tetto del 15% agli sconti sui libri: la proposta di legge divide i librai

di Giornale di Brescia [15 luglio 2010]

La richiesta di una nuova disciplina che regolamenti il mercato librario circola da tempo e proviene da più parti. La proposta di legge sul prezzo del libro firmata da Riccardo Levi del Pd è arrivata alla Camera dei deputati che ha dato il via libera all’esame in Commissione Cultura in sede legislativa. L’obiettivo è porre mano a una situazione piuttosto complicata e ridurre il rischio di una deregulation degli sconti su novità editoriali, best-seller e classici. Primo punto fermo: il tetto del 15% per i ribassi sul costo di copertina.

Come ha sottolineato lo stesso Levi, la proposta di legge è «il risultato di un complesso lavoro di mediazione tra le parti», Associazione degli Editori e Associazione dei Librai comprese. Ma non ha mancato di suscitare le proteste di alcuni editori e librai indipendenti. Ma che cosa pensa della legge chi ogni giorno lavora in una libreria? «Siamo del parere che gli editori dovrebbero tenere più basso il prezzo dei libri all’origine piuttosto di mettere in campo successivamente campagne promozionali che non favoriscono né le librerie né i lettori – commentano le titolari della libreria Ferrata in Corso Martiri della Libertà -. Soltanto le grandi librerie, gestite dagli editori importanti, hanno infatti le opportunità e gli spazi per queste campagne. Le librerie più piccole non ce la fanno. Già il tetto del 15% sugli sconti per noi è alto. Perché per le piccole libreria significa che oltre la metà del guadagno lordo finisce nello sconto». I librai richiamano quanto avviene in Francia e in Germania, «dove la questione è regolamentata da tempo».

«Sarebbe bene annullare la scontistica come già avviene per esempio in Germania – dicono dalla Libreria Serra Tarantola in corso Zanardelli -. Nei Paesi in cui lo sconto sui libri è stato eliminato o ridotto ai minimi termini, librerie e librai sono aumentati. In Italia, invece, molte librerie indipendenti stanno chiudendo. La legge che fissa il tetto del 15% è un compromesso tra i grandi editori che premono per gli sconti e i piccoli librai che invece non li vorrebbero».

Concordano dalla Libreria «La Vantiniana» di Rovato. «Il libro non può essere venduto come un qualsiasi altro prodotto – osservano – . Abbassiamo il prezzo originale di copertina e così non ci sarà bisogno degli sconti». La legge, aggiungono dalla libreria Resola in corso Garibaldi, «è l’unico modo per far sopravvivere le librerie. Altrimenti, senza una regolamentazione, si rischia che rimangano soltanto le grandi catene».
La figura del libraio, comunque andrebbe tutelata tout-court: «L’impianto della legge può essere buono – commentano alla libreria Castelli Podavini di Desenzano – ma poi bisognerà vedere gli emendamenti. E poi le leggi dovrebbero prevedere misure per una maggiore tutela della figura del libraio».

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