[questo intervento è stato pubblicato, in forma ridotta, sul terzo numero di Alfabeta2]

di Ginevra Bompiani

Cari amici di Alfabeta,

La legge sul prezzo del libro, che è ora in discussione alla Commissione Pubblica Istruzione e Beni Culturali del Senato, sta sollevando grandi contestazioni fra editori, librai, lettori e scrittori indipendenti. La legge sancisce uno sconto massimo del 15% per tutti i libri, novità comprese, e poi lo vanifica permettendo agli editori promozioni illimitate della durata di un mese per undici mesi l’anno (salvo il Natale). L’effetto è la trasformazione delle grandi librerie in out-let, mentre le piccole chiudono una dopo l’altra.

La nostra proposta è di ridurre queste promozioni a due mesi l’anno, uguali per tutti, come avviene per ogni prodotto commerciale. Questo ridarebbe al libro, oggi ridotto a merce d’occasione, il suo statuto e il suo valore.

Invece di ripetere le nostre ragioni, preferiamo farvi sentire qualcuna delle voci che hanno aderito al blog leggesulprezzodellibro.wordpress.com.

Gentilissimi,
nonostante a volte faccia promozioni smodate pur di vendere qualcosa, aderisco alla proposta di modifica della legge in discussione, poiché è ingiusto che il meccanismo degli sconti favorisca pochi gruppi editoriali…

Walter Manzoni, WLM edizioni

La cultura è un bene comune che deve essere tutelato per la libertà vera di ciascun individuo…
Agata Diakoviez, presidente associazione librerie indipendenti per ragazzi

Perché dunque schierarsi in questa battaglia? Perché non è una battaglia corporativista – come qualcuno, persino qui, pare credere – bensì l’esatto contrario. È una battaglia culturale, dunque politica.

Andrea Cortellessa


… In buona sostanza questa legge rischia, se non seguita da altri interventi, di rappresentare l’ennesima occasione perduta, un nuovo rinvio alla reale soluzione dei problemi del settore. Con la conseguenza che quando ci si accorgerà che la legge in questione non è stata sufficiente a invertire una tendenza, né a tutelare davvero le piccole librerie né a portare vantaggi per i consumatori, librerie e cartolibrerie saranno passate da “in estinzione” a “estinte”.

Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai

Siamo tipografi. Ogni giorno stampiamo libri di tanti editori, molti dei quali indipendenti. Abbiamo l’opportunità di vedere da vicino quanta passione e quanta fatica c’è dietro la pubblicazione di ogni nuovo titolo. Ed anche per questo crediamo che la legge Levi sia profondamente sbagliata, nel misura in cui sembra ignorare questo immenso sforzo. Condividamo, sosteniamo e diffondiamo il vostro appello.
Geca Spa

Penso che la legge sul prezzo del libro sia una di quelle schifezze che contraddistingue la nostra Nazione. Qualcuno dice che è il male minore, ma mettetevi nei panni di noi piccoli librai indipendenti…
Alina Laruccia, Libreria Eleutera – Turi (BA)

…Cosa desidera chi legge? Più sconto? Più supermercati del libro? I libri alle poste o dal fruttivendolo? Il 3 x 2? No, prima di tutto desidera libertà di scelta e qualità. … Ecco il lettore merita di confrontarsi con chi sa cosa significa leggere. Gli estensori della legge, spiace dirlo, non lo sanno.
Simonetta Bitasi – Lettore ambulante

Condivido nella sostanza (e a parte alcune sfumature) l’appello degli editori e dei librai indipendenti. Sono convinto che la legge sul prezzo del libro dovrebbe trovare un migliore equilibrio fra le esigenze dei grandi gruppi editoriali e le fondamentali istanze degli editori e dei librai indipendenti. La bibliodiversità che essi rappresentano è un patrimonio che sarebbe molto grave dissipare.

