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gennaio 25, 2012

Indypendentemente: per una cartografia delle librerie indipendenti (Libreria Marco Polo-Venezia)

[da Nazione Indiana]

Questionario Librerie Indipendenti: dopo la splendida incursione di Chiara Lasagni risponde il libraio Claudio Moretti della Marco Polo di Venezia. (a cura di Francesco Forlani)

Ci parli della tua libreria? Presentazione, storia, caratteristiche sul territorio, criticità e anche dei momenti belli tosti, se ti va

Premetto che mi sento onorato a esser chiamato a rispondere a queste domande per tracciare una cartografia delle librerie indipendenti in Italia. La mia è una piccola libreria ed è appena nata rispetto a tante altre librerie a soprattutto rispetto a librai che hanno dedicato una vita a questo lavoro. Mi sento molto vicino a Chiara della libreria Il Terzo Luogo, che mi ha preceduto in questo percorso librario: è una bella coincidenza che ci si ritrovi anche qui. Le nostre librerie non hanno rapporti, fra librai non ci conosciamo, eppure siamo stati entrambi “scelti” sia per l’intervista sia come tappe di una mostra dedicata all’arte e ai libri: le Talee di Beatrice Meoni sono partite dal Terzo Luogo di Sarzana per approdare come ultima tappa a Venezia nella mia libreria.

le domande proseguono qui

settembre 3, 2011

Librerie e biblioteche, gli strumenti chiave per aiutare la lettura

di Rocco Pinto [libraio indipendente da La Stampa del 3 Settembre 2011]

Caro direttore, è entrata in vigore la legge Levi approvata in via definitiva al Senato sabato 20 luglio. La legge disciplina il prezzo dei libri e pone un tetto massimo di sconto del 15% sul prezzo del libro sia al dettaglio che per il commercio elettronico. Stabilisce alcune regole sulle promozioni. Si possono effettuare campagne promozionali stabilite solo dall’editore non superiori ad un mese, non ripetibili sulle stesse collane e ad esclusione del mese di dicembre. Lo sconto massimo sulle campagne è del 25%. Per le biblioteche e le scuole è possibile uno sconto massimo del 20%.

Questa legge che ha creato scontri e lacerazioni all’interno del mondo editoriale è finalmente stata approvata ed è un punto di partenza su cui librai, editori e altri operatori del mondo del libro, bibliotecari, insegnanti e quanti a vario titolo si occupano di libri e di lettura possono ripartire per arrivare a una legge più organica sul libro e la lettura di cui il nostro Paese ha bisogno