considerazioni a più voci inerente alla legge sul libro che torna alla Camera

[Di seguito la lettera di un gruppo di aderenti a liberilibrai e le risposte di Ginevra Bompiani (nottetempo) e di Gaspare Bona (Instar Libri)]

Piacenza 11-03-2011. Qualcuno disse “meglio una brutta legge che nessuna legge…” ora la brutta legge è in arrivo!! Pazientate ancora qualche settimana. Qualche altro esulta…abbiamo ottenuto qualcosa aderendo all’alzata di scudi dei “mulini a vento”!! certo!! Anche se molto, molto… poco! (e scusate a favore di chi…non certo delle piccole librerie… con 4 mesi di promozione!!!) Era meglio ridurre i prezzi, ridurre gli sconti,è possibile che un libro dal costo di stampa di 1 euro sia venduto a 20 si, perchè l’editore deve dare il 50% alla grande distribuzione… vedete un po’ voi! C’è anche chi risponde : abbiamo ottenuto un po’di vento per far girar le pale a singhiozzo… e questa è un’altra opinione che non può essere contestata… Qualche altro suggerisce… non è che qualcuno volesse cavalcare il temporale che sta addensandosi nel nostro settore… e farsi bello con una folata di vento!! Questa è un’altra interpretazione anche se un po’ forte: c’è sempre hi ha la puzza sotto il naso!! I più sensibili… vogliono ringraziare i nostri morti, intendo le librerie scomparse, e sono state diverse in questi ultimi mesi, mi vengono in mente… no,non voglio dirlo, un senso di colpa mi pervade, tutti dobbiamo sentirci in colpa, ma prima dovremo dimostrare che il loro sacrificio è servito per la nostra causa! Ora penso ai moribondi… che sono tutte le altre librerie indipendenti, sperando nel frattempo… in qualche altra crociata con meno vento e… più tempesta, forse ne salveremo qualcuno!!! O come dice il cinico “carbonaro” chi muore giace e chi vive… si darà… pace. Avevamo la legge tedesca, forse potevamo copiarla… no! Avevamo la legge francese fatta, confezionata e rodata oramai da 30 anni… no,non fa per noi… noi,vogliamo la legge all’italiana,noi discendenti degli antichi romani, …, noi eredi di Cicerone… e poi…, anche Cavour ha avuto bisogno di un migliaio di morti per sedersi al famoso tavolo,quindi anche se perderemo qualche centinaio di librai indipendenti non se ne accorgerà nessuno e questa legge non fermerà certo la mattanza!… Ma vorrei anche precisare: i lettori pensano che i librai vogliano difendere i loro privilegi con questa legge! Non è proprio così noi vorremmo la riduzione del prezzo del libro riducendo i margini di sconto a noi e alla grande distribuzione; interviene ancora il CARBONARO: quante volte ho detto che la riduzione del prezzo del libro non interessa nemmeno alle associazione dei consumatori… Loro hanno bisogno di dimostrare che ottengono gli sconti indipendentemente se per ottenerli gli editori devono raddoppiare il prezzo di vendita; il carbonaro interviene nuovamente sull’ultima legge: ma è possibile una promozione di 120 giorni anche se divisi in due periodi? È quello che siamo riusciti a ottenere con l’armata… dei “mulini a vento” la promozione da undici mesi è stata portata a 4… cosa volete di più?Ma gli estensori della legge non hanno pensato alla differenziazione di sconti tra le librerie indipendenti e la grande distribuzione? Ma hanno pensato di ascoltare veramente le librerie indipendenti… e chi sono queste librerie indipendenti? Mi viene il dubbio sulla nostra identità: ci siamo chiamati “liberilibrai” pensavamo di essere indipendenti… addirittura credevamo di essere i soli librai indipendenti. Ma non sarebbe meglio ridurre a tutti gli sconti riducendo pure il prezzo dei libri a favore dei consumatori? Sono opinioni che lasciano il tempo che trovano e non interessano nessuno, ci siamo stancati di ripeterlo: sempre la stessa solfa e… il solito silenzio assordante!! Un amico del carbonaro interviene : noi continuiamo a sparare bordate a destra e a manca ma cosa abbiamo ottenuto ? Ormai saremo invisi a tutti! Hai perfettamente ragione… ma la puzza sotto il naso noi non l’abbiamo… e chissà che non si riesca a convincere i nostri colleghi che se non si daranno una mossa invece di bordate potremo solo recitare un requiem…

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Cari liberilibrai,

Ci aspettavamo molti e diversi commenti, ma forse non proprio, e quasi solo, critiche da ogni punto di vista.

