Posts tagged ‘grande distribuzione’

agosto 6, 2012

Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?

di Sergio Calderale

[Riprendiamo lo scambio tra Davide Vender della libreria Odradek di Roma con BOL.it che alla fine dello scorso mese ha lanciato una campagna sconto del 35% su 10000 titoli, pubblicando un articolo di Sergio Calderale scritto per tropicodellibro.it]

Agosto, legge mia non ti conosco. Verrebbe da parafrasare così l’ironico proverbio dedicato ai mariti vedendo la campagna di sconti al 35% lanciata dal portale Bol.it (Gruppo Mondadori) e pensando contemporaneamente allaLegge Levi. Sconti così alti, qui da noi, non si ricordavano dall’ingresso nel mercato italiano di Amazon.it, che assaltò il campo offrendo i libri, novità incluse, al 40% di sconto. Allora però non esisteva la Legge Levi, che ora regolamenta il prezzo del libro e lo sconto a esso applicabile, sia nelle librerie fisiche sia nel commercio elettronico.

L’introduzione della Legge Levi fu dovuta proprio alla volontà di evitare che giganti internazionali come Amazon si accaparrassero il grosso del mercato a tutto svantaggio della concorrenza e ponendo a repentaglio la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori, ma naturalmente minando anche i margini dei grandi gruppi editoriali italiani. E senza il malconento di questi ultimi probabilmente la legge non sarebbe arrivata, nonostante «fosse in gestazione da molti anni» come tiene a specificare Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai (ALI), cui abbiamo chiesto un parere.

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settembre 27, 2010

Meglio questa legge che nessuna legge… ma senza ipocrisie

di Riccardo Campino

Personalmente sono lieto che finalmente si sia aperto un vero dibattito sulla fatidica legge sul prezzo del libro e plaudo i Mulini a Vento per essersene fatti promotori.

Da molti anni questa materia sembra interessare solo qualche addetto ai lavori, senza rendersi conto che i suoi effetti si ripercuotono (e si ripercuoteranno ancor di più in futuro) sulla pluralità dell’offerta culturale del nostro Paese.

L’aver coinvolto scrittori, intellettuali, editori e librai indipendenti nella sottoscrizione di un appello che chiede a gran voce un ulteriore approfondimento del disegno di legge in discussione in Parlamento (E NON IL SUO ANNULLAMENTO), la reputo un’azione democratica e civile e non vedo in tutto ciò alcun gesto di disubbidienza o di insubordinazione alle decisioni già prese dai vertici delle categorie di editori e librai.

Peccato solo che tutto ciò sia avvenuto con estremo ritardo e per di più alla vigilia dell’approvazione di una nuova normativa che punta a porre un primo piccolo argine alla giungla in cui ci troviamo ad operare da troppo tempo.
A questo proposito tutti dobbiamo riconoscere il grande impegno profuso dall’On.le Ricardo Levi in questi ultimi anni, nel farsi da promotore in Parlamento delle istanze di editori e librai, sollecitando gli stessi a giungere ad una proposta di legge condivisa da sottoporre alle Camere.

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agosto 5, 2010

noi piccoli librai…

di Libreria Casa editrice Libro Più

Egregio direttore dottor Lussana, con grande rincrescimento constato che l’argomento cultura non rientra nelle priorità dei media. Sono da sei anni titolare di una media libreria situata nella periferia di Genova e di questi tempi sto amaramente meditando sul mio futuro come libraia e Le spiego il perché: il 12 giugno scorso il parlamento ha approvato un emendamento che liberalizza lo sconto sui libri e annulla di fatto il diritto d’autore. È una legge killer per tante medie e piccole librerie indipendenti che svolgono con passione e professionalità il loro lavoro di presidio culturale sul territorio, ma che, già in sofferenza per la contingenza economica, non potranno reggere alla concorrenza sleale e spietata delle librerie di catena e della grande distribuzione. L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è lo sconto del 15% sulla scolastica che la grande distribuzione (leggi Coop) offre ai soci, anche per accaparrarsene di nuovi, nel periodo di maggior vendita della stessa, lasciando poi a noi librai le briciole dei libri che non arrivano o che sono sbagliati. Noi il servizio scolastica lo svolgiamo tutto l’anno e non soltanto nei tre mesi, da luglio a settembre, più remunerativi. Lo sconto del 15% per noi è il margine di guadagno.

Nella mia piccola libreria io offro un’ampia scelta anche di editori minori e non solo i bestseller e qualche volta i lettori più accorti mi gratificano per questo, ma ormai sono «alla frutta». La lobby delle librerie indipendenti non esiste e non può certo contrastare i grandi editori e la grande distribuzione, ma vorremmo almeno combattere ad armi pari. In Francia si festeggiano i 25 anni della legge sul prezzo del libro mentre in Italia, «culla della civiltà», si promuove la «cultura del dio denaro». Quello che più mi amareggia è che nessun intellettuale, promotore culturale o «grande» scrittore ha preso posizione in merito all’argomento, che sembra interessare solo gli addetti ai lavori e nulla più.

Il vendere libri è «vendere l’anima» e tanti miei colleghi in questi giorni sono veramente disgustati da questa politica che decide ignorando la realtà di una difficile professione che se non sarà salvaguardata sarà destinata a scomparire con grande detrimento di una vera democrazia culturale. Mi auguro che questa mia trovi in Lei quella sensibilità al problema che non ho trovato in due scrittori interpellati nelle scorse settimane. La ringrazio per quello che farà e le porgo cordiali saluti.

da [il Giornale – edizione di Genova]