Posts tagged ‘i mulini a vento’

ottobre 8, 2010

i Mulini @ Frankfurter Buchmesse

Si è svolta oggi a Francoforte un’iniziativa sollecitata dai Mulini a vento, per raccogliere le testimonianze sull’attuale situazione della legge sul prezzo fisso del libro in vari paesi d’Europa e non solo. Riportiamo le dichiarazioni di alcuni degli editori stranieri intervenuti per discutere delle politiche di difesa del prezzo del libro.

Jorge Herralde (Anagrama, Spagna) “Per quanto riguarda il libro, il prezzo fisso rappresenta una diga contro la banalizzazione culturale”. Heralde è stato, insieme ad altri grandi editori spagnoli, oppositore della legge proposta durante l’ultimo governo Aznar, a favore dell’abolizione del prezzo fisso del libro. A Barcellona ha diffuso un manifesto contro la legge scatenando le reazioni della stampa.

Antoine Gallimard (Gallimard, Francia) “In Francia gli effetti benefici della legge sul prezzo fisso del libro sono evidentissimi, sarebbe catastrofico se l’Italia non seguisse l’esempio francese. Inizialmente si è pensato che la legge potesse essere antieconomica, ma i risultati sono stati molto al di sopra delle aspettative e il prezzo dei libri è aumentato meno dell’inflazione. Oramai anche FNAC non applica più nemmeno gli sconti concessi dalla legge. Inoltre la legge ha regolamentato tutte le promozioni, le vendite e le adesioni ai club del libro. In Francia, grazie a questa legge il libro è il primo prodotto dell’industria culturale. E il successo è stato tale che attualmente è in discussione al Senato anche una legge per il prezzo fisso degli ebook”.

Klaus Wagenbach (Wagenbach, Germania) “in Germania la situazione può essere quasi definita idillica perché già da tempo è stata approvata un’ottima legge”.

Liana Levi (Liana Levi, Francia) “Tutti gli editori devono difendere il prezzo fisso, non solo i piccoli”.

Brigitte Bouchard (Les Allusifs, Francia e Canada) “è soprattutto grazie alla legge sul libro che in Francia si riesce a lavorare, mentre in Quebec la situazione è assai critica, le librerie indipendenti sono quasi in via d’estinzione“.

[altri interventi e il comunicato stampa nella sezione comunicati stampa]

luglio 25, 2010

editoria: tutto cambia perché nulla cambi

di Seia Mon­tanelli [Stilos blog – 17 luglio 2010]

Tale dis­ci­plina mira a con­tribuire allo sviluppo del set­tore librario, al sostegno della cre­ativ­ità let­ter­aria, alla pro­mozione del libro e della let­tura, alla dif­fu­sione della cul­tura, alla tutela del plu­ral­ismo dell’informazione.

Così recita il dis­pos­i­tivo della cosid­detta legge sul libro, il ddl 1257, che ha come primo fir­matario il dep­u­tato del Pd Ric­cardo Levi (lo stesso che nel 2007 aveva pro­posto una legge che avrebbe por­tato inevitabil­mente al bavaglio per i blog, e una forte lim­i­tazione della lib­ertà di espres­sione sulla rete); ma esam­i­nando con atten­zione tutti gli arti­coli del dis­egno di legge — approvato con un voto unanime della com­mis­sione Cul­tura riu­nita in sede leg­isla­tiva il 14 luglio scorso, e diretto ora al Sen­ato per la delib­era finale, che prob­a­bil­mente la ren­derà vigente a par­tire dal 1 novem­bre — il det­tato nor­ma­tivo si muove in direzione del tutto opposta a quei prin­cipi cui dice d’ispirarsi: nes­sun sostegno al set­tore librario, né difesa della cul­tura, ma tutela degli inter­essi di parte dei grandi gruppi edi­to­ri­ali, quelli che meno hanno alcun bisogno di tutela, ovvi­a­mente, e che invece ven­gono ulte­ri­or­mente garan­titi dagli sconti sel­vaggi prat­i­cati dalla Gdo (la grande dis­tribuzione, i super­me­r­cati e gli iper­me­r­cati). La legge infatti, fin­gendo di recepire le richi­este di rego­la­men­tazione del set­tore edi­to­ri­ale — da sem­pre un far west per l’assenza di una legge che regoli il prezzo di cop­er­tina e i peri­odi per le cam­pagne pro­mozion­ali, in cui ogni log­ica di mer­cato e di lib­era con­cor­renza salta a favore dei grandi gruppi edi­to­ri­ali e in par­ti­co­lare di quello (Mon­dadori) gestito dalla famiglia del Pre­mier – inter­viene sulla ques­tione del prezzo del libro, ponendo un tetto mas­simo di sconto del 15% e nes­suna lim­i­tazione per gli edi­tori nelle cam­pagne pro­mozion­ali, che restano aperte undici mesi l’anno, per un lasso di tempo non supe­ri­ore a un mese, con l’esclusione di dicem­bre. Le uniche eccezioni riguarder­anno i libri ven­duti durante peri­odi par­ti­co­lari quali man­i­fes­tazioni locali o inter­nazion­ali o acquis­tati on line (in tal caso lo sconto prat­i­cato potrà rag­giun­gere il 20%) e i libri per bib­liofili pub­bli­cati a tiratura lim­i­tata, i libri d’arte, quelli antichi, i volumi di edi­zioni esaurite, quelli usati, i fuori cat­a­l­ogo, e le edi­zioni des­ti­nate a rap­porti asso­cia­tivi oltre a tutti i volumi usciti da oltre venti mesi.

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luglio 25, 2010

una brutta legge

di i mulini a vento

Caro Direttore,

nei prossimi giorni verrà portata alla Camera la nuova legge che disciplinerà il prezzo del libro, ovvero che regolamenterà gli sconti. Siamo sicuri che ben pochi italiani, tediati dalle ricorrenti denunce sullo sconsolante panorama della lettura nel nostro Paese, avrebbero pensato che bastasse regolamentare uno sconto per risolvere tutti i problemi. Invece il legislatore esordisce così: “La presente legge ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri. Tale disciplina mira a contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’informazione.” E dire che sono dieci anni che rincorriamo una legge civile sul libro, e per tutto questo tempo abbiamo avuto la soluzione sotto gli occhi. Già, peccato che a nostro avviso questo cappello introduttivo sia falso, e la legge vada nella direzione contraria a quanto proclama di voler ottenere.

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