Posts tagged ‘il manifesto’

ottobre 10, 2010

L’ultima frontiera dell’omologazione – una risposta a Levi

de I Mulini a Vento [Il Manifesto – 9 Ottobre 2010]

Ieri l’onorevole Ricky Levi è intervenuto sul Manifesto in difesa del progetto di legge sulla disciplina del prezzo del libro che porta il suo nome. Quello che all’apparenza sembra il pacato rimbrotto del buon padre di famiglia che spiega al figlio inesperto (Valentino Parlato e alcune centinaia di editori e librai) come stanno veramente le cose per consentirgli “di costruire la propria opinione su basi solide e reali”, contiene a nostro avviso alcune fondamentali imprecisioni e omissioni. Tali imprecisioni e omissioni invalidano il suo ragionamento, ed è dunque opportuno che siano portate alla luce in modo che davvero il lettore possa formarsi un’opinione.

Intanto l’onorevole Levi pare ignorare che è in atto un movimento che ha raccolto intorno all’appello lanciato dal gruppo di case editrici indipendenti che va sotto il nome di Mulini a vento centinaia di adesioni di editori e librai (si vedano i nomi e i contributi sul blog leggesulprezzodellibro.worpress.com). È dunque per lo meno impreciso dire e ripetere che la proposta di legge “ha trovato il sostegno della stragrande maggioranza degli operatori, grandi e piccoli, librai ed editori, del settore librario”. Di fatto è un tentativo di far valere il principio di autorità a sostegno di un ragionamento fallace.

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settembre 29, 2010

Come ti svaluto autore, editore, librario, lettore

di Valentino Parlato [da Il Manifesto del 29 settembre 2010]

Certo è triste che la sinistra debba battersi contro i deboli a favore dei potenti, sostenere gl’interessi del fatturato (di Berlusconi) contro la ricerca e del mercato selvaggio contro la qualità, ma è quello che sta succedendo intorno alla nuova, tanto attesa, tanto sperata, legge sul prezzo del libro, che proprio ieri si è cominciato a discutere in Commissione Cultura del Senato.

Questa legge viene proposta da Ricardo Franco Levi, deputato Pd, stretto collaboratore di Romano Prodi, che da anni si batte perché in Italia ci sia una regolamentazione del prezzo del libro, come c’è ormai in tutti i paesi civili (con l’eccezione dell’Inghilterra, che ha preso un’altra strada distruggendo le proprie librerie ed edizioni indipendenti).

Allora perché questa legge è una presa in giro? Perché fissa un tetto del 15% di sconto su tutti i libri, novità comprese (sconto già altissimo rispetto a leggi serie come quella francese, tedesca, olandese, spagnola…), ma poi consente agli editori di fare campagne promozionali per 11 mesi l’anno, cioè sempre tranne a Natale. Fatta la legge trovato l’inganno, si dice, ma in questo caso ci si è premuniti e l’inganno è già legge.

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settembre 18, 2010

il paese abbagliato senza politica

di Marco Rovelli [da Il Manifesto – 17 Settembre 2010]

(…) E ancora: quanto più importante sarebbe (stato) un dibattito approfondito, con interventi impegnati e appassionati degli intellettuali di maggior peso, intorno alla legge Levi, quella che, come ha scritto Ginevra Bompiani, «ufficializza la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali», a tutto vantaggio di ipermercati e grossi editori – e del resto, per citare ancora Bompiani, «è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge». Ecco, allora, che mettere tali questioni al centro del dibattito, farne pietre di scandalo, sarebbe cominciare a rimettere al centro la politica. Fino, magari, ad arrivare a impegnare – e non solo sulle pagine dei giornali – la questione decisiva dell’annichilimento culturale contemporaneo, quella che sta stranamente un po’ al margine del dibattito culturale e che non vede dirompenti prese di posizione di schiere di intellettuali: la distruzione della scuola che, nonostante sia sotto gli occhi di tutti, continua impunita.