un compromesso positivo

di Vincenzo Vita

Nel 1981 il compianto Paolo Murialdi commentò l’approvazione della riforma dell’editoria come “un compromesso positivo”. Si possono usare le stesse parole per “la nuova disciplina del prezzo dei libri”, testo varato finalmente in seconda lettura dall’aula del Senato e ora in dirittura d’arrivo per l’approvazione finale alla Camera dei deputati. Lì iniziò l’iter del ddl che ha come primo firmatario Ricky Levi.

L’articolato è cambiato, sicuramente in meglio, nella discussione parlamentare. Infatti, si rende il limite del 15% di sconto valido anche per le vendite online, si contiene al 25% la riduzione del prezzo per le promozioni, che possono avvenire attraverso campagne distinte tra di loro e di durata non superiore a un mese. Con l’esclusione del mese di dicembre.

Il governo tra un anno dovrà relazionare in Parlamento sugli effetti della legge.

Regolamentare la delicata vicenda degli sconti era necessario, data la situazione di interregno dovuta all’abrogazione nel 2006 delle norme del 2001.

Il risultato è un buon punto di equilibrio tra le esigenze del mercato e la doverosa necessità di tutelare le strutture medie e piccole dal dumping delle grandi catene commerciali.
Il libro non è una merce come le altre e non può essere lasciato a una concorrenza selvaggia basata sull’arma degli sconti. Laddove vige il liberismo assoluto, vedi la Gran Bretagna, le vendite tendono a diminuire. La Francia applica il 5%, Spagna e Grecia il 15%. E’ stato immaginato, quindi, un punto di equilibrio anche per l’Italia. Del resto, le librerie indipendenti sono a rischio di chiusura, come soffrono le case editrici non legate ai principali trust di settore.
Se il testo è migliorato, lo si deve molto al lavoro svolto attraverso il blog “leggesulprezzodellibro.wordpress.com”, che ha rimesso in discussione uno schema più arretrato raggiunto in precedenza.

Naturalmente, non è la vera riforma del sistema dell’editoria. L’innovazione tecnologica, la stagione digitale, l’e-book ci impongono di riprendere il cammino della riforma con gli occhi aperti al futuro. Senza pregiudizi e senza tabù, ma con la volontà di considerare il libro la parte profonda della mente di ognuno di noi.

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2 commenti to “un compromesso positivo”

  1. “Laddove vige il liberismo assoluto, vedi la Gran Bretagna, le vendite tendono a diminuire”. Ammazza ‘sta frase. Ma non dicevate che tutte le librerie indipendenti hanno chiuso e la piccola editoria è scomparsa? Solo “tendono a diminuire”?

  2. Eppoi: le vendite aumentano, le vendite diminuiscono. Non è proprio questo il criterio da combattere per una editoria di qualità? Ancora: il “liberismo assoluto” è un sogno, perché è sempre una legge che impone il prezzo di copertina, e le promozioni drogate lo tengono ad un livello innaturalmente alto, con i noti effetti. Insomma, se uno prende questo articolo parola per parola gli può fare uno scorticamento ottomano.

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