Archive for marzo, 2011

marzo 31, 2011

La Svizzera e il prezzo [fisso] del libro

di Amanda de Marco da Publishing Perspectives

On March 18 the Swiss parliament approved a fixed price system for books in German-speaking Switzerland, both for online and in-store sales as of next year. The debate over fixed book pricing is a complicated and volatile one in Europe. Various degrees of price control exist side by side, and countries vacillate on the legality and benefit of fixed price systems. In Germany all books, including e-books and books sold as apps, are included in the fixed price system. French law excludes books that don’t closely correspond to a printed edition (apps), as well as foreign buyers and sellers. Britain hasn’t had fixed book pricing since the Net Book Agreement was declared illegal in 1997.

Since the 2007 repeal of the fixed price system in German-speaking Switzerland, publishers there have been fighting to reintroduce it. Various proposals have excluded online sales, which would have been catastrophic for physical stores. The issue finally came to a head earlier this year, when both houses of Swiss parliament separately approved a fixed price system for both in-store and online book sales, requiring Friday’s final vote for ratification.
Lack of Price Control Caused Problems for Bricks-and-mortar Bookstores

Swiss publishing professionals often compare the effects of the repeal of fixed book pricing to those of the abolition of the Net Book Agreement in Britain: price wars over bestsellers, deep discounts of up to 30% by big booksellers like Thalia and Orell Füssli. Andreas Grob, Managing Director of Buchzentrum, a large distributor and wholesaler owned collectively by Swiss bookstores, has witnessed online sellers benefit while physical stores have experienced “ever-increasing problems.”

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marzo 16, 2011

per Festivaletteratura di Mantova 2011

[riportiamo l’appello della Libreria Di Pellegrini per una raccolta firme contro i tagli al Festivaletteratura di Mantova 2011, l’appello si trova anche sul sito di liberilibrai]

Amici e colleghi librai indipendenti,

abbiamo preso per Mantova un’iniziativa volta alla raccolta firme per cercare di fermare i tagli al Festivaletteratura, ma sappiamo che questo è l’orientamento di molte altre Amministrazioni locali e del Governo in generale.

Vi giro la nostra raccolta firme e credo che iniziative analoghe potrebbero nascere in tutta Italia, in particolare nelle Librerie indipendenti, poichè se la Cultura è sinonimo di Libertà, sappiamo quanto questa Libertà sia pagata a caro prezzo proprio dali librai indipendenti.

Grazie e buon lavoro

Marina Di Pellegrini

Fai vivere il Festival
Raccolta firme contro i tagli al Festivaletteratura
Vieni in libreria e metti la tua firma per protestare
contro i tagli al Festival e alla cultura in genere.
La cultura è vita, la cultura è libertà.

Libreria Di Pellegrini – Via Marangoni 16 0376 320333
Piazza Mantegna 6 (Sant’Andrea) 0376 355196

info@libreriadipellegrini.it

marzo 16, 2011

considerazioni a più voci inerente alla legge sul libro che torna alla Camera

[Di seguito la lettera di un gruppo di aderenti a liberilibrai e le risposte di Ginevra Bompiani (nottetempo) e di Gaspare Bona (Instar Libri)]

Piacenza 11-03-2011. Qualcuno disse “meglio una brutta legge che nessuna legge…” ora la brutta legge è in arrivo!! Pazientate ancora qualche settimana. Qualche altro esulta…abbiamo ottenuto qualcosa aderendo all’alzata di scudi dei “mulini a vento”!! certo!! Anche se molto, molto… poco! (e scusate a favore di chi…non certo delle piccole librerie… con 4 mesi di promozione!!!) Era meglio ridurre i prezzi, ridurre gli sconti,è possibile che un libro dal costo di stampa di 1 euro sia venduto a 20 si, perchè l’editore deve dare il 50% alla grande distribuzione… vedete un po’ voi! C’è anche chi risponde : abbiamo ottenuto un po’di vento per far girar le pale a singhiozzo… e questa è un’altra opinione che non può essere contestata… Qualche altro suggerisce… non è che qualcuno volesse cavalcare il temporale che sta addensandosi nel nostro settore… e farsi bello con una folata di vento!! Questa è un’altra interpretazione anche se un po’ forte: c’è sempre hi ha la puzza sotto il naso!! I più sensibili… vogliono ringraziare i nostri morti, intendo le librerie scomparse, e sono state diverse in questi ultimi mesi, mi vengono in mente… no,non voglio dirlo, un senso di colpa mi pervade, tutti dobbiamo sentirci in colpa, ma prima dovremo dimostrare che il loro sacrificio è servito per la nostra causa! Ora penso ai moribondi… che sono tutte le altre librerie indipendenti, sperando nel frattempo… in qualche altra crociata con meno vento e… più tempesta, forse ne salveremo qualcuno!!! O come dice il cinico “carbonaro” chi muore giace e chi vive… si darà… pace. Avevamo la legge tedesca, forse potevamo copiarla… no!