Gianrico Carofiglio

Per quanto conta la mia adesione ADERISCO totalmente. La legge sul prezzo dovrebbe ricalcare gli esempi tedeschi e francesi. Gli autori non dovrebbero sottostare a questa lobby delle grandi catene. Quanto meno, come diceva Wu Ming, potrebbero non fare più presentazioni nelle grandi catene librarie. Sarebbe il minimo. E certo si può fare altro.
Andrej Longo

… Per fare una buona legge è essenziale ascoltare le voci dei diretti interessati (editori, autori e soprattutto librai indipendenti) che in questo momento pagano pesantemente lo strapotere del gruppo Mondadori….
Sandra Petrignani

… Quando i librai indipendenti riceveranno il colpo di grazia, le grandi catene si prenderanno finalmente tutto il piatto. I loro padroni si mangeranno tutto e faranno pure la scarpetta. Non una lacrima da coccodrillo cadrà dai loro occhi. Non piangeranno nemmeno quelli “progressisti”. I “progressisti” (che negli appelli tanto fichi stan sempre dalla “parte ggiusta”, cioè contro di Lui) sono gli stessi che da anni avanzano nelle città come schiacciasassi, uccidendo la “biodiversità” culturale metro quadro dopo metro quadro….
Wu Ming

Sono assolutamente con voi. In Francia e in Germania il prezzo unico è essenziale per mantenere librerie indipendenti e tutta la filiera del libro. Abbiamo visto invece i risultati nefasti della mancanza di una regolamentazione in Inghilterra e in America. A New York dopo la guerra c’erano 330 librerie oggi ce ne sono solo 30 comprese le catene.
André Schiffrin

La legge sul prezzo del libro che è passata alla Camera e sta per essere discussa al Senato ha provocato moltissimo scontento fra gli editori indipendenti, piccoli e medi, che non sono stati ascoltati in nessun modo nella sua formulazione. La legge stabilisce un tetto agli sconti sui libri del 15% (sconto assai più alto di quello previsto da quasi tutte le leggi europee analoghe), ma questo tetto apparente viene poi smentito dalla possibilità per qualsiasi editore di fare tutte le promozioni che vuole, della durata di un mese, per undici mesi all’anno.

Nessun prodotto commerciale è trattato con tanto disprezzo! Qualsiasi prodotto commerciale, infatti, può essere svenduto o saldato solo due volte l’anno e per il resto del tempo ha il suo prezzo. Questa legge libera, in pratica, il prezzo del libro, non meno della disastrosa legge inglese, che ha rovinato e fatto chiudere tante librerie e case editrici indipendenti. Mentre la legge francese e tedesca le hanno salvate e protette e continuano a farlo, con la semplice regola di vietare o limitare radicalmente gli sconti.
Questa legge, di fatto, non ha a cuore né l’interesse del libro e della cultura, né quello dei librai o degli editori, ma esclusivamente quello dei grandi gruppi editoriali e delle catene libraie (che appartengono agli stessi gruppi), che vogliono proteggersi dalla Grande Distribuzione.

E’ sotto gli occhi di tutti la trasformazione già in atto delle librerie di carena in ‘outlet’, dove le pareti e i tavoli sono dedicati agli sconti. Sconti che gli editori indipendenti non si possono permettere, che le librerie indipendenti non ottengono, che divide editori e librai in due categorie orizzontali: da una parte gruppi e catene che a forza di sconti occupano tutto lo spazio disponibile, svendendo il libro come un prodotto d’occasione, ed editori e librai indipendenti, che invece di essere sostenuti dalla legge e dallo stato nella difesa della cultura e della bibliodiversità, sono abbandonati a se stessi e stanno chiudendo i battenti.

Chiediamo che la legge sul prezzo del libro mantenga le sue premesse, guardi alle leggi europee e, come dovrebbe fare ogni legge, protegga la cultura e difenda i soggetti più deboli.
Da numerosi dibattiti e convegni fra editori e librai indipendenti, siamo arrivati per parte nostra a una linea di compromesso: possiamo accettare uno sconto che vada dal preferibile 5% all’appena accettabile 15%, purché le promozioni siano limitate come per ogni altro prodotto a due mesi l’anno.
Questa è la condizione perché il libro resti al centro della nostra cultura.

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One Comment to “”

  1. sostengo pienamente quanto detto dalla signora Ginevra Bompiani,questa sembra essere la solita legge bufala che pensa di aiutare i deboli ma favosisce sempre e solo i forti. Bisognerebbe mettere tutti in condizione di vendere e di applicare gli stessi sconti, senza differenziare le catene dalle librerie indipendenti e soprattutto bisognerebbe ridurre i periodi di sconto del libro, perchè è vergognoso vedere ogni mese una campagna diversa sotto false sembianze( l’offerta tre per due sugli oscar mondadori…libro o detersivo?).una giovane libraia(ho aperto l’anno scorso!) del sud.
    viviana giubilo-libreria Letteraria-Augusta (Sr)

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