lettera di inizio anno

Cari amici editori, librai e lettori,

scusateci se durante le feste non vi abbiamo dato notizie. È un momento molto delicato, perché tutti sono in vacanza, ghiotti e distratti. Ora ci affrettiamo a farlo prima che gli eventi ci colgano alla sprovvista. Prima di partire avevamo scritto una lettera a Marco Polillo, presidente dell’AIE, che qui di seguito pubblichiamo.

Caro Polillo,

ci ha fatto molto piacere partecipare alla recente Assemblea straordinaria dell’AIE (venendo così incontro alla sua specifica richiesta, avanzata più volte, di discutere alcuni argomenti, e in particolare la disciplina del prezzo dei libri, in seno all’Associazione).
In particolare ci ha fatto molto piacere sapere che uno dei punti nodali del dibattito degli ultimi mesi, vale a dire la preoccupazione di un vastissimo gruppo di editori circa la ripetibilità delle campagne promozionali che eccedano il limite imposto dal testo Levi, sia solo frutto di un malinteso, e che il testo Levi intende effettivamente limitare a (nelle sue parole all’Assemblea) “trenta giorni l’anno, non ripetibili” le campagne promozionali che eccedano il limite del 15%.
Ci auguriamo dunque che (ora che è certo che il Parlamento potrà continuare i lavori senza l’interruzione dovuta alla ipotizzata caduta del Governo) si proceda al più presto ad apportare quelle modifiche esclusivamente chiarificatrici del testo per far sì che questo non possa più essere causa di malintesi, e venga dunque specificamente espresso che le promozioni eccedenti il tetto massimo del 15% possano essere fatte solo per un massimo di trenta giorni l’anno, non ripetibili. (E se ci sono stati malintesi fra persone che di parole se ne intendono tanto da averle rese il loro mestiere, vuol dire che queste chiarificazioni sono necessarie.)
Riteniamo altresì necessario chiarire, laddove il testo risultasse non perfettamente chiaro, un altro punto su cui peraltro tutti i presenti all’Assemblea del 13 dicembre, incluso il Presidente, erano concordi, ovverosia che gli editori sono tenuti a proporre le proprie campagne promozionali contemponeaneamente a tutte le librerie: questo, come è noto, al fine di evitare che singole librerie o singole catene possano proporre in vendita libri con uno sconto eccedente il tetto fissato e che non siano frutto di una proposta dell’editore a tutti i soggetti operanti sul mercato.
L’altro punto da chiarire è se si preferisce un tetto del 30% o del 33% durante le campagne. In sede di Assemblea, lei ha espresso come motivazione alla preferibilità del 33% proprio ciò che la gran parte degli editori, e il Legislatore stesso, pone come motivazione di senso opposto: lei ha detto che con il 33% si rende più facilmente praticabile quel tipo di promozione assai frequente in altri ambiti commerciali, e specialmente nei supermercati, comunemente denominata “3×2” o “paghi due prendi tre”. Ma non è proprio questo il motivo per cui sarebbe una scelta scellerata? Il principio fondamentale che muove il Legislatore, e tutti noi editori (grandi, medi, piccoli; indipendenti o gruppi), ma anche librai, intellettuali, e tutti i soggetti interessati alle sorti del libro non è proprio di evitare che il libro venga messo sullo stesso piano di un qualsiasi altro prodotto commerciale?, evitare che venga quindi svenduto con una logica, appunto da supermercato?, che ne venga invece sancito anche per legge l’alto valore culturale?, che la legge eviti insomma che, per dirla con una metafora abusata quanto efficace, il libro venga posto alla stregua di una saponetta o di una scatoletta di tonno? La invitiamo a riflettere su questo aspetto: tre punti percentuali potrebbero essere un piccolo passo per gli editori, ma un grande passo per l’editoria, e per la cultura tutta.
Ultimo punto da chiarire è quello relativo all’ambito delle campagne promozionali, ossia se il limite per legge intenda “una campagna di massimo trenta giorni l’anno, irripetibili” per editore o per collana editoriale. Ora, al di là delle condivisibili ragioni espresse con chiarezza da alcuni di noi durante la recente Assemblea (una enormemente maggior difficoltà di controllo e sanzione nel caso di collane, i cui limiti sono piuttosto porosi e facilmente modificabili in corso d’opera; la possibilità che, avendo ogni editore, anche i più piccoli, molte collane, perduri lo stato di perenne campagna promozionale, ecc.) un argomento ci sembra assai convincente, anzi dirimente: se sulla questione della ripetibilità o meno della campagna può esserci stato un malinteso dovuto a una mancata chiarezza del testo Levi, quest’ultimo si esprime invece in maniera assolutamente chiara su tale argomento, parlando esclusivamente di “editori” e non di “collane”. Per cui non crediamo sia possibile né (soprattutto) utile a questo punto iniziare tutto un nuovo iter legislativo per modificare il testo: infatti se per la non ripetibilità dei trenta giorni si tratta di chiarire il testo, qui si tratterebbe di modificarlo, e sarebbe un disastro dover mettere nuovamente mano al testo.
Certi di essere ormai a un passo dalla conclusione di questo lungo dibattito sulla disciplina del prezzo del libro (e che si possa, una volta entrato in vigore questo testo, passare a discutere insieme di una più ampia legge sul libro), le chiediamo di far conoscere al più presto a tutti i soci AIE la posizione del Presidente, e dell’Associazione tutta, sulla materia, rispondendo puntualmente a quanto sopra espresso.
Con i nostri migliori auguri per le imminenti festività, le porgiamo cordiali saluti,