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marzo 14, 2011

un nutrimento delicato e necessario da scegliere con accuratezza

[Di seguito l’intervista rilasciata da Ginevra Bompiani, direttore editoriale di nottetempo al Blog di Bookerang – social network per la lettura]

Signora Bompiani, la nuova versione del ddl approvata al Senato il 2 marzo contiene alcune significative modifiche rispetto al testo originario, licenziato dalla Camera nel luglio dello scorso anno. In particolare, si prevede il tetto del 15% agli sconti praticabili sui volumi, un limite del 25% sulle promozioni degli editori e la non reiterabilità delle campagne promozionali (che dovranno diversificarsi nel corso dell’anno solare). Come giudica, nel complesso, la norma? È soddisfatta?
Sono modifiche importanti, anche se lontane da quello che volevamo e che tuttora vogliamo. Abbiamo scelto di sospendere la battaglia su questa prima vittoria, ma speriamo che la legge dia come frutto anche il desiderio di migliorarla ulteriormente. Il vero obiettivo è la legge Lang, che si applica con grande successo in Francia e che prevede un massimo sconto del 5%.

Sostanzialmente, il Senato ha tenuto conto delle proposte avanzate dall’associazione “I mulini a vento”, della quale fa parte anche Nottetempo. Quando voi editori indipendenti avete deciso di mettere insieme le vostre forze, pensavate che la vostra iniziativa avrebbe avuto successo?
Beh, lo speravamo. Ma è stata una lotta molto dura, sembrava che alcuni gruppi editoriali avessero preso l’esempio dal governo nel fare leggi a proprio esclusivo vantaggio. È stato difficilissimo ottenere ascolto, e a darcelo non sono state le istituzioni librarie o editoriali, ma la Commissione Cultura del Senato, dove abbiamo trovato persone straordinarie, che ci hanno sostenuto fino all’ultimo, come il Senatore Vincenzo Vita. Ma anche gli altri membri della Commissione sono stati molto più ricettivi di chi avrebbe dovuto esserlo per ufficio.

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marzo 11, 2011

leggere tutti gli stessi libri uccide la fantasia

[Di seguito l’intervista rilasciata da Daniela di Sora, direttore editoriale di Voland, al Blog di Bookerang – social network per la lettura]

Dottoressa Di Sora, la prima domanda è d’obbligo: è soddisfatta del ddl approvato al Senato, che ha sostanzialmente accolto le proposte avanzate dall’associazione “I mulini al vento”, o pensa che si potesse fare di più?
Sono soddisfatta perché siamo riusciti a far sentire la nostra voce, abbiamo ottenuto di migliorare un ddl da tutti ritenuto immutabile in quanto frutto di un delicatissimo compromesso. Naturalmente gli editori indipendenti avrebbero voluto una legge sul modello di quella francese, tedesca o spagnola (sconti 0 in questi ultimi due paesi, sconto massimo 5% in Francia). Adesso, però, almeno ci sono delle regole, si è fissato il numero delle campagne che è possibile fare nel corso di un anno, si è stabilito un tetto allo sconto praticabile durante queste campagne. Insomma, anche questa legge è un compromesso, ma almeno è stato raggiunto un compromesso che tiene conto di alcune delle esigenze di editori e librai indipendenti.

