Archive for novembre, 2010

novembre 19, 2010

commento alla reazione del Presidente Aie

di Anita Molino [presidente di Fidare – Federazione italiana degli editori indipendenti]

Il Senato sembra aver accolto, seppure parzialmente, l’appello di una buona parte del mondo editoriale italiano e ha fortemente limitato il potenziale distruttivo della legge Levi, così come era stata licenziata dalla Camera. Gli sconti nelle campagne promozionali hanno finalmente un tetto – il 33% – e i periodi per le promozioni sono stati ridotti a 4 mesi non consecutivi, dagli 11 che erano.

È un significativo passo in avanti nella giusta direzione, e non possiamo che rallegrarcene. Ma l’Aie, nella persona del suo Presidente, Polillo, ha reagito molto duramente. A suo dire questa nuova versione danneggerebbe tutti gli operatori del settore editoriale, e i modo particolare i piccoli editori. Inoltre “il mondo dell’editoria libraria non si riconosce nel nuovo testo licenziato dal Senato”.

Mi sembra essenziale limitare di molto la portata e il significato di questi commenti. Innanzitutto possiamo dire che Polillo parla a nome, oltre che proprio, di una (una!) associazione editoriale, associazione che è lungi dal rappresentare “il mondo dell’editoria libraria”. Sappiamo anche che una indagine sull’effettivo parere dei singoli associati condurrebbe a sorprese inaspettate… inaspettate per Polillo forse, perché gli editori indipendenti medio-piccoli sanno invece molto bene la devastazione che le legislazioni ultraliberiste provocano nel settore editoriale. Gli esempi e la storia in campo internazionale non mancano e basterebbe studiare gli esempi positivi (Germania, Francia, ecc) e quelli negativi (Gran Bretagna, USA, ecc) per avere un quadro chiaro delle dinamiche che si instaurano.

Davvero stupisce come si possa deformare la realtà fino a questo punto: deve essere ben chiaro che in genere gli operatori indipendenti (editori e librai) – ma anche molti gestori di librerie di catena, oltre che il mondo culturale in generale – erano assolutamente contrari alla legge Levi e salutano con favore l’importante miglioramento operato dal Senato.

[l’immagine in apice viene da qui]

novembre 19, 2010

saldi e promozioni

di Ginevra Bompiani

C’è una grande pretestuosa confusione fra saldi e promozioni. I saldi sono vendite di fine serie e fine stagione, per liberare i magazzini dalle rimanenze. Le promozioni sono condizioni speciali e provvisorie su una collana, un catalogo, o comunque un certo numero di libri nuovi o non nuovi, che resteranno in vendita a prezzo pieno dopo la promozione. Decidere che le promozioni si possono fare per quattro mesi l’anno non significa trasformare quei quattro mesi in saldi, altrimenti tutti i magazzini editoriali si vuoterebbero, con grande felicità degli editori. Vuol dire invece che durante otto mesi succederà quel che, secondo il DDL Levi, dovrebbe succedere solo in dicembre: che le librerie somiglieranno alle librerie, e ospiteranno i libri in grande e varia quantità, anziché pile limitate di sconti.

Che questa sia o non sia una buona soluzione (certo non la migliore che, a nostro parere, è solo l’abolizione di sconti e promozioni), lo vedremo, così come vedremo se gli editori hanno abbastanza fantasia per adattarsi a una nuova situazione. Lo vedremo, cioè, se, nel frattempo, associazioni come AIE e ALI, spinte dai grossi editori e le loro catene, non si metteranno di traverso per bloccare la legge, rispondendo così alla nostra domanda: “preferite una legge migliorata o nessuna legge?”. Risposta AIE e ALI: “nessuna legge!”

[l’immagine in apice è Drawing Hands (1948 Lithograph) di M.C. Escher, viene da qui]

novembre 19, 2010

i libri degli altri

di Alina Laruccia [libraia indipendente]

Gentilissima signora Ginevra, qui Alina Laruccia, Libreria Eleutera Turi (BA).

Ci siamo incontrate a perugia, in occasione del Forum del libro. Le scrivo per ringraziarla delle sue parole in occasione del dibattito sulla Legge del prezzo del libro. E per la sua tenacia. Credo sia giusto lottare per quello in cui si crede, e noi, perdoni il plurale, crediamo nei libri.

Stamattina su Repubblica ho letto l’intervento adirato e ,permetta, insensato, del Presidente AIE, che sostiene che le modifiche alla legge danneggiano i piccoli editori e le librerie:
Quali editori? E quali librerie?

Quelle che in questi giorni vendono col 40% di sconto il libro di Bruno Vespa? (che non ho in libreria e che non vorrei manco gratis, ma questo è
un mio problema).

