Posts tagged ‘simonetta fiori’

luglio 25, 2010

la battaglia degli sconti

di Simonetta Fiori [La Repubblica — 12 luglio 2010]

Mercoledì arriverà alla Camera la nuova legge sul prezzo del libro che se da un lato limita al 15 per cento gli sconti sul costo di copertina – provvedimento che finalmente ci avvicina a Francia, Germania e Spagna dall’ altro sostanzialmente invalida questa regola consentendo agli editori di promuovere campagne promozionali per undici mesi all’ anno – non oltre trenta giorni e non a dicembre – senza alcun tetto di sconto. Un paradosso legislativo, che ragionevolmente suscita la protesta e il malumore delle voci indipendenti – si veda qui accanto la lettera firmata dagli editori dissenzienti – ma che viene difeso dall’ Associazione degli editori e dall’ Associazione dei librai in nome del principio “meglio una brutta legge che nessuna legge”. «Nessuno di noi è contento», interviene il presidente dell’ Ali Paolo Pisanti, «ma questo è il massimo che siamo riusciti a ottenere nell’ estenuante trattativa con i grandi gruppi». Di fatto quella su cui converge l’ accordo politico (dopo l’ approvazione in Commissione alla Camera proseguirà il suo iter al Senato) è una legge che contraddice se stessa, tutelando ben poco i librai e gli editori indipendenti, come riconosce lo stesso Riccardo Campino, fondatore a Orvieto di un’ importante Scuola per librai e titolare di due librerie da cinque anni in franchising con Mondadori. «La legge può essere aggirata in molti modi», ammette Campino, che pure si richiama alla posizione ufficiale dell’ Ali.

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luglio 15, 2010

la solita ipocrisia all’italiana

di Giorgio Pozzi [Fernandel a Simonetta Fiori il 14 Luglio 2010]

(…) sollecitato da alcuni colleghi ad esprimere un parere a proposito della cosiddetta “legge sul libro”, il primo commento che mi viene è in realtà una citazione, ovvero che questa legge “è una porcata” che fingendo di regolarmentare il mercato, di fatto crea condizioni favorevoli solo per i grandi gruppi editoriali. La solita ipocrisia all’italiana. Nonostante ciò, anche se con ogni probabilità è del tutto inutile, mi associo all’appello degli “editori ribelli”, come lei li ha chiamati, per migliorare la legge e renderla degna di un paese in cui la cultura non sia trattata, perfino dallo stesso legislatore!, come un qualunque altro prodotto. Un saluto.