frontiera, minimum fax, nottetempo, Voland

Nella cornice spettacolare del Padiglione Aeronavale del Museo della Scienza e della Tecnica, una serata di libri, vino, reading, incontri, performance, musica live, danza, proiezioni e dj set, organizzata da un gruppo di editori indipendenti.

Sabato 17 novembre
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci
Padiglione Aeronavale
Via Olona 6, MM2 Sant’Ambrogio


Il programma:

20:30 Apertura Cancelli
21.15-22.00: Sala Conte Biancamano – “Letture sommerse”: reading di Alessandro Bertante, Alessandro Beretta, Massimo Gardella, Alcide Pierantozzi, Marco Rossari
21.30: Sotterranei, “L’improvvisatore” di Luca Scarlini, un racconto gotico per spettatori notturni
22.00-23.00: Sotterranei, Live Tango Absynthe
23.00: Sala Conte Biancamano – “Proiezioni sommerse”
23.00: Sotterranei, Dj Set

Ingresso a 12€ con consumazione + libro indipendente salvato dal macero (fino a esaurimenti posti)
Salta la coda e paga solo 10€ acquistando il biglietto sul sito www.milanovino.it fino alla mezzanotte di venerdì

Una serata sponsorizzata da:
IBS.IT

In collaborazione con:
Milanovino.it
Turné eventi

Media Partner:
LifeGate

Annunci
novembre 12, 2012

Mulini a Bookcity Milano [16-18 novembre 2012]

Il castello Castello Sforzesco di Milano, cuore pulsante di Bookcity Milano, si anima con un grande laboratorio dedicato al libro e alla lettura. Alcuni luoghi della cultura e della vita sociale milanese diventano le sedi tematiche per ospitare autori, mostre e dibattiti. In tutta la città librerie, biblioteche, scuole e istituti culturali propongono eventi dedicati al libro e alla lettura.

Gli incontri e gli eventi di BOOKCITY MILANO sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento posti, salvo diverse indicazioni che verranno segnalate sul sito. Intanto ecco qui i nostri.

flash book mob
seminari
eventi

ottobre 8, 2012

lettera aperta all’Antitrust

[da La Repubblica – 8 Ottobre 2012]

Il 2 ottobre scorso, il Presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, ha inviato ai Presidenti del Senato, della Camera, del Consiglio e al Ministro per lo Sviluppo Economico, le sue “Proposte di riforma concorrenziale ai fini della Legge annuale per il mercato e la concorrenza per l’anno 2013”, nella quale raccomandava di “eliminare il tetto agli sconti sui libri che limita la libertà di concorrenza dei rivenditori finali, senza produrre sostanziali benefici per i consumatori in termini di servizi offerti o di ampliamento del numero di libri immessi sul mercato”.
L’enormità di una simile richiesta è evidente per chiunque conosca l’anomalia della situazione italiana in campo editoriale. Per gli altri, richiede una spiegazione.
In Italia, un numero ristretto di gruppi editoriali possiede l’intera filiera del libro e occupa, perciò, in posizione dominante, tutti i passaggi: produzione, promozione, distribuzione e vendita. I quattro gruppi editoriali – Mondadori, Gems, Rizzoli e Feltrinelli – possiedono molteplici case editrici, e poi case di distribuzione, catene librarie e società che distribuiscono i libri in supermercati, discount, autogrill ecc. (G.D.O.).
In altre parole, i 4 gruppi pubblicano, promuovono, distribuiscono e vendono i loro libri attraverso società e punti vendita di loro proprietà, mentre gli editori indipendenti devono rivolgersi a loro per ogni passaggio, fino ad arrivare in libreria con un margine di guadagno così ristretto da non potersi permettere sconti ulteriori o promozioni. A loro volta, le librerie indipendenti, che ottengono uno sconto sul prezzo di copertina del 30% (le catene librarie ottengono anche il 40/45), non hanno margine sufficiente per praticare uno sconto ormai fisso del 15%. Di conseguenza, i 4 gruppi inondano il mercato di libri scontati, occupano i tavoli e le vetrine delle librerie, gli spazi dei supermercati e così via, mentre tutta l’altra produzione libraria è relegata in spazi angusti e nascosti, per lasciare visibilità alle promozioni.
Negli altri paesi, le funzioni di editore, distributore e libraio, sono nettamente separate e questo a vantaggio di un mercato realmente libero.
L’Antitrust è stata costituita nel 1990 per combattere simili situazioni di oligopolio e garantire “il rispetto delle regole che vietano gli abusi di posizione dominante e le concentrazioni in grado di creare o rafforzare posizioni dominanti dannose per la concorrenza”.
La Legge Levi per parte sua, è stata promulgata nel settembre 2011, dopo una durissima e lunga battaglia, per “contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione”. Sebbene si ispiri a leggi analoghe che vigono in Francia, Germania e Spagna (per citare i paesi più vicini), che aboliscono o riducono drasticamente lo sconto, la legge Levi consente uno sconto librario del 15% e un tetto del 25% alle promozioni editoriali, per undici mesi all’anno, dicembre escluso.
In un altro paese, l’Antitrust avrebbe sostenuto la Legge Levi, che pone un freno all’oligopolio dei gruppi editoriali.
Colpisce che la ‘raccomandazione’ dell’Antitrust avvenga solo 7 giorni dopo la verifica discussa alla Camera il 25 settembre, in presenza della Commissione Cultura, Centro per il Libro, del sottosegretario di Stato Peluffo, del Ministro Ornaghi e di editori e librai coi loro rappresentanti. In questa sede si manifestavano essenzialmente due posizioni: da una parte librai ed editori indipendenti sostenevano che la Legge Levi avesse contenuto la recessione del mercato librario (assai più forte in altri settori dell’intrattenimento e dello spettacolo) e contribuito a un abbassamento del prezzo dei libri – dall’altra, i 4 gruppi, con qualche sfumatura, chiedevano in sostanza di vanificare la Legge Levi, abolendo lo sconto alle promozioni editoriali, il limite di durata e l’esclusione del mese di dicembre, e auspicando un mercato selvaggio e oligarchico, in cui la Legge si riducesse a mero strumento per difendere i loro libri dalla concorrenza di Amazon.
E con chi si schiera l’Antitrust?

