tutti a scuola

di Antonio Terzi [Responsabile Scolastica SIL]

Gentili (e benedetti) Mulini,

dopo aver sottoscritto il vostro appello sia a titolo peronale che come Sindacato Italiano Librai della Confesercenti, desidero con la presente attirare l’attenzione della discussione sul tema che mi è più congeniale, quello della scolastica, visto che del sindacato di cui sopra sono il responsabile di settore.

Lo faccio perché se è vero che il mercato del libro è diventato una vera e propria giungla, quello della scolastica si può dire sia la giungla nella giungla.

Mi rifaccio in tal senso agli esiti di un convegno che come sindacato abbiamo tenuto lo scorso giugno a Bergamo, terra che si può ben considerare, in questo settore, patria della più ampia deregulation (con fortissima presenza della grande distribuzione e totale confusione dei ruoli sulla filiera). I documenti presentati di fronte a diversi politici e parlamentari locali descrivono i fenomeni che si sono ultimamente presentati e radicalizzati su quel territorio: vendita sottocosto dei libri di testo da parte della GDO (servizio per di più limitato ai soli due mesi di massimo fatturato, agosto e settembre), puntuale scavalcamento delle librerie da parte dei promotori editoriali con forniture dirette a scuole, insegnanti (che poi riforniscono gli studenti) a condizioni di fornitura pari o migliori rispetto a quelle che gli stessi riservano alle librerie, corsa delle amministrazioni locali a indire gare d’appalto sui testi della scuola primaria (elementari) già di per sé regolati da prezzi politici stabiliti dal MIUR, e via dicendo.

Il convegno descriveva anche gli effetti sul numero di librerie/cartolibrerie e degli occupati in genere nel settore, ponendo l’accento sul fatto che negli ultimi vent’anni qui il decremento è stato 3 volte più forte della media regionale e nazionale.

Perché il riferimento alla scolastica?: perché nella grande provincia italiana, spesso il rapporto con le librerie è legato indissolubilmente al periodo della vita nel quale ognuno di noi ha a che fare con l’istruzione e le scuole. Se si toglie poi a questi esercizi la possibilità di lavorare un po’ con quanto concerne l’istruzione, come potranno poi pensare di proporre nei loro negozi anche libri di narrativa e di varia, e quindi di fare diffusione culturale?

E quindi venendo alla legge, che non fa differenze tra varia e scolastica, se già troviamo improponibile una proposta di legge che privi le librerie di circa il 50% del loro margine sulla varia, come potremmo trovare condivisibile che la stessa proposta di legge tolga quasi il 100% del margine sulla scolastica?

Sfruttiamo l’occasione invece, e lo dico al legislatore, per mettere mano una volta tanto al problema caro-scuola CON MISURE STRUTTURALI e non con le solite inutili toppe (tetti di spesa, blocco delle adozioni, etc) che ogni anno vengo proposte ma che mai portano effetti concreti nemmeno per il consumatore. Induciamo in questo modo una riflessione sulla filiera e sui ruoli che ogni soggetto deve ricoprire al suo interno, eliminiamo quel cannibalismo che ormai mette i concessionari di zona e i promotori di scolastica contro le librerie, inducendo il consumatore a pensare che i primi siano più convenienti dei secondi mentre in realtà stanno solo contribuendo in maniera determinante agli aumenti dei prezzi dei testi degli anni successivi. Induciamo da ultimo un ridimensionamento dei costi di promozione del testo scolastico, evitando che tutti i costi ad essa connessi vengano sempre e solo riversati, come avviene oggi, sull’incremento del prezzo di copertina e sull’abbassamento degli sconti ai librai.

Finiamola insomma di uccidere i librai e nel contempo di fregare il consumatore, orientandolo verso fonti di approvvigionamento irregolari e fintamente economiche, oppure trascinandolo al supermercato dove, in cambio dell’istruzione sottocosto, gli rendiamo più cara la spesa alimentare per compensare i mancati margini della vendita dei testi scolastici.

Continuo a seguire la Vostra battaglia, che è anche e forse soprattutto la nostra.

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2 commenti to “tutti a scuola”

  1. Caro Antonio Terzi, la sua lettera è preziosa.
    Abbiamo un indirizzo mail a cui scriverle?
    Dove si trova lei attualmente?
    gb

  2. Gentilissima Ginevra Bompiani,

    mi può scrivere a: cart.nani@inwind.it.

    Oltre che l’impegno col sindacato, sono in primis un cartolibraio della prov. di Bergamo.

    Attendo di sentirla.

    Cordialità.

    Antonio Terzi

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