I Mulini a vento

A questa lettera non abbiamo avuto risposta. Ma, incurante delle feste, l’Onorevole Ricardo Levi (responsabile della legge sul prezzo del libro, che da mesi ci battiamo per migliorare), ha parlato con il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. E’ lui, infatti, che tiene ferma la legge, non concedendo la ‘deliberante’, generalmente concessa alle leggi che vengono approvate all’unanimità in Commissione.

Levi ha convinto il Ministro Romani, che si dichiara ‘liberista’, ad accettare che le vendite online avessero un tetto di sconto del 20% e a riformulare l’articolo 2 della legge (qui l’iter degli emendamenti) in modo tale che ogni editore sia libero di fare undici mesi di campagne, ciascuna di un massimo di trenta giorni, ‘non ripetibile in quanto tale’. Il che significa che siamo tornati al punto di partenza, con un cavillo in più: un editore potrà cioè promuovere una stessa collana quattro o cinque volte (come ha fatto per esempio quest’anno Mondadori con gli Oscar), a patto di cambiare nome alla campagna promozionale.

A noi sembra che più che una risposta indiretta alla nostra lettera, questa sia una beffa diretta alle nostre legittime richieste. E, ancora una volta, un inchino e un omaggio ai desideri dei grandi gruppi editoriali. Possiamo solo augurarci che la Commissione del Senato mostri ancora una volta la propria indipendenza.

I Mulini a Vento

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2 Responses to “lettera di inizio anno”

  1. Non ci sono parole adeguate per commentare.
    Ero a Perugia e ho sentito le argomentazioni di Levi, per cui credo dovremo ora esprimere ancora più a gran voce il nostro malessere.
    Qui in Puglia durante il Natale è stato vergognoso assistere nei supermercati al 3X2, 3 libri della Clerici per pagarne solo 2.
    E non solo quelli della Clerici.
    Speriamo davvero che al Senato ci sia un presa di responsabilità che a Perugia per voce del senatore Asciutti sembrava data per scontata.
    Non dobbiamo scoraggiarci. Se crediamo davvero nel nostro lavoro dobbiamo andare avanti.
    Grazie.
    Alina Laruccia, Libreria Eleutera Turi (BA), LIbreria Indipendente.

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