Editori e librai indipendenti chiedono che questa raccomandazione venga ritirata dalle proposte del Presidente Petruzzella, che l’Antitrust faccia onore ai suoi obiettivi, battendosi contro e non a favore degli abusi di potere, e che la Legge Levi venga sostenuta e messa in grado di servire i suoi scopi.

Ginevra Bompiani (nottetempo), Giuseppe Russo (Neri Pozza), Antonio Sellerio (Sellerio), Luca e Mattia Formenton (Il saggiatore), Carmine Donzelli (Donzelli editore), Daniela Di Sora (Voland), Emilia Lodigiani e Pietro Biancardi (Iperborea), Marco Cassini e Daniele Di Gennaro (minimum fax), Gaspare Bona (Instar libri e Blu edizioni), Lorenzo e Rodolfo Ribaldi (la Nuova frontiera), Agnese Manni (Manni editore), Sandro D’Alessandro (et al.), Monica Randi (Astoria), Roberto Keller (Keller editore), Ada Carpi e Andrea Palombi (Nutrimenti), Isabella Ferretti e Tommaso Cenci (66thand2nd), Emanuela Zandonai (Zandonai edizioni), Yuri Garrett (Caissa Italia), Massimiliano Franzoni (Mattioli 1885), Andrea Malabaila (Las Vegas Edizioni), Fabrizio Felici (Felici Editore), Giuliana Fante (Edizioni Corsare), Salvatore Cannavò (Edizioni Alegre), Giuseppe Maria Morganti (Aiep Editore), Ugo Magno (Mesogea), Danilo Manzoni, (Leone editore), Marco Nardini (edizioni La Linea), Cecilia Palombelli (Viella), Walter Martiny (edizioni del Capricorno), Francesca Chiappa (Hacca – Nuova giuridica), Rocco Pinto (libreria torre di Abele), Silvia Nono (Emons Audiolibri), Giulio Milani (Transeuropa), Sergio Iperique (Ananke Edizioni), Rosaria Pulzi (Edizioni Lapis), Edgar Colonnese (Colonnese editore), Leonardo Pelo (No reply), Angelo Leone (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri), Mauro di Leo (Atmosphere Libri), Antonio Bagnoli (Pendragon), Ugo di Monaco (Edizioni Spartaco), Francesco Camastra (Bibliofabbrica.com), Gian Luca Tugnoli (Libreria Ulisse), Andrea Soave (Libreria Edys), Franco Liguori (Liguori Editore), Edoardo Caizzi (Edizioni Ambiente), Marco Zapparoli e Claudia Tarolo (Marcos y Marcos). Le adesioni degli editori, dei librai e dei lettori indipendenti continuano nei commenti…

[è possibile sottoscrivere la lettera aperta, lasciando un commento a questo post, sarà cura della redazione aggiornare la lista contenuta nel corpo del testo. grazie]

[la foto in apice è di DDA Photography, si intitola Biliardo e viene da qui]

maggio 15, 2012

flash[mob]video

maggio 8, 2012

piazza continua…

…e Valle occupato!

