cari colleghi librai

di Cristina Giussani [mare di carta – libreria nautica internazionale Venezia]

la settimana scorsa abbiamo incontrato Riccardo Levi a Treviso: ci ha spiegato che questa è la miglior legge possibile in un paese come il nostro; che è stata scritta con l’avvallo di tutte le categorie; che è bene approvarla, tanto poi si può modificarla.

Sul momento mi aveva, non dico convinta, ma almeno fatto riflettere.

Poi ho ragionato meglio e riassumo:

– 15% di sconto massimo in libreria: ovviamente per una libreria indipendente piccola o medio piccola è troppo e non ci salva

– 20% di sconto massimo in internet: improponibile per chi di noi ha un sito e anche questo non ci aiuta, nè protegge dalla chiusura

– promozioni: nessun piccolo librario indipendente parteciperà alle promozioni, con tutte le complicazioni di approvvigionamento e rese del caso. Sempre meglio 4 mesi all’anno che 11, d’accordo, ma comunque non si capisce perchè si debbano fare le promozioni (facciamo piuttosto una settimana della lettura, ad esempio)

E poi è successo un fatto importante: è arrivato Amazon.it, tutto con il 30 % di sconto. E allora ho capito: questa legge serve a proteggere i grandi gruppi e le catene di librerie da Amazon. Se questa legge passa, il risultato sarà che Mondadori, Feltrinelli ecc vivranno e per noi sarà esattamente come adesso, cioè alla sopravvivenza . Per cui, io dico, piuttosto che una legge così, meglio nessuna legge: almeno ci sarà una guerra fra titani, che magari si annienteranno uno con l’altro a colpi di siti internet e forse i lettori capiranno che in una libreria vera, c’è un libraio in carne ed ossa.

A proposito: vi siete chiesti chi ha dato i libri ad Amazon, con uno sconto tale da poter vendere tutto con il 30% di sconto, e trasporto gratis? Messaggerie? Mondadori? Fastbook? Qui siamo davvero al cannibalismo…..

Ciliegina finale: andata a vedere Amazon.fr: lo sconto è del 5%!!!! Che invidia!!!

Un saluto a tutti.

[l’immagine in apice viene da qui]

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3 Responses to “cari colleghi librai”

  1. Credo che se ci unissimo tutte, noi librerie indipendenti, muoveremmo il mercato a nostro gusto. Non comprando titoli delle grandi case editrici che hanno appoggiato la legge Levi. Aiutandoci nella distribuzione, in modo da non investire grandi capitali. Chiedendo agli autori di promuovere le loro opere nelle librerie indipendenti e non nelle catene, per le quali il libro è come il prosciutto.
    Io ero a Perugia per il Forum, l’emendamento passato al Senato non è un grande aiuto, ma aiuterebbe a non morire.
    Non sto proponendo il baratto del libro, ma se mi mancasse un titolo e un libraio amico me lo inviasse, e viceversa, credete davvero che non ce la faremmo? Vogliamo provarci ?

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