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gennaio 11, 2011

lettera di inizio anno

Cari amici editori, librai e lettori,

scusateci se durante le feste non vi abbiamo dato notizie. È un momento molto delicato, perché tutti sono in vacanza, ghiotti e distratti. Ora ci affrettiamo a farlo prima che gli eventi ci colgano alla sprovvista. Prima di partire avevamo scritto una lettera a Marco Polillo, presidente dell’AIE, che qui di seguito pubblichiamo.

Caro Polillo,

ci ha fatto molto piacere partecipare alla recente Assemblea straordinaria dell’AIE (venendo così incontro alla sua specifica richiesta, avanzata più volte, di discutere alcuni argomenti, e in particolare la disciplina del prezzo dei libri, in seno all’Associazione).
In particolare ci ha fatto molto piacere sapere che uno dei punti nodali del dibattito degli ultimi mesi, vale a dire la preoccupazione di un vastissimo gruppo di editori circa la ripetibilità delle campagne promozionali che eccedano il limite imposto dal testo Levi, sia solo frutto di un malinteso, e che il testo Levi intende effettivamente limitare a (nelle sue parole all’Assemblea) “trenta giorni l’anno, non ripetibili” le campagne promozionali che eccedano il limite del 15%.

ottobre 25, 2010

12 Ottobre 2010, ore 12. Audizione.

Il 12 ottobre 2010 alle ore 12 la VII commissione permanente  (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato, impegnata nella discussione sulla legge sul prezzo del libro, ha convocato in audizione un gruppo di editori e librai indipendenti per illustrare la posizione di tutti coloro che vogliono fortemente che questa legge sia modificata.

Alle undici, la stessa commissione aveva ascoltato in audizione il presidente dell’AIE Marco Polillo, il presidente dell’ALI Paolo Pisanti e Rodrigo Dias, già presidente ALI e titolare della Libreria Croce (Roma).

Il gruppo che si presentava per la proposta di modifica della legge era composto da Alessandro Alessandroni, (Libreria Altroquando, Roma), Ginevra Bompiani (edizioni nottetempo), Marco Cassini (minimum fax), Daniela Di Sora (Voland edizion), Carmine Donzelli (Donzelli editore), Mattia Formenton (Il Saggiatore), Domenico Pellicanò (Presidente delle Librerie Coop), Antonio Sellerio (edizioni Sellerio). Mancavano purtroppo, perché il loro treno da Torino era stato bloccato, Anita Molino (presidente di Fidare), e Rocco Pinto, (Libreria La Torre di Abele, Torino).

settembre 23, 2010

La nostra replica a Marco Polillo

"His master's voice". Oh! What master?

[sul sito Affaritaliani.it è stata pubblicata ieri l'intervista a Marco Polillo, presidente AIE e oggi la replica de i mulini a vento]

de i mulini a vento

La replica all’appello dei Mulini a vento da parte di Marco Polillo, presidente dell’AIE, ci dà l’opportunità di evidenziare un aspetto che inizialmente ci sembrava difficile mettere sul tavolo, ovvero la mancanza di rappresentatività che è all’origine dello scontro di questi giorni. Se l’avessimo detto sin da subito sarebbe stato poco credibile, ma adesso, potendo mostrare le centinaia di adesioni da parte di editori, librai e scrittori, diventa evidente. Non possiamo parlare per l’ALI, non avendo esperienza diretta, e saranno eventualmente i librai a replicare. Ma per quanto riguarda l’AIE, Polillo molto accortamente dice che gli organi dell’AIE (e non l’assemblea) hanno approvato all’unanimità il testo della legge. Tant’è vero che ben 5 dei 6 Mulini a vento sono associati AIE e non hanno mai saputo nulla del processo in atto, se non a cose praticamente fatte. Ci sembra dunque che la prima mistificazione, davanti agli occhi di tutti, sia proprio cercare di far valere la forza di una decisione di pochi accampando un’unanimità che chiaramente non c’è.

Polillo dice che vogliamo imporre la nostra volontà agli altri. A noi sembra invece di avere sollevato un dibattito e chiesto modifiche motivate a una legge che riteniamo inadeguata e dannosa, portando il confronto con leggi di altri Paesi europei che hanno fatto ottima prova in questi anni. Ci sembra un processo democratico, di cui la politica in primo luogo, e le associazioni di categoria in secondo luogo dovrebbero tenere conto. Ci rattrista che il presidente dell’Associazione Editori Italiani, che stimiamo come editore, invece di accettare il confronto sul tema della legge ricorra alla tecnica tutta italiana di screditare chi la pensa diversamente: ci sono alcune centinaia di persone di notevole esperienza e cultura che vengono fatte passare per tonte perché non “hanno realmente compreso la portata delle disposizioni in questione”.

Riguardo alla concorrenza tra Dan Brown e Pascoli (nobile duello fra due autori che godono entrambi della nostra stima e ammirazione incondizionata) non capiamo il punto. Gli editori e i librai indipendenti non temono la concorrenza, perché se c’è concorrenza ne traggono giovamento tutti. Anche i lettori, che non devono temere l’eliminazione degli sconti (e attenzione: quando parliamo di eliminare o limitare gli sconti parliamo dello sconto selvaggio sulle novità. I lettori si tranquillizzino: continueranno a trovare le librerie di remainder e dell’usato con riduzioni anche del 50% del prezzo di copertina). In assenza di sconti il prezzo dei libri che normalmente venivano scontati scenderà automaticamente (il lettore non pensi che chi sconta i libri intende rinunciare ai suoi profitti) e le librerie ritorneranno a essere l’una diversa dall’altra, si allontaneranno dall’omologazione causata dalla necessità di non perdere la promozione. Quello che temiamo, è una concorrenza con regole diverse per operatori grandi e piccoli. L’assenza di sconti mette tutti sullo stesso piano; la possibilità di sconti elevati e di promozioni incondizionate favorisce in maniera spropositata i grandi gruppi.

Se avessimo una legge come quella francese o tedesca, l’attenzione tornerebbe sul valore e la qualità dei libri, sui contenuti, e potremmo smetterla di parlare di prezzi e sconti. È davvero utopico poter sperare in un mondo editoriale e librario dove al centro ci siano i libri, la lettura e i lettori?

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