seguiteci sul questo blog e sul nostro profilo facebook per essere aggiornati in tempo sul segnale concordato per far partire il FlashBookMob e intanto, tenete un libro in tasca.

gennaio 26, 2012

io credo che sia stata anche la legge Levi…

di Daniela di Sora [da Affari Italiani]

Pare che gli editori si siano dati la voce: le Libellule Mondadori a 10 euro, il marchio TRE60 (di Gems, vedi box a destra ndr) a 9,90, la collana di tascabili a 9 euro in uscita a marzo per Instar libri…

Molti dicono che sia la crisi a far abbassare i prezzi, io credo che sia stata anche la legge Levi a consentire agli editori di farsi realmente concorrenza scontando i libri all’origine, invece di battagliare a base di sconti fittizi. Ma comunque i risultati si cominciano a vedere, e saranno contenti tutti quelli che nei blog accusavano gli editori di essere una lobby, e di aver manovrato per far passare una legge che danneggiava i lettori.

L’anno scorso Voland ha inaugurato con 4 titoli una collana di tascabili a 7 euro che sta andando molto bene, di questa collana usciranno altri 4 titoli in primavera. Ma la vera sorpresa che abbiamo voluto fare ai nostri lettori riguarda un nuovo romanzo, una prima uscita che presenta le caratteristiche abituali dei nostri libri. Solito formato, copertina plastificata opaca, bandelle, carta uso mano, brossura filo refe, la curatissima impaginazione grafica dello studio Lecaldano con in copertina un bel disegno di Pedro Scassa.

Si tratta dell’ultimo romanzo di Amélie Nothomb, Uccidere il padre, pubblicato in Francia a settembre. Per noi sarà in libreria il 23 febbraio a 9 euro, il prezzo di un cinema o di una pizza. Un’uscita che i suoi numerosi ammiratori aspettano con un’ansia divorante, e sono certa che apprezzeranno la nostra iniziativa. Forse vale la pena di aggiungere che in Francia il libro costa 16 euro.

[una discussione su queste righe è partita su Laramanni’s weblog]

luglio 25, 2011

perché la legge sul libro non va contro i lettori


[questo articolo è stato pubblicato su l’Unità il 21 Luglio 2011]

di Gaspare Bona

Questa mattina è stata approvata con l’ultimo passaggio al Senato la Leggi Levi sul prezzo del libro, che regolamenta gli sconti che le librerie e gli altri rivenditori al dettaglio possono fare al consumatore finale sul prezzo di copertina fissato dall’editore. La legge entrerà in vigore dal 1° settembre.

In estrema sintesi la legge limita al 15% lo sconto che le librerie, comprese quelle on-line, possono fare ai loro clienti e vieta alle librerie di fare delle promozioni (in altri settori merceologici si chiamerebbero saldi) sui loro stock, se non quando si verificano condizioni assai stringenti (libri pubblicati da più di venti mesi e che non siano stati movimentati da sei mesi).
Le promozioni possono essere proposte solo dagli editori, che sono tenuti a offrirle con le stesse condizioni a tutte le librerie. Questo passo si è reso necessario per un motivo di equità, dato che i principali gruppi editoriali sono proprietari anche di intere catene di librerie e dunque spesso le librerie indipendenti erano tagliate fuori dalle promozioni. Inoltre le promozioni fatte dagli editori non sono permesse durante il mese di dicembre, non possono essere ripetute nell’arco dell’anno solare e non possono superare lo sconto del 25%. Queste limitazioni cercano di ridurre lo squilibrio fra grandi gruppi editoriali – quelli in grado di fare promozioni – e l’editoria indipendente, in genere di piccole o medie dimensioni.

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maggio 19, 2011

Per l’assemblea generale AIE

Milano/Roma, 18 maggio 2011,

Al futuro Presidente dell’AIE
Al futuro Presidente del Gruppo Piccoli Editori
Al Consiglio del Gruppo Piccoli Editori

In occasione dell’assemblea generale e della votazione per le principali cariche della nostra associazione, i Mulini a Vento colgono l’occasione per far presenti alcuni punti essenziali, che riteniamo essere stati carenti nella scorsa gestione:

1. Impegnarsi per una nuova vera Legge sul Libro, ispirata a quella francese che, da quanto è risultato da ogni incontro e ogni pubblico dibattito all’interno e all’esterno dell’AIE, è il vero modello a cui tutti aspiriamo. E controllare nel frattempo che la legge che dovrebbe essere definitivamente approvata in questi giorni venga applicata.

2. Maggiore e migliore comunicazione ai soci delle iniziative e delle decisioni dell’Associazione e una possibilità di più diretta partecipazione ai dibattiti fondamentali.

