18 novembre 2010

de i Mulini a Vento

Cari amici editori e librai,

siamo molto felici di condividere con voi questa prima vittoria. Il Senato ha votato all’unanimità alcuni importanti emendamenti alla legge Levi sul prezzo del libro, che, senza stravolgerla, la migliorano e la avvicinano alla legge che tutti noi vorremmo.

Potete leggerli direttamente qui sul nostro blog (dalla VII Commissione del Senato…) e sul bell’articolo di Simonetta Fiori su La Repubblica di oggi, 18 novembre.

Per vostra comodità, vi riassumiamo qui sotto gli emendamenti principali:
– è stato fissato un tetto alle promozioni del 33%
– le promozioni sono limitate a due periodi distinti di due mesi ciascuno, non consecutivi e uguali per tutti (sarà il Ministero per i Beni e le Attività Culturali a fissare questi periodi, sentite le organizzazioni competenti)
– le sanzioni a chi trasgredisce comprendono il divieto per il trasgressore di fare promozioni per tutto l’anno successivo
– L’editoria scolastica è esclusa dalla normativa, perché si ritiene che non debba essere oggetto di sconti e promozioni.

Naturalmente, gli emendamenti da noi richiesti erano più restrittivi (due mesi di promozioni, un tetto alle promozioni del 30%…), ma l’ottimo lavoro del Senato è stato quello di cercare di conciliare le esigenze di editori e librai indipendenti, con le richieste dell’AIE, dell’Ali e dei gruppi editoriali/distributivi/librari, in modo che si possa ora procedere di comune accordo verso una celere approvazione alla Camera.
Malgrado la situazione che si è venuta a creare nella politica italiana, infatti, i tempi per l’approvazione della legge ci sono. Dipenderà ora dalla Camera portarla a buon fine.

Le vostre adesioni sono state fondamentali per poterci presentare al Senato a chiedere per la prima volta di essere ascoltati.

Ve ne ringraziamo, così come ringraziamo gli scrittori e gli intellettuali che hanno dato il loro appoggio alla nostra campagna, facendo udire così non solo la voce degli autori dei libri che produciamo e vendiamo, ma quella importantissima dei lettori.

Un ringraziamento speciale va alla VII Commissione del Senato e in particolare ai due relatori, Senatore Vincenzo Vita e Senatore Franco Asciutti e alla Senatrice Vittoria Franco che ha dato il suo importante contributo.

In nome della cultura di cui siamo al servizio, rallegriamoci insieme.

[l’immagine in apice viene da qui]

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7 commenti to “18 novembre 2010”

  1. Il Presidente dell’AIE sostiene che il nuovo testo della legge sul prezzo dei libri danneggia tutti, piccoli editori e librerie.
    Una legge corretta a tutela di noi piccoli come può danneggiarci ?!

  2. Peccato che escludere la scolastica dalla normativa significa stabilire che il prezzo non sia più definito dall’editore, quindi se le cose stanno così dall’entrata in vigore della norma, una volta concluso l’iter parlamentare, il libro scolastico andrà al libero mercato come avviene in Inghilterra, America! Complimenti una bella vittoria per i librai italiani, sopratutto i piccoli che di scolastica spesso sopravvivono, e che grazie a scelte normative analoghe in quei paesi hanno dovuto chiudere!

  3. Questa legge sarà come un brodino caldo per chi ha una fame da leone. Forse, lavorandoci su, arriverà anche l’arrosto.
    Per la scolastica, se c’è qualcuno disposto a fare il 20% comprando con il 18% lordo (se è bravo) faccia pure prima o dopo finirà le riserve. Garantito! Intanto, magari, si potrebbe erudire chi mischia la scolastica con la varia con l’universitaria con i libri tecnici ecc. tanto, sempre di libri si tratta.

  4. Buon giorno, ovviamente sono contento dei risultati che anticipate. Sono andato a guardare gli emendamenti e c’e’ una cosa che mi sorprende: nessuno ha mai messo in discussione il punto c) del 4.comma dell’art. 2, quello che lascia libero sconto per le vendite di corrispondenza e per il commercio elettronico. Come mai? Davvero nessuno pensa che le librerie online possono rappresentare una minaccia per le librerie indipendenti? Oppure che i rapporti di forza degli editori medio-piccoli non siano messi in discussione dalle librerie online e de politiche aggressive anche verso gli editori come quelle messe in atto da Amazon negli altri paesi? Le librerie online sono destinate ad assorbire una quota crescente di fatturato, anche nel nostro paese, e l’arrivo di amazon.it conferma questa tendenza. Davvevo nessuno se ne preoccupa? In Francia anche Amazon vende (con successo) al 5% di sconto. Oppure sono cosi’ ingenuo da farmi questa domanda? Grazie

  5. “L’Ali ritiene il nuovo testo peggiorativo rispetto a quello licenziato dalla Camera, poiché istituisce – per decreto ministeriale – delle vere e proprie “svendite” in due periodi fissi dell’anno della durata di 60 giorni ciascuno, creando le premesse per l’avvio dei cosiddetti “saldi” anche nel nostro settore, rischiando di generare una pericolosa dilazione degli acquisti ed esclude altresì il mercato scolastico da ogni vincolo di prezzo e di sconto”. Perchè l’Ali ritiene peggiorativa le modifiche proposte da I Mulini a Vento? Forse che rispetto alla prima versione lo sconto promozionale non è più fissato dall’editore ma da ciascun dettagliante? Se così fosse sarebbe veramente peggiorativo per le piccole librerie indipendenti. Aiutateci a capire. Grazie

  6. Direi che comunque le cose da sistemare non finiscono qui. Vogliamo parlare dell’abolizione delle tariffe ridotte? A quanto pare le hanno rimesse per tutti tranne che per gli editori. Questo potrebbe trasformarsi in un ottimo strumento di aggregazione per editori e librai.

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