La versione precedente del testo licenziata dalla Camera lo scorso anno presentava, a vostro dire, numerose criticità. Può spiegarci quali fossero e cosa cambia con l’attuale ddl (il quale, prima di diventare legge, dovrà comunque ripassare per Montecitorio)?
Il decreto stabiliva uno sconto massimo del 15% sul prezzo di copertina (questo è rimasto immutato), ma poi vanificava anche questo limite consentendo agli editori di fare campagne promozionali per 11 mesi l’anno senza fissare il massimo di sconto praticabile nel corso delle stesse. Ora è stato fissato un tetto di sconto del 25% alle promozioni proposte dagli editori. È stata chiarita la non reiterabilità delle campagne di promozione, che dovranno chiaramente essere diversificate nel corso dell’anno. È stato stabilito uno sconto massimo del 15% anche per le vendite on-line. Sembrano poca cosa, ma sono la differenza tra la vita e la morte per molti editori e librai indipendenti.

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marzo 3, 2011

un compromesso positivo

di Vincenzo Vita

Nel 1981 il compianto Paolo Murialdi commentò l’approvazione della riforma dell’editoria come “un compromesso positivo”. Si possono usare le stesse parole per “la nuova disciplina del prezzo dei libri”, testo varato finalmente in seconda lettura dall’aula del Senato e ora in dirittura d’arrivo per l’approvazione finale alla Camera dei deputati. Lì iniziò l’iter del ddl che ha come primo firmatario Ricky Levi.

L’articolato è cambiato, sicuramente in meglio, nella discussione parlamentare. Infatti, si rende il limite del 15% di sconto valido anche per le vendite online, si contiene al 25% la riduzione del prezzo per le promozioni, che possono avvenire attraverso campagne distinte tra di loro e di durata non superiore a un mese. Con l’esclusione del mese di dicembre.

Il governo tra un anno dovrà relazionare in Parlamento sugli effetti della legge.

Regolamentare la delicata vicenda degli sconti era necessario, data la situazione di interregno dovuta all’abrogazione nel 2006 delle norme del 2001.

Il risultato è un buon punto di equilibrio tra le esigenze del mercato e la doverosa necessità di tutelare le strutture medie e piccole dal dumping delle grandi catene commerciali.
Il libro non è una merce come le altre e non può essere lasciato a una concorrenza selvaggia basata sull’arma degli sconti. Laddove vige il liberismo assoluto, vedi la Gran Bretagna, le vendite tendono a diminuire. La Francia applica il 5%, Spagna e Grecia il 15%. E’ stato immaginato, quindi, un punto di equilibrio anche per l’Italia. Del resto, le librerie indipendenti sono a rischio di chiusura, come soffrono le case editrici non legate ai principali trust di settore.
Se il testo è migliorato, lo si deve molto al lavoro svolto attraverso il blog “leggesulprezzodellibro.wordpress.com”, che ha rimesso in discussione uno schema più arretrato raggiunto in precedenza.

Naturalmente, non è la vera riforma del sistema dell’editoria. L’innovazione tecnologica, la stagione digitale, l’e-book ci impongono di riprendere il cammino della riforma con gli occhi aperti al futuro. Senza pregiudizi e senza tabù, ma con la volontà di considerare il libro la parte profonda della mente di ognuno di noi.

marzo 3, 2011

un colpo andato a segno

de i Mulini a Vento

Cari amici,

editori, librai e lettori, la legge sul prezzo del libro, con le modifiche proposte dai Mulini a Vento è passata ieri 2 Marzo in Aula al Senato. Questa è una grande vittoria, anche se non abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo. Le modifiche apportate sono comunque molto importanti e ancora più importante è stato dimostrare che una legge nazionale non si può fare ascoltando soltanto la voce dei potenti.

I punti che siamo riusciti a ottenere sono i seguenti:

1. È stato fissato un tetto di sconto alle promozioni proposte dagli editori del 25%
2. 15% sconto massimo per le vendite nelle librerie tradizionali e on-line
3. non reiterabilità delle campagne di promozione che dovranno essere diversificate nel corso dell’anno
4. l’ultimo punto dell’accordo: verifica della legge entro un anno dalla sua applicazione, deve essere proposto dal governo e quindi non è ancora inserito nella legge

Questa vittoria dimostra che il sostegno reciproco che editori e librai indipendenti si sono dati ne ha fatto una forza rappresentativa e capace di farsi ascoltare.

La prossima volta faremo centro.