Posts tagged ‘la stampa’

novembre 21, 2014

Giù l’Iva!

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[da La Stampa, 22 Novembre 2014 ]

L’Iva sugli ebook passa dal 22% al 4%, come per i libri cartacei. È arrivato il via libera dalla commissione Bilancio della Camera agli emendamenti alla legge di Stabilità presentati da tutti i gruppi, riformulati come l’emendamento presentato dal governo. Le risorse del mancato gettito, pari a 7,2 milioni di euro l’anno, saranno coperte dal fondo per interventi strutturali di politica economica.

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agosto 6, 2013

Parigi 2013: Librerie vs. Amazon

di Alberto Mattioli (corrispondente da Parigi) [La Stampa, 6 Agosto 2013]

Strangolate da Amazon, devastate dalla grande distribuzione, minacciate dall’ebook. Le librerie indipendenti hanno perso molte battaglie, ma sperano ancora di vincere la guerra. O almeno di limitare i danni. Così 64 boutique del libro di Parigi si coalizzano per contrattaccare sul terreno del nemico: Internet. È in rete http://www.parislibrairies.fr perché, come racconta al Parisien Laura de Heredia, «sono quattro anni che noi librai sentiamo i clienti dire: non avete questo libro? Lo ordinerò su Amazon».

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Adesso ci prova la santa alleanza dei librai parigini. Fra i 64 ci sono indirizzi storici, come «Delamain», di fronte alla Comédie-française, «Eyrolles» a Saint-Germain o la «Gallimard» in boulevard Raspail, posti dove talvolta si è fatta la storia o, più modestamente, ci si è fatti una cultura. L’idea è semplice: digiti il titolo e il sito ti dice dove è disponibile. Localizzi la libreria più vicina a te e l’acquisto è fatto. Oppure puoi ordinare il tuo volume on line. In entrambi i casi, però, devi andare a prendertelo «live»: la consegna per posta è lasciata alla «nemica» Amazon. «Vogliamo preservare – dice de Heredia – il nostro savoir-faire e il contatto umano».

[…]

L’articolo completo è su La Stampa.

Se a Parigi le librerie si coalizzano per evitare di sparire a Roma chiude la storica Libreria Feltrinelli di Via del Babuino.

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In una intervista a Romano Montroni su l’Unità [6 Agosto 2013] si legge “La libreria è un luogo di riferimento e le librerie vanno adattate ai luoghi nei quali sono radicate. Se Via del Babuino si è trasformata, se ci sono più stranieri, e gli stranieri leggono in media più degli italiani, allora bisogna adattare la libreria di via del Babuino alle nuove esigenze. Lungi da me pensare di chiuderla. Bisogna adattare la libreria al territorio. Aprire quella libreria è stato come piantare una bandiera per la diffusione culturale, è un avamposto vero.”

settembre 3, 2011

Librerie e biblioteche, gli strumenti chiave per aiutare la lettura

di Rocco Pinto [libraio indipendente da La Stampa del 3 Settembre 2011]

Caro direttore, è entrata in vigore la legge Levi approvata in via definitiva al Senato sabato 20 luglio. La legge disciplina il prezzo dei libri e pone un tetto massimo di sconto del 15% sul prezzo del libro sia al dettaglio che per il commercio elettronico. Stabilisce alcune regole sulle promozioni. Si possono effettuare campagne promozionali stabilite solo dall’editore non superiori ad un mese, non ripetibili sulle stesse collane e ad esclusione del mese di dicembre. Lo sconto massimo sulle campagne è del 25%. Per le biblioteche e le scuole è possibile uno sconto massimo del 20%.

Questa legge che ha creato scontri e lacerazioni all’interno del mondo editoriale è finalmente stata approvata ed è un punto di partenza su cui librai, editori e altri operatori del mondo del libro, bibliotecari, insegnanti e quanti a vario titolo si occupano di libri e di lettura possono ripartire per arrivare a una legge più organica sul libro e la lettura di cui il nostro Paese ha bisogno. L’approvazione di questa legge ha scatenato polemiche che si sono levate da più parti e a cui bisogna provare a rispondere chiarendo alcuni passaggi non chiari a chi non è addentro.

Stefano Mauri (amministratore del Gruppo Gems) proprio a questo proposito sul Il Fatto del 26 agosto dice: «Confesso che se non mi occupassi da trent’anni di studiare il mercato del libro mi unirei con leggerezza al coro di voci che gridano allo scandalo di fronte a una legge, la legge Levi, che dal primo settembre restringe la libertà di sconto per i librai al 15%, proprio in tempi di crisi. Leggendo i giornali e i blog mi sarei fatto un’idea molto superficiale del problema». Quasi tutti i giornali hanno dato spazio alla polemica e non all’approfondimento.

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luglio 29, 2011

dalla rete e dalla carta stampata

Il Foglio, 25 Luglio 2011
Caffè News, 27 Luglio 2011
L’Espresso, 28 Luglio 2011
Corriere della Sera, 29 Luglio 2011

novembre 3, 2010

i librai indipendenti alla battaglia per sopravvivere

di Giuseppe Culicchia [da La Stampa – 3 novembre 2010]

In un panorama editoriale come quello italiano, caratterizzato dalle guerre che contrappongono i grandi gruppi e dalla contestuale lotta per la sopravvivenza degli editori indipendenti, solo una vecchia battuta riusciva fino a ieri a mettere tutti d’accordo: «I librai si lamentano sempre». Poi però nel 2009 sei editori indipendenti (Instar Libri, Iperborea, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Nottetempo, Voland) hanno dato vita ai Mulini a Vento con l’idea di arrivare all’approvazione di una legge che regolamentasse la questione dello sconto (sia al pubblico sia al rivenditore), come già accade in Francia o in Germania. E quando l’onorevole Ricardo Franco Levi ha presentato alla Camera la sua legge sul libro, che secondo i Mulini a Vento è insufficiente, i sei si sono trovati a condividere la stessa battaglia non solo con numerosi altri colleghi, ma anche con un certo numero di librai a loro volta indipendenti.

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ottobre 1, 2010

appello ai librai

di Rocco Pinto [da La Stampa del 30 Settembre 2010]

Vorrei fare una riflessione sul fatto che sta passando in commissione al Senato la legge Levi, che ha lo scopo di regolamentare il mercato del libro. La cosa dovrebbe interessare tutti, chi legge e chi non legge. Invece i giornali, a parte pochi casi, hanno riservato dei trafiletti alla questione e all’appello lanciato dai Mulini a vento, che chiede di modificare – e non di bloccare – la legge in discussione e che ha raccolto moltissime adesioni di librai, editori, intellettuali e scrittori.

Pur apprezzando lo sforzo dell’onorevole Ricky Levi, la legge citata è lontana dai modelli di legislazione europea che da decenni hanno esiti positivi riconosciuti dagli operatori e dai lettori. La legge Levi invece prevede un tetto di sconto del 15%, la possibilità di fare campagne promozionali in tutti i mesi dell’anno ad eccezione di dicembre, il 20% di sconto su internet. L’unica vera novità è che possono fare le campagne promozionali solo gli editori e non il singolo negozio, la catena o il supermercato. Certo, il piccolo passo avanti è da apprezzare rispetto alla giungla attuale. Ma è ancora troppo poco.

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