Credo signora Ginevra che i Mulini a Vento dovrebbero continuare nel loro percorso a difesa e promozione della lettura. Diventare una struttura che sia riconosciuta da tutti, con un Direttivo, con iniziative e proposte calendarizzate. E mi piacerebbe che tra noi librerie indipendenti ci fossero più contatti, in modo da proporre strategie uniche e valide in tutta Italia, anche nel decidere e indirizzare il mercato, perchè si è indipendenti per chè si crede nei libri che si propongono.

Con tutti i rischi del caso, ma la vita intera è un rischio.
Va bene, credo di essere stata lunga, come al solito, ma i libri sono la mia vita.

La ringrazio e attendo sue.
Buona giornata.

novembre 18, 2010

18 novembre 2010

de i Mulini a Vento

Cari amici editori e librai,

siamo molto felici di condividere con voi questa prima vittoria. Il Senato ha votato all’unanimità alcuni importanti emendamenti alla legge Levi sul prezzo del libro, che, senza stravolgerla, la migliorano e la avvicinano alla legge che tutti noi vorremmo.

Potete leggerli direttamente qui sul nostro blog (dalla VII Commissione del Senato…) e sul bell’articolo di Simonetta Fiori su La Repubblica di oggi, 18 novembre.

Per vostra comodità, vi riassumiamo qui sotto gli emendamenti principali:
– è stato fissato un tetto alle promozioni del 33%
– le promozioni sono limitate a due periodi distinti di due mesi ciascuno, non consecutivi e uguali per tutti (sarà il Ministero per i Beni e le Attività Culturali a fissare questi periodi, sentite le organizzazioni competenti)
– le sanzioni a chi trasgredisce comprendono il divieto per il trasgressore di fare promozioni per tutto l’anno successivo
– L’editoria scolastica è esclusa dalla normativa, perché si ritiene che non debba essere oggetto di sconti e promozioni.

read more »

novembre 17, 2010

dalla VII Commissione del Senato…

(AGI) – Roma, 17 nov – “All’unanimità la commissione Cultura del Senato ha approvato, in sede referente, il testo del ddl del prezzo dei libri, già varato dalla Camera dei Deputati nelle scorse settimane. Si sono apportate alcune modifiche. Innanzitutto, la restrizione delle campagne promozionali a due soli periodi all’anno della durata di due mesi ciascuna. Sarà il Ministero per i Beni e le Attività culturali a stabilire, entro 30 giorni dall’approvazione della legge e sentite le Organizzazioni di settore maggiormente rappresentative, quali saranno i periodi predetti. Inoltre, si è inserito un tetto massimo di sconto del 33 per cento sul prezzo fissato dei libri per le campagne stesse. Infine, si è esclusa dalla normativa l’editoria scolastica e si sono rese più incisive le sanzioni in caso di inosservanza delle indicazioni”. Lo rende noto il senatore del Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura al Senato, che commenta: ”Un considerevole passo in avanti sulla via del rilancio della lettura e del libro, contemperando le esigenze degli utenti con i problemi vissuti in particolare dalle case editrici e dalle librerie medie e piccole. Grazie al testo curato da Richi Levi alla Camera si è aperta la strada che abbiamo proseguito al Senato”.

[qui il resoconto sommario n. 256 del 17/11/2010 della 7ª Commissione permanente – Legislatura 16º]

[l’immagine in apice viene da qui]

novembre 9, 2010

In Francia la legge sul prezzo fisso del libro si estende anche al digitale

di Andrea Coccia [da booksblog.it – 9 Novembre 2009]

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre scorso nelle sale del Senato francese è successa una cosa che qui da noi suonerebbe talmente impensabile e pazzesca: non parlo del fatto che il parlamento fosse aperto di notte (mentre qui da noi di notte i politici fanno ben altro che votare leggi), e nemmeno del fatto che hanno votato all’unanimità a favore di una legge (qui da noi succede solo quando bisogna approvare i propri stipendi), parlo invece di una legge necessaria per l’editoria libraria all’epoca della sua riproducibilità digitale.

Si tratta, in buona sostanza, della estensione della legge Lang, in vigore oltralpe dagli anni ‘80, al mercato editoriale digitale, ovvero dell’imposizione del prezzo unico del libro fissato dalle case editrici. Un modo nient’affatto originale ma, come dimostra la pluriennale esperienza francese, molto efficace, per preservare l’indipendenza e la varietà di offerta editoriale nel paese.

Una legge intelligente a favore dell’editoria, approvata di notte, dai membri del Senato all’unanimità: neanche il più ingenuo idealista porebbe sognare una cosa del genere per l’Italia. Ed è proprio questa assoluta prevedibilità la cosa che fa arrabbiare di più.

