liberilibrai a Cantù

3 febbraio 2011

Cari colleghi
Invio questa informativa per comunicarvi che in questa ultima settimana abbiamo fidelizzato un notevole numero di nuovi aderenti. Tale risultato può essere interpretato positivamente da una parte certo, ma dall’altra potrebbe significare che la situazione sta volgendo al peggio per cui voglio sperare che si senta maggiormente la necessità di unirsi e far fronte comune contro lo strapotere editoriale, quello della grande distribuzione e quello delle associazioni di categoria che invece di contrastare, pare favoriscano questa situazione. Per quanto mi riguarda, sostengo la necessità di adesioni numerose per poter contare, non dico di arrivare a ciò che è capitato a Tunisi in questi ultimi tempi, ma per la nostra categoria si profila la stessa situazione. La legge sul libro che attendiamo da quasi 30 anni credo sia volutamente molto lontana ed è un problema che probabilmente non interessa a nessuno anche perché siamo quattro gatti, non scendiamo in piazza e soprattutto siamo pecore, inoltre l’eliminazione delle nostre botteghe favorirà quell’ignoranza molto più governabile della competenza che si acquisisce con la diffusione del sapere.

Telefonando ad un collega del centro Italia,alla domanda sulla situazione, risponde: mi vergogno di dirlo ma mi sono venduto! Benché perplesso, chiedo il motivo: si,mi dice, non riuscivo più a sopravvivere; ho messo a disposizione i miei due negozi di libreria ad un grande gruppo editoriale con l’unico impegno da parte mia di acquistare qualunque tipo di libro esclusivamente dal gruppo. Tali libri mi vengono forniti in conto vendita con uno sconto superiore a quanto riuscivo ad avere direttamente dalle case editrice e non solo, ma l’invenduto lo posso rendere regolarmente, in sintesi, l’unico costo sostenuto è l’affitto del negozio e il costo della mia attività:è vero sono un omologato,non sono più indipendente,ma il rischio mi si è azzerato e con questo sistema vivo ancora qualche anno sperando nel contempo di esaurire il monte merci che ho ancora in negozio dopodiché… vedremo, anche se il timore della fine delle librerie è sempre più prossimo; i libri che ricevo, sono in conto vendita pagamento a 6 mesi con diritto di resa integrale… meglio di così non si può sperare;devo convenire personalmente che il collega sta salvando il salvabile. Altra esperienza che vorrei parteciparvi e suggerire a chi ha problemi editoriali: con un editore alquanto problematico e le cui consegne necessitano di lunghi periodi di tempo per il trasporto, che le rese vengono sempre contestate, si profila la convenienza di acquistare tutto su on line, ho provveduto all’acquisto on line di un certo numero di volumi: sc 30% consegna 24 ore senza aggravio di ulteriori spese: mi direte che favorisco la grande distribuzione, certamente, ma l’imbecillità degli editori che forniscono queste concentrazioni almeno è evidenziata; invece di costituire un consorzio di acquisto con tutti gli oneri annessi e connessi, forse conviene rivolgersi a questi grandi distributori ! Stiamo trattando per eventuali acquisti cumulativi di gruppo. Da parte di un cliente mi viene richiesto il volume “L’ospite inquietante” trovo il volume su IBS sotto evidenziato in azzurro “disponibile su ebook” bene caro editore ti abbiamo aiutato a fare i soldi ora siamo rimasti tappabuchi!Non sarà certo una novità per voi, ma per me che sono meno attento mi sembra logico porre una domanda anticipata al collega “Il carbonaro” che schietto e pronto come è sempre mi sciorina…

Questa situazione è stata creata da noi, dal nostro menefreghismo, forse l’ho già ripetuto troppe volte e troppe volte insisto con queste chiacchiere con l’unica speranza che possano trasformarsi in azioni fattive e solo noi dobbiamo riuscire a venirne fuori ma ancora, molti, forse troppi, non hanno capito che ci rimane poco tempo, non hanno capito che l’individualismo ha le ore contate e questo sarà un ’anno terribile per la categoria,la chiusura di librerie si susseguono,mentre le aperture riguardano solo coloro che si illudono tramite un franchising di guadagnare qualche soldo :solo illusioni!. Mi permetto a monito di quanto dico di pubblicare una a mail di un collega proprietario di una storica libreria che pensa di gettare la spugna, la pubblico sperando che anche voi possiate sentirne il peso e la colpa….anche se penso che molti non diano l’attenzione necessaria, ma il momento arriverà per tutti se non ci ribelliamo, pensate solo se tutte le librerie capissero questa necessità se tutte le librerie – siamo oltre 2000 – scambiassero le informazioni pubblicizzando a vetrina o tramite gli e-mail alla clientela come la politica e le lobby operano nel nostro campo se riuscissimo a coinvolgere gli amanti del libro, i nostri clienti, che sono certo capiscono più di noi questa necessità perché alla fine saranno loro a rimetterci saranno loro che saranno omologati anche se in modo inconsapevole come lo siamo stati noi: non esiste più etica non esiste buon senso impera soltanto il potere economico e la legge del più forte. Questi grandi editori che hanno sempre fatto il loro comodo con l’arroganza del potere di contrattazione che hanno costruito catene distributive selezionando chi deve vivere o morire verrà anche per loro il “redde rationem” e purtroppo dalla loro parte ci siamo noi come dice il “carbonaro” pecore omologate che non sappiamo fare che tante chiacchiere!! E questo valga anche per molti rappresentanti editoriali che i nostri editori stanno decimando non capendo l’insostituibile necessità che il loro lavoro porta particolarmente alle librerie indipendenti,che permette di comparare le varie realtà librarie svegliando i dormienti con suggerimenti operativi! Ma per oggi finisco di tediarvi rimandando alla prossima riunione del consiglio operativo di LIBERILIBRAI del 6 marzo 2011 da cui speriamo si possa organizzare qualcosa di positivo. Chi ha qualche suggerimento da dare comunque può sempre scrivere o telefonare al 0523 338474

grazie
romano gobbi

Di seguito pubblico la lettera di Roberto e il commento di Giancarlo Montorfano [ndr. immagine in apice] sulla stampa di Cantù che anche se un pò tardi ha evidenziato i motivi della scomparsa delle nostre librerie.

01 Febbraio 2011
Gentile Sig. Romano,

le ho scritto una e-mail di sfogo prima di Natale per denunciare la nostra situazione di difficoltà.

Ci siamo sentiti per telefono e ci ha manifestato la sua vicinanza. Mi ha fatto immensamente piacere.
E per questo, solo per renderla partecipe, come le preannunciavo nella scorsa e-mail, le comunico che la nostra libreria, con nostro profondo dispiacere e rammarico, si spegnerà nel prossimo mese di Marzo, non avendo trovato alternative valide.

Sempre più convinto della sua determinazione a difendere chi, come noi, è costretto a rinunciare a una passione, incapace di contrastare il “pazzo” mercato del libro. Sicuro delle possibilità della vostra associazione, auguro con tutto il cuore a Lei e a tutti coloro che si impegnano con determinazione in questo difficile compito, un grande successo.

Non faremo in tempo a godere dei frutti di questa mobilitazione, ma saremo felici di constatarne i buoni risultati, per chi resterà.

Solo per renderla partecipe.

La saluto cordialmente e la ringrazio per la sua vicinanza.

Roberto

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