Addirittura il sospetto che ci siamo fatti belli… Andiamo!

Siamo partiti in sei, tre anni fa, siamo arrivati in centinaia meno uno. Ma la battaglia vera e propria, con il vostro sostegno, l’abbiamo combattutta noi cinque con tutta la fatica, il tempo, l’energia, le ripercussioni, le vendette, gli insulti, le ingiurie che comportava.

La prossima battaglia la lasciamo a voi, con la speranza che otteniate di più.

E noi vi promettiamo che, se non ce la farete, non ce la prenderemo con voi ma con chi vuole una non-legge ed è pronto a mettere tutto il peso del suo potere per ottenerla (a cominciare dal presidente del consiglio, naturalmente). E vi promettiamo anche che, a differenza di voi, quando vi sarete battuti per noi, qualsiasi risultato abbiate ottenuto, vi diremo grazie.

(Ginevra Bompiani per nottetempo dei mulini a vento)

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Cari liberilibrai,

dalla vostra lettera sembra quasi che la legge sia così perché così l’abbiamo voluta noi. La battaglia che abbiamo condotto con il sostegno di centinaia di librai ed editori indipendenti ha portato degli innegabili miglioramenti a quello che era un progetto di legge devastante. Siamo riusciti a mettere un tetto agli sconti delle promozioni, che prima non c’era. Abbiamo ottenuto che le promozioni non siano ripetibili nell’arco dell’anno (invece di 4 campagne Oscar Mondadori ce ne potrà essere una sola), abbiamo ottenuto che lo sconto massimo per le vendite on line sia uguale a quello delle librerie. Abbiamo ottenuto che fra un anno la legge possa essere rivista e ridiscussa. Anche noi avremmo voluto molto di più e di meglio, ma non era realizzabile in questo momento e in queste condizioni. La vera vittoria, quella che ci fa ben sperare, è un’altra: abbiamo dimostrato che tutti insieme ci si può far ascoltare e valere, e che non dobbiamo sempre e solo soggiacere e lamentarci e “sparare bordate” che non sortiscono alcun effetto.

I mulini a vento, su cui tanto ironizzate, ritengono che questa sia solo una prima tappa di un lungo percorso che speriamo sfoci prima o poi in una legge alla francese o alla tedesca. Credete di essere solo voi a volerla?

Credete che non la chiediamo in continuazione a gran voce? Credete che non ci addolori vedere librai ed editori indipendenti chiudere o essere fagocitati dai grandi gruppi? Credete che non siamo consapevoli di tutti gli argomenti così sgradevolmente elencati nella vostra lettera (quasi fossero colpa nostra)?

(Gaspare Bona per Instar Libri dei Mulini a vento)

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3 commenti to “considerazioni a più voci inerente alla legge sul libro che torna alla Camera”

  1. Cara Ginevra, cari LIberlIbrai, credete che questa discussione faccia bene alla nostra causa? Credete che un risultato si possa solo contestare e non essere invece il punto di partenza per altre occasioni di riscatto? Credo che questo è il momento di essere ancora più uniti. Ma capisco che è difficile, complicato.
    Buona vita a noi tutti.

  2. Ha ragione Alina Laruccia e la via per essere più uniti (e vincenti) oggi, si chiama software. Scrittura, by the way.

  3. Ah Cari miei ! Una volta bastava dire LIBRERIA,…. basta scorrere l’elenco dei nomi delle librerie per scoprire la risposta a tante domande….che illusione, il libraio è una cosa seria.
    Buona pace a tutti.

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