Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?

di Sergio Calderale

[Riprendiamo lo scambio tra Davide Vender della libreria Odradek di Roma con BOL.it che alla fine dello scorso mese ha lanciato una campagna sconto del 35% su 10000 titoli, pubblicando un articolo di Sergio Calderale scritto per tropicodellibro.it]

Agosto, legge mia non ti conosco. Verrebbe da parafrasare così l’ironico proverbio dedicato ai mariti vedendo la campagna di sconti al 35% lanciata dal portale Bol.it (Gruppo Mondadori) e pensando contemporaneamente allaLegge Levi. Sconti così alti, qui da noi, non si ricordavano dall’ingresso nel mercato italiano di Amazon.it, che assaltò il campo offrendo i libri, novità incluse, al 40% di sconto. Allora però non esisteva la Legge Levi, che ora regolamenta il prezzo del libro e lo sconto a esso applicabile, sia nelle librerie fisiche sia nel commercio elettronico.

L’introduzione della Legge Levi fu dovuta proprio alla volontà di evitare che giganti internazionali come Amazon si accaparrassero il grosso del mercato a tutto svantaggio della concorrenza e ponendo a repentaglio la sopravvivenza delle piccole librerie e dei piccoli editori, ma naturalmente minando anche i margini dei grandi gruppi editoriali italiani. E senza il malconento di questi ultimi probabilmente la legge non sarebbe arrivata, nonostante «fosse in gestazione da molti anni» come tiene a specificare Alberto Galla, presidente dell’Associazione librai (ALI), cui abbiamo chiesto un parere.

Il dubbio è se questa campagna di Bol.it sia legittima ricordando che la Levi fissa al 15% lo sconto massimo applicabile ai libri, il quale può alzarsi fino al 20/25% oppure divenire libero in casi ben delimitati. Anzi,mal delimitati forse (art. 2, comma 3 e art. 5), dato che una certa vaghezza nella loro formulazione sembra consentire pratiche commerciali che ne aggirano i vincoli. Il libraio Paolo Deganutti parla esplicitamente di «continui aggiramenti e forzature della Levi da parte di tutti i Grandi Gruppi». Ma anche l’Ali si è più volte espressa nella stessa direzione, soprattutto in seguito alle molte segnalazioni di campagne promozionali “sospette” che le librerie associate continuano a far arrivare.

In questo caso specifico uno sconto così elevato potrebbe essere consentito soltanto dall’art. 5 che prevede la sospensione dei limiti di sconto per i seguenti prodotti:

a) libri per bibliofili, intesi come quelli pubblicati a tiratura limitata per un ambito ristretto e di elevata qualita formale e tipografica;
b) libri d’arte, intesi come quelli stampati, anche parzialmente, con metodi artigianali per la riproduzione delle opere artistiche, quelli con illustrazioni eseguite direttamente a mano e quelli che sono rilegati in forma artigianale;
c) libri antichi e di edizioni esaurite;
d) libri usati;
e) libri posti fuori catalogo dall’editore;
f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio;
g) edizioni destinate in via prioritaria ad essere cedute nell’ambito di rapporti associativi.

Alberto Galla, che abbiamo raggiunto telefonicamente, ritiene che il punto f) sarebbe l’unico al quale potrebbe essersi appigliato Bol.it per restare nella legalità. Ci dice anche che l’Ali sta ricevendo molte segnalazioni dalle librerie aderenti in relazione a questa campagna, ma per ora non è in previsione alcuna causa legale per il motivo che l’accertamento delle condizioni previste al punto f) sarebbe molto complicato e la Levi lo demanda alla polizia municipale, complicando le cose. Ulteriore problema è la sanzione soltanto amministrativa prevista in caso di violazione, che vista la sua esiguità pecuniaria «anche laddove fosse comminata potrebbe essere un rischio che si può correre» potendo perfino configurarsi da parte del trasgressore come un «investimento di marketing».