[la foto in apice viene da qui]

novembre 8, 2010

L’attuale impossibilità di competere

In merito alla relazione del Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà sul DL Levi.

di Riccardo Campino [libraio]

Chi conosce la reale situazione italiana del mercato del libro che, in quanto a concentrazione, non è (ahinoi!) equiparabile a quella di nessun altro Paese sviluppato, al punto da configurare una vera e propria situazione di oligopolio, con pochissimi gruppi editoriali che occupano in posizione dominante tutti i passaggi della filiera libraria, si sarà probabilmente stupito come me nel leggere le conclusioni a cui approda la relazione che il Presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, ha presentato pochi giorni fa alla Commissione cultura del Senato, nell’ambito delle audizioni per l’esame del DL Levi sulla disciplina del prezzo dei libri.

Il dott. Catricalà infatti, dopo aver riconosciuto che nell’ambito del settore librario “La pluralità e la diversificazione dell’offerta assumono un ruolo determinante, che deve essere tenuto in debita considerazione, nel momento in cui si disciplinano questi mercati, allo scopo di evitare l’eccessiva concentrazione e l’inaridimento delle fonti.”(pag.3), anziché invitare ad una correzione del provvedimento in esame al Senato, al fine di agevolare una maggior pluralità dell’offerta libraria, termina la sua relazione sollecitando il Parlamento ad ampliare ulteriormente il periodo delle promozioni, estendendole a tutto l’anno (il DL Levi prevede l’esclusione del mese di dicembre), oltre a suggerire un’ulteriore riflessione sull’opportunità di mettere una limitazione agli sconti dei libri venduti a mezzo internet.

In sintesi, anche ad una lettura non troppo minuziosa della relazione Catricalà, la cura da lui proposta per guarire il male, risulta in evidente contraddizione con le buone intenzioni dichiarate all’inizio.

read more »

novembre 6, 2010

Il limite serve per tutelare l’editoria

di Ernesto Ferrero

[da Il Sole 24ore 5 Novembre 2010]

Tra i compiti specifici di un’Autorità c’è quello di favorire un mercato quanto più possibile concorrenziale, che comportando una riduzione dei prezzi finisce per avvantaggiare il consumatore. Questo sano principio, mai abbastanza applicato, trova a mio avviso nell’editoria libraria una singolare anomalia. La legge sul libro attualmente in discussione parrebbe aggirabile con una certa agilità (su queste tecniche siamo imbattibili).

read more »

novembre 6, 2010

Concorrenza e pluralità

de I Mulini a Vento

[Questo intervento è in risposta all’intervento di Antonio Catricalà davanti alla VII Commissione Permanente del Senato il 3 Novembre scorso]

Abbiamo letto l’intervento di Catricalà, presidente dell’Antitrust, con stupore. Sostiene Catricalà che il libro non è una merce come tutte le altre perché “è essenzialmente un veicolo di diffusione della cultura e, per tale ragione, la sua funzione non può essere apprezzata sulla base di meri fattori quantitativi oggettivamente misurabili”. Siamo d’accordo al 100%. Continua però Catricalà: per garantire il pluralismo delle voci bisogna garantire la sopravvivenza di piccoli attori indipendenti, quindi non si può privarli di uno strumento di promozione come lo sconto. Siamo sgomenti: è vero esattamente il contrario! Lo sconto possono permetterselo solo due tipi di editori/librai: chi ha grossi volumi o chi ha grandi margini. Ovvero grandi gruppi editoriali, grandi catene e supermercati. L’unico modo per garantire al tempo stesso la concorrenza e la pluralità è mettere paletti agli sconti, di modo che la concorrenza possa tornare a giocarsi sui prezzi di copertina. (per saperne di più sul funzionamento e le origini del prezzo fisso).

read more »

novembre 6, 2010

il tema dello sconto

[questo intervento è stato scritto in occasione dell’audizione per la legge sul prezzo del libro davanti alla VII commissione permanente del Senato della Repubblica il 12 ottobre scorso]

di Mattia Formenton

Ringrazio questa commissione e Ginevra Bompiani che mi ha voluto qui, per l’opportunità che mi è data di poter dare un contributo alla definizione di una legge sul prezzo del libro.

Vorrei cercare di approfondire in questo mio breve intervento il tema dello sconto. Sono, infatti, convinto che le ragioni a favore di una regolamentazione dello sconto sia come tetto massimo, sia come disciplina delle promozioni non risiedano solo nella pur giusta difesa dell’editoria indipendente (qui intesa come editori e librai), ma anche nella sostanziale assenza di vantaggi per il lettore finale.

read more »