il paese abbagliato senza politica

di Marco Rovelli [da Il Manifesto – 17 Settembre 2010]

(…) E ancora: quanto più importante sarebbe (stato) un dibattito approfondito, con interventi impegnati e appassionati degli intellettuali di maggior peso, intorno alla legge Levi, quella che, come ha scritto Ginevra Bompiani, «ufficializza la trasformazione del libro in merce d’occasione e delle librerie in spazi di promozioni commerciali», a tutto vantaggio di ipermercati e grossi editori – e del resto, per citare ancora Bompiani, «è il miglior compromesso che si poteva strappare al maggior gruppo editoriale italiano, Mondadori, e dunque al suo proprietario, presidente del consiglio. Ancora una volta i suoi interessi dettano legge». Ecco, allora, che mettere tali questioni al centro del dibattito, farne pietre di scandalo, sarebbe cominciare a rimettere al centro la politica. Fino, magari, ad arrivare a impegnare – e non solo sulle pagine dei giornali – la questione decisiva dell’annichilimento culturale contemporaneo, quella che sta stranamente un po’ al margine del dibattito culturale e che non vede dirompenti prese di posizione di schiere di intellettuali: la distruzione della scuola che, nonostante sia sotto gli occhi di tutti, continua impunita.

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