la ragione del più forte

di Ginevra Bompiani

Mi dispiace di leggere il nome di Cesare De Michelis in testa a un articolo sul Domenicale del Sole 24 ore, che ‘dileggia’ l’editore e scrittore André Schiffrin, di cui Voland ha appena pubblicato Il denaro e le parole. E mi sorprende che un intellettuale come lui (che dirige da anni la fortunata casa editrice Marsilio) scriva non tanto un articolo o un libello, quanto un volantino che poteva fare a meno di firma.

De Michelis accusa Schiffrin di essere ‘un detrattore’ del capitalismo e delle leggi del mercato, un furbacchione che vende sovrapprezzo alla Random House la sua prima casa editrice (Pantheon Books) e un parassita che vorrebbe contendere allo Stato i soldi che dà al cinema e allo spettacolo per darne un po’ all’editoria indipendente (già, perché no?). Lo considera ‘patetico’ e portatore di istanze ‘inutili e inopportune’.

Come mai De Michelis, invece di critiche rispettose usa il dileggio e il sogghigno (fa quel che in Inglese si chiama ‘sneering)?

Un’ipotesi: André Schiffrin difende l’indipendenza dell’editoria, della libreria, della cultura, come quei rompiscatole degli editori e librai indipendenti che stanno impedendo ai quattro gruppi editoriali (fra i quali la RCS a cui, ahimè, la Marsilio ormai appartiene) e alle loro distribuzioni e catene librarie, di farsi una legge ‘ad hoc’, che li difenda dalla Grande Distribuzione e da Amazon.

Ma perché le leggi del libero mercato, cui i piccoli editori dovrebbero sottomettersi senza fiatare, non vanno più bene quando si arriva ad Amazon e ai supermercati? Perché gli editori che vogliono allargare la protezione della legge a tutta l’editoria e libreria indipendente avanzerebbero pretese ridicole e inopportune, quando le stesse, purché strettamente dirette a proteggere le grosse filiere editoriali, sono legittime e urgenti?

La raison du plus fort est toujours la meilleure, / Nous allons le montrer tout-à-l’heure… (Jean de la Fontaine).

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4 Responses to “la ragione del più forte”

  1. L’amarezza con cui leggo questo articolo non ha confini.
    Noi ” piccole librerie rompiscatole” non abbiamo più speranza, vero?
    I grandi hanno deciso, e come accade spesso tra gli umani, i grandi decidono, anche per i bambini.
    Faccio fatica a capire se vale ancora la pena, resistere… Va bene, Buone feste a tutti.
    Alina Laruccia, Libreria Eleutera Turi(BA)

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