il documento del 12 ottobre

Roma, 12 Ottobre 2010

Onorevoli Senatori,

Ringraziamo la commissione cultura del Senato per la sensibilità e la disponibilità dimostrate nel voler ascoltare tutte le voci dell’editoria, compresa quella dell’editoria indipendente e di centinaia di librai che hanno aderito al nostro appello.
La legge sul prezzo del libro attualmente in discussione al Senato, pur essendo stata elaborata nell’interesse del libro e della cultura, a nostro avviso non tiene conto della posizione dei librai e degli editori indipendenti, che rappresentano una realtà economica notevole (le case editrici attive in Italia, che hanno una presenza diffusa e stabile nelle librerie del territorio nazionale, sono circa 1600, secondo gli ultimi dati diffusi dall’AIE).

Questa legge pone un tetto del 15% allo sconto sul prezzo del libro, ma smentisce il proprio assunto rendendo possibili le campagne di promozione in libreria per 11 mesi l’anno.

Come hanno ribadito in un incontro organizzato durante l’ultima Fiera di Francoforte, i grandi editori Jorge Herralde (Spagna), Antoine Gallimard (Francia) e Klaus Wagenbach (Germania), la legge sul prezzo fisso del libro rappresenta una diga contro la banalizzazione culturale e i suoi effetti benefici sono così evidenti che sarebbe catastrofico se l’Italia non seguisse l’esempio di tante nazioni europee, dove la legge non prevede sconti superiori al 5%. Questa restrizione ha salvato imprese di piccole e medie dimensioni dalla chiusura. In Inghilterra, dove il prezzo del libro è stato liberalizzato, solo quest’anno hanno chiuso 102 librerie, mentre l’anno scorso hanno interrotto le attività una libreria su dieci, al ritmo di tre alla settimana.

Siamo convinti che la legge sul prezzo del libro nella sua versione attuale, determinerebbe il fallimento e la chiusura di tante case editrici e librerie indipendenti, con gravi conseguenze per la bibliodiversità e la qualità culturale. Per di più darebbe ufficialità e permanenza alla trasformazione della vendita del libro in una corsa agli sconti riducendo l’offerta a libri con alta tiratura. In questo scenario, i lettori sono invogliati a scegliere lo sconto piuttosto che il libro.

Richiamiamo l’attenzione degli Onorevoli Senatori sulla diversità di sconto di cui godono le librerie di catena e le librerie indipendenti nei loro accordi con gli editori; e sulla differenza di margine di guadagno che comporta un’alta tiratura rispetto a una tiratura bassa o media. Una politica di sconti non è alla portata né dell’editoria di ricerca né della libreria che punta al rapporto tra il libro e il lettore.

Pur rendendo omaggio allo sforzo che per tanti anni ha impegnato l’On. Ricardo Levi, l’AIE e l’ALI nella discussione di una legge di ‘compromesso’ con i grandi gruppi, proprietari di catene di distribuzione e librerie, noi editori e librai indipendenti siamo convinti che il ‘compromesso’ raggiunto sia una via cieca, senza futuro. Nei paesi europei dove la legge viene applicata con rigore, il numero dei lettori è addirittura aumentato e il prezzo dei libri è cresciuto meno dell’inflazione, così che anche l’interesse del cittadino, economico e culturale, è stato perseguito con efficacia.

Per queste ragioni, una legge sul prezzo del libro è una necessità per tutti, grandi e piccoli editori, grandi e piccoli librai, purché cambi sostanzialmente lo stato delle cose, attualmente caotico e compulsivo, ponendo argini rigorosi a sconti e promozioni.

A nostro avviso, i punti che non soddisfano questa condizione sono:
– mancanza di distinzione fra novità e catalogo
– lo sconto del 15%, molto superiore a quello concesso dalle altre leggi europee
– undici mesi di promozione l’anno, senza limite di sconto
– l’assenza di un vero e proprio meccanismo di controllo e di sanzioni.

Ci rendiamo conto, tuttavia, della necessità di conciliare le posizioni di tutte le parti in causa e in questa prospettiva siamo disposti, al momento, a concentrare le nostre richieste su un elemento particolarmente nefasto.

Chiediamo perciò, con la forza di centinaia di adesioni di editori e librai e l’urgenza di una necessità vitale, che la legge limiti a due promozioni non consecutive l’anno della durata massima di trenta giorni ciascuna per ciascun editore, con l’esclusione di dicembre e con un tetto massimo del 30% di sconto al pubblico. Sarebbe preferibile che le promozioni avvenissero in periodi dell’anno predeterminati. Chiediamo altresì che ogni infrazione sia efficacemente controllata e sanzionata da un organismo apposito.
Con osservanza,

Alessandro Alessandroni, Libreria Altroquando, Roma
Ginevra Bompiani, direttore editoriale e a.d. di edizioni nottetempo,
Marco Cassini, editore e direttore commerciale di minimum fax
Daniela Di Sora, presidente di Voland edizioni
Carmine Donzelli, a.d. e direttore editoriale di Carmine Donzelli editore
Mattia Formenton, a.d. de Il Saggiatore
Domenico Pellicanò, Presidente delle Librerie Coop
Rocco Pinto, presidente ALI Piemonte, Libreria Torre di Abele, Torino
Antonio Sellerio, Edizioni Sellerio
Anna Susy Molino, Presidente di FIDARE (Federazione Italiana degli Editori Indipendenti)

[l’immagine in apice viene da qui]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: