commento alla reazione del Presidente Aie

di Anita Molino [presidente di Fidare – Federazione italiana degli editori indipendenti]

Il Senato sembra aver accolto, seppure parzialmente, l’appello di una buona parte del mondo editoriale italiano e ha fortemente limitato il potenziale distruttivo della legge Levi, così come era stata licenziata dalla Camera. Gli sconti nelle campagne promozionali hanno finalmente un tetto – il 33% – e i periodi per le promozioni sono stati ridotti a 4 mesi non consecutivi, dagli 11 che erano.

È un significativo passo in avanti nella giusta direzione, e non possiamo che rallegrarcene. Ma l’Aie, nella persona del suo Presidente, Polillo, ha reagito molto duramente. A suo dire questa nuova versione danneggerebbe tutti gli operatori del settore editoriale, e i modo particolare i piccoli editori. Inoltre “il mondo dell’editoria libraria non si riconosce nel nuovo testo licenziato dal Senato”.

Mi sembra essenziale limitare di molto la portata e il significato di questi commenti. Innanzitutto possiamo dire che Polillo parla a nome, oltre che proprio, di una (una!) associazione editoriale, associazione che è lungi dal rappresentare “il mondo dell’editoria libraria”. Sappiamo anche che una indagine sull’effettivo parere dei singoli associati condurrebbe a sorprese inaspettate… inaspettate per Polillo forse, perché gli editori indipendenti medio-piccoli sanno invece molto bene la devastazione che le legislazioni ultraliberiste provocano nel settore editoriale. Gli esempi e la storia in campo internazionale non mancano e basterebbe studiare gli esempi positivi (Germania, Francia, ecc) e quelli negativi (Gran Bretagna, USA, ecc) per avere un quadro chiaro delle dinamiche che si instaurano.

Davvero stupisce come si possa deformare la realtà fino a questo punto: deve essere ben chiaro che in genere gli operatori indipendenti (editori e librai) – ma anche molti gestori di librerie di catena, oltre che il mondo culturale in generale – erano assolutamente contrari alla legge Levi e salutano con favore l’importante miglioramento operato dal Senato.

[l’immagine in apice viene da qui]

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