In merito alla relazione del Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà sul DL Levi.
di Riccardo Campino [libraio]
Chi conosce la reale situazione italiana del mercato del libro che, in quanto a concentrazione, non è (ahinoi!) equiparabile a quella di nessun altro Paese sviluppato, al punto da configurare una vera e propria situazione di oligopolio, con pochissimi gruppi editoriali che occupano in posizione dominante tutti i passaggi della filiera libraria, si sarà probabilmente stupito come me nel leggere le conclusioni a cui approda la relazione che il Presidente dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, ha presentato pochi giorni fa alla Commissione cultura del Senato, nell’ambito delle audizioni per l’esame del DL Levi sulla disciplina del prezzo dei libri.
Il dott. Catricalà infatti, dopo aver riconosciuto che nell’ambito del settore librario “La pluralità e la diversificazione dell’offerta assumono un ruolo determinante, che deve essere tenuto in debita considerazione, nel momento in cui si disciplinano questi mercati, allo scopo di evitare l’eccessiva concentrazione e l’inaridimento delle fonti.”(pag.3), anziché invitare ad una correzione del provvedimento in esame al Senato, al fine di agevolare una maggior pluralità dell’offerta libraria, termina la sua relazione sollecitando il Parlamento ad ampliare ulteriormente il periodo delle promozioni, estendendole a tutto l’anno (il DL Levi prevede l’esclusione del mese di dicembre), oltre a suggerire un’ulteriore riflessione sull’opportunità di mettere una limitazione agli sconti dei libri venduti a mezzo internet.
In sintesi, anche ad una lettura non troppo minuziosa della relazione Catricalà, la cura da lui proposta per guarire il male, risulta in evidente contraddizione con le buone intenzioni dichiarate all’inizio.