3. In particolare chiediamo al Presidente e al Consiglio del Gruppo Piccoli Editori maggiori informazioni agli editori interessati e loro maggiore coinvolgimento.

4. Trasparenza nella gestione, in particolare dell’uso dei soldi assegnati o raccolti dall’Associazione.

5. Impegnarsi in una vera strategia di promozione della lettura

6. Battersi per la riduzione dell’IVA nell’e-book e per includere una sua regolamentazione nella futura Legge per il Libro.

Alla gestione che tenesse conto e facesse proprie queste richieste, i Mulini a Vento darebbero con forza e passione il loro contributo e la loro partecipazione.

I Mulini a Vento in AIE
Iperborea, La Nuova Frontiera, minimum fax, nottetempo, Voland

marzo 11, 2011

leggere tutti gli stessi libri uccide la fantasia

[Di seguito l’intervista rilasciata da Daniela di Sora, direttore editoriale di Voland, al Blog di Bookerang – social network per la lettura]

Dottoressa Di Sora, la prima domanda è d’obbligo: è soddisfatta del ddl approvato al Senato, che ha sostanzialmente accolto le proposte avanzate dall’associazione “I mulini al vento”, o pensa che si potesse fare di più?
Sono soddisfatta perché siamo riusciti a far sentire la nostra voce, abbiamo ottenuto di migliorare un ddl da tutti ritenuto immutabile in quanto frutto di un delicatissimo compromesso. Naturalmente gli editori indipendenti avrebbero voluto una legge sul modello di quella francese, tedesca o spagnola (sconti 0 in questi ultimi due paesi, sconto massimo 5% in Francia). Adesso, però, almeno ci sono delle regole, si è fissato il numero delle campagne che è possibile fare nel corso di un anno, si è stabilito un tetto allo sconto praticabile durante queste campagne. Insomma, anche questa legge è un compromesso, ma almeno è stato raggiunto un compromesso che tiene conto di alcune delle esigenze di editori e librai indipendenti.

La versione precedente del testo licenziata dalla Camera lo scorso anno presentava, a vostro dire, numerose criticità. Può spiegarci quali fossero e cosa cambia con l’attuale ddl (il quale, prima di diventare legge, dovrà comunque ripassare per Montecitorio)?
Il decreto stabiliva uno sconto massimo del 15% sul prezzo di copertina (questo è rimasto immutato), ma poi vanificava anche questo limite consentendo agli editori di fare campagne promozionali per 11 mesi l’anno senza fissare il massimo di sconto praticabile nel corso delle stesse. Ora è stato fissato un tetto di sconto del 25% alle promozioni proposte dagli editori. È stata chiarita la non reiterabilità delle campagne di promozione, che dovranno chiaramente essere diversificate nel corso dell’anno. È stato stabilito uno sconto massimo del 15% anche per le vendite on-line. Sembrano poca cosa, ma sono la differenza tra la vita e la morte per molti editori e librai indipendenti.

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gennaio 9, 2011

Schiffrin: modello o bersaglio?

[Con questo articolo prosegue la discussione su Il denaro e le parole di André Schiffrin, cominciata con un articolo di Cesare de Michelis su Il Sole 24ore al quale aveva risposto Ginevra Bompiani su questo stesso blog. In calce all’articolo di Filippo La Porta pubblichiamo la lettera di Daniela Di Sora (Voland) a Il Sole 24ore riguardo l’articolo di de Michelis]

di Filippo La Porta [da Left 7 gennaio 2011]

Qualcuno ritiene che il capitalismo, nonostante contraddizioni, sprechi, etc., resti pur sempre il modo migliore per produrre una merce? Gli consiglio di leggersi Il denaro e le parole di André Schiffrin (Voland, trad. di Valentina Parlato), un libro affilato, essenziale, sul mondo dell’editoria oggi, a dieci anni dal “classico” Editoria senza editori…. La diagnosi di Shiffrin è inesorabile: Ovunque è crisi, anche perché solo un’editoria fatta di case editrici indipendenti, più piccole e diversificate, “avrebbe senz’altro resistito meglio” dei grandi gruppi (che come Random House realizzano ormai solo titoli con previsioni di vendita superiori a 60.000 copie!). Paradossalmente la concentrazione delle librerie, incoraggiata dagli editori, accentua la crisi: le catene americane (Barnes & Noble), che rifiutano libri le cui vendite non siano sicure, rischiano di soccombere (da noi alcune catene espongono un titolo in vetrina per 10.000 euro!). Per riprendere l’interrogativo iniziale ecco un caso in cui sicuramente (direbbe Totti) si dimostra che il capitalismo (il profitto) non è il modo più efficiente di fare qualcosa.

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