Concorrenza e pluralità

de I Mulini a Vento

[Questo intervento è in risposta all’intervento di Antonio Catricalà davanti alla VII Commissione Permanente del Senato il 3 Novembre scorso]

Abbiamo letto l’intervento di Catricalà, presidente dell’Antitrust, con stupore. Sostiene Catricalà che il libro non è una merce come tutte le altre perché “è essenzialmente un veicolo di diffusione della cultura e, per tale ragione, la sua funzione non può essere apprezzata sulla base di meri fattori quantitativi oggettivamente misurabili”. Siamo d’accordo al 100%. Continua però Catricalà: per garantire il pluralismo delle voci bisogna garantire la sopravvivenza di piccoli attori indipendenti, quindi non si può privarli di uno strumento di promozione come lo sconto. Siamo sgomenti: è vero esattamente il contrario! Lo sconto possono permetterselo solo due tipi di editori/librai: chi ha grossi volumi o chi ha grandi margini. Ovvero grandi gruppi editoriali, grandi catene e supermercati. L’unico modo per garantire al tempo stesso la concorrenza e la pluralità è mettere paletti agli sconti, di modo che la concorrenza possa tornare a giocarsi sui prezzi di copertina. (per saperne di più sul funzionamento e le origini del prezzo fisso).

Sostiene Catricalà che i canali di vendita sono cresciuti negli ultimi anni. I dati AIE 2010 segnalano una crescita complessiva del 2,6%. Ma se andiamo a scorporare questi dati vediamo che sono cresciuti tutti i canali (catene 4,6%, GDO 3,6%, edicola 2,6%, online 13,9%) mentre l’unico a rimanere indietro è la libreria indipendente (0,6%) che ha perso quindi significative quote di mercato (è di quest’anno lo storico sorpasso delle catene sulle indipendenti).

Dal punto di vista del mercato editoriale, la totale deregulation ha messo in difficoltà più di un editore indipendente (nel 2010 un altro editore storico come Bollati Boringhieri ha perso l’indipendenza) e mai come oggi il mercato se lo spartiscono una manciata di grandi gruppi editoriali (tra l’altro gli stessi che controllano anche la distribuzione e le principali catene di librerie). Inoltre sempre secondo l’AIE, dopo una crescita ininterrotta dal dopoguerra, il 2010 è il secondo anno consecutivo che vede una diminuzione della produzione di titoli. Con buona pace per il “pluralismo delle idee” auspicato da Catricalà.

Sostiene Catricalà che secondo un rapporto Eurostat, in Francia e Germania, paesi dove gli sconti sono da anni regolamentati o eliminati del tutto, “non si è assistito a una sostanziale diminuzioni dei prezzi”. Verissimo, infatti proprio dalla ricerca Eurostat citata (sull’andamento dei prezzi dal 1997 al 2009 in quattro paesi europei) si vede come i prezzi dei libri in Francia e Germania siano rimasti più o meno allineati con l’inflazione. Peccato che quelli di Gran Bretagna e Italia, dove al contrario non c’è alcuna regolamentazione i prezzi siano saliti drasticamente!

Concludendo: se l’analisi di Catricalà ci trova a grandi linee consenzienti, le sue soluzioni portano nella direzione opposta a quella da lui, e da noi, auspicata. D’altra parte l’antitrust dovrebbe per antonomasia sostenere la libera concorrenza contro il prevalere di monopoli e oligopoli, ci stupisce dunque che le sue conclusioni ricalchino quelle dei grandi gruppi e delle catene contro i librai e gli editori indipendenti.

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4 commenti to “Concorrenza e pluralità”

  1. L’analisi di Catricalà non tiene assolutamente conto delle piccole librerie, pensa che lo sconto ci favorisca e invece ci uccide, giorno dopo giorno.
    La concorrenza non mi spaventa, ma solo se giochiamo alla pari.
    Alina Laruccia, Libreria Eleutera Turi(BA)

  2. Il libro è un bene, più il suo prezzo è basso più è alta la sua diffusione. con la nuova disciplina in vigore dal 1° settembre, che limita lo sconto anche per i negozi on-line al 15%, sarò semplicemente obbligato a pagare dippiù un bene che potrei avere con un esborso minore.

  3. Ovviamente ogni parte cerca di tirare acqua al suo mulino. Ma la realtà dei fatti è cmq una sola ovvero che imporre un prezzo di un bene, soprattutto oggi dove il libero mercato la fa da padrone su tutto, è dittatoriale, arcaico e fuori da ogni logica di mercato.

  4. I piccoli librai commettono un grande errore se credono che ciò che li penalizzi rispetto alle grandi librerie online sia solo lo sconto. Un altro elemento è sicuramente la disponibilità di titoli, purtroppo aspettare un mese o aspettare una settimana per ricevere il libro ordinato fa la differenza, anche a parità di prezzo.

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