Sarebbe invece a suo dire «molto grave se ci fosse malafede» perché pazienza se chi può si infila nelle «sbavature» della legge (e ci dice che finora lo hanno fatto in molti, comprese librerie fisiche), ma che almeno lo faccia «nei limiti della correttezza». Le perplessità riguardano anche i vantaggi che queste campagne alla fine portano a chi le lancia: secondo Galla esse hanno «risultati limitati» poiché ritiene «un’illusione pensare che scontare in questo modo i libri porti più vendite».

I librai “indipendenti” sono i primi a essere danneggiati commercialmente da simili campagne che non potrebbero permettersi di attuare nemmeno volendo. Abbiamo chiesto a Davide Vender, titolare della libreria Odradek di Roma, cosa pensi della campagna in questione. Anche Vender non sembra convinto della sua legittimità, per cui ha telefonato al numero verde di Bol.it, dal quale è stato sollecitato a mandare una mail. Eccone il testo, che siamo stati autorizzati a pubblicare:

«Formalizzo la richiesta di informazioni dopo un primo contatto telefonico con voi. Come mai praticate il 35% di sconto su 10.000 titoli. Sto raccogliendo una corposa documentazione e per praticità farò riferimento ad un solo titolo: I Privilegiati di Jonathan Dee (Neri Pozza). Il titolo in questione è regolarmente distribuito nei magazzini e non è stato tolto dal mercato. Lo stesso titolo in edizione tascabile, che verrà pubblicato dall’editore Beat a 9 euro, sarà disponibile come novità soltanto a settembre. Secondo me quello che state facendo non è in conformità con la Legge Levi. Ma questo lo vedremo in altre sedi.»

Ma al di là della letteralità della norma, la questione secondo Galla è che, anche se la campagna di Bol.it si infilasse nelle maglie larghe della legge risultando legittima, «così non andiamo da nessuna parte».

Aggiornamento del 4 agosto 2012

Alla mail della libreria Odradek che invocava spiegazioni è seguita questa risposta di Bol:

«Buongiorno sig. Vender,
analogamente a quanto accade su altri negozi on line, la nostra sezione “Grandi affari in libreria” propone uno sconto superiore al 15% su numerosi titoli in giacenza a magazzino, nel rispetto della legge Levi.
Per maggiore chiarezza abbiamo aggiunto nella pagina della promozione un box che esplicita i “termini e condizioni” e recita:
I libri di questa sezione sono scontati al 35%. Gli sconti superiori al 15% sono applicati in ottemperanza all’art. 2, comma 5, lettera f della Legge n. 128/11 del 27 luglio 2011 che disciplina il prezzo dei libri. I titoli di questa sezione sono disponibili a magazzino in quantità limitata.
In particolare il titolo che lei richiama ha data di pubblicazione 18/11/2010 e ha dunque più di venti mesi di vita, uno dei requisiti previsti dalla legge nell’articolo citato.»

Non soddisfatto della risposta, parlandone con noi di Tropico del Libro la libreria ha deciso di chiedere ulteriori spiegazioni a Bol:

«Buongiorno,
vi ringrazio della cortese e sollecita risposta ma vi devo ricordare che il punto f) dell’art. 5 della Legge Levi richiede due requisiti per liberare lo sconto da qualsiasi vincolo. Lo ricopio:
f) libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio;
quindi, assodati i 20 mesi di vita dei libri, vi domando se anche l’altro requisito richiesto simultaneamente, e cioè: “dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio” si possa dire vero per tutti i titoli che avete posto in promozione.»

La seguente risposta di Bol (inviata il 2 agosto) è sembrata a quel punto animata da meno certezze:

«Gentile Sig. Vender,
in riferimento alla tua e-mail, abbiamo inoltrato la richiesta al reparto competente che sta effettuando le verifiche necessarie.
Restiamo a tua disposizione all’indirizzo [omissis] per qualsiasi informazione ti sia necessaria.»

Attendiamo, insieme a Odradek, l’ulteriore chiarimento del “reparto competente”.

 

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One Comment to “Bol.it fa “levitare” lo sconto al 35%: che ne dicono librai e presidente dell’Ali?”

  1. ma è possibile acquistare anche libri scolastici con lo socnto del 35%?

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