Posts tagged ‘iva’

dicembre 27, 2014

#unulibroèunlibro

unlibroèunlibro

[Comunicato Stampa AIE – 23 Dicembre 2014]

“Ora possiamo davvero dire che #unlibroéunlibro: dal 1 gennaio gli ebook in Italia saranno trattati come libri anche ai fini fiscali”. Una “vittoria per il Paese e non solo per il mondo del libro”: queste le parole del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo in occasione dell’approvazione della legge di stabilità che sancisce definitivamente l’applicazione dell’iva al 4% – e non più al 22% – ai libri digitali, come per i libri di carta.
“L’Italia riconosce così ufficialmente che un libro è un libro, al di là del supporto – ha proseguito – In questo modo si aprono scenari nuovi per la lettura in Italia: per questo è una vittoria di tutto il paese. Un successo per chi legge, per chi non lo fa e potrà scegliere la modalità di lettura, una vittoria del buon senso prima di ogni altra cosa”.

Per saperne di più della campagna #unlibroèunlibro e per vedere chi ha aderito: unlibroeunlibro.org

novembre 21, 2014

Giù l’Iva!

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[da La Stampa, 22 Novembre 2014 ]

L’Iva sugli ebook passa dal 22% al 4%, come per i libri cartacei. È arrivato il via libera dalla commissione Bilancio della Camera agli emendamenti alla legge di Stabilità presentati da tutti i gruppi, riformulati come l’emendamento presentato dal governo. Le risorse del mancato gettito, pari a 7,2 milioni di euro l’anno, saranno coperte dal fondo per interventi strutturali di politica economica.

luglio 1, 2013

libri e iva

[Comunicato Stampa AIE]

in allegato il documento sull’impatto economico per il settore librario.

Un ripensamento sull’aumento dell’IVA sui prodotti culturali. È quanto chiede con forza il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Marco Polillo con una lettera inviata al Premier Letta per “un opportuno emendamento del Governo, o un atteggiamento meno ostile di fronte ad iniziative parlamentari volte a ricercare un’adeguata soluzione” rispetto alla previsione di un incremento dell’Iva dal 4 al 21% per tutti gli abbinamenti editoriali, non solo in riferimento ai gadget ma anche ai beni che integrano e sono di complemento ai libri e periodici e sono pertanto funzionali al loro utilizzo.

“Nel settore librario – prosegue Polillo nella lettera – ciò significa colpire soprattutto i contenuti digitali innovativi allegati ai libri. I prodotti più colpiti sono i libri educativi (libri scolastici, universitari, sussidi come dizionari o enciclopedie) che spesso hanno un’estensione digitale: eserciziari, approfondimenti, simulazioni di laboratorio virtuale, ecc.; i libri per bambini – spesso accompagnati da audio-letture –; quelli professionali o preziose operazioni culturali basate sul multimediale (si pensi ai testi teatrali accompagnati dal video di una rappresentazione). La misura è, quindi, per noi, semplicemente incomprensibile, perché illogica e contraria a una serie di obiettivi politici che il Governo da lei guidato ha assunto. In primis, contraddice il suo personale impegno: “mai più tagli alla cultura”, così come “contraddice l’impegno a favore del digitale nella scuola e nell’università”.

Le ricadute? Molto importanti per l’industria editoriale ma anche per i consumatori: il provvedimento, se passasse, comporterebbe un maggiore onere medio sull’insieme del prodotto con abbinamento di circa il 6%. Ciò significa prezzi più alti, in particolare per i libri di scuola e per bambini, e un’ulteriore caduta della domanda, che vanificherebbe anche gli obiettivi di gettito.
“Non si sta chiedendo alle imprese culturali un sacrificio marginale – ha concluso Polillo nel suo testo al Premier -, necessario in tempi difficili per far quadrare i conti dello Stato. Le si sta colpendo ingiustificatamente e illogicamente senza che da ciò possa derivare un beneficio per alcuno, e men che meno per i conti pubblici”.

giugno 18, 2013

Marco Polillo sul decreto Ecobonus

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“L’innalzamento dell’iva delle opere dell’ingegno allegate ai prodotti editoriali, disposto dal decreto Ecobonus, contraddice quanto annunciato in Parlamento dallo stesso Governo Letta”. E’ dura la posizione del presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo dopo che il provvedimento è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale.
“Il premier – ha proseguito Polillo – con il discorso sulle linee programmatiche del nuovo Esecutivo in cui si annunciavano politiche di promozione per l’Industria culturale e un rilancio dell’enorme patrimonio artistico del Paese ci aveva dato speranze. Un aumento di 17 punti di IVA (e, in assenza di modifiche normative, fra un mese di 18 punti) comporterà la morte di un segmento distributivo la cui mission era quella di aiutare la promozione della cultura nel Paese, a tutela del patrimonio artistico italiano. Cd e dvd audiovisivi o musicali allegati a quotidiani e periodici, così come eserciziari e altri contenuti allegati ai libri, hanno infatti svolto in questi anni un’importante funzione per la promozione e la diffusione della cultura a costi contenuti per le famiglie italiane”.
“Tale inasprimento fiscale, adottato inoltre senza neanche aver consultato gli operatori della filiera per valutare l’impatto reale sul mercato – ha concluso -, costituisce un attacco illogico alle imprese culturali ed editoriali che ci allontana dall’Europa. L’effetto finale sarà la contrazione immediata e progressiva del mercato con il paradosso di avere un mancato introito per le Casse dello Stato, anziché un incremento di gettito per l’Erario. Quindi, oltre al danno, l’aumento dei prezzi dei beni culturali, anche la beffa, il buco per i conti pubblici”.

luglio 24, 2012

Esther Tusquets (1936 – 2012)

[Dall’Agorà di Club Dante – 24 Luglio 2012]

Il mondo editoriale spagnolo seguita in crisi, mentre il governo assesta una pugnalata all’ebook con l’aumento dell’IVA. Continua a non esserci una politica di appoggio alle librerie indipendenti, come quella che c’è in Francia. Continua la concentrazione monopolistica editoriale, che corrompe le abitudini dei lettori. Seguitano gli editori corsari, che cercano soltanto libri “vendibili”. Quanti grandi editori sarebbero oggi capaci di appoggiare, per decenni, un nuovo Vargas Llosa finché non si trasformerebbe in redditizio?
I nuovi piccoli editori sembrano scommettere con decisione sulla letteratura, però i loro successi generalmente sono presto fagocitati a colpi di assegni. I grandi editori degli anni Sessanta e Settanta muoiono, vanno in pensione o vendono la casa editrice all’ingordigia dei grandi gruppi. Esther Tusquets era uno di questi grandi editori (oltre a essere un eccellente autore), e con la sua morte questo mondo editoriale spagnolo diventa ancora più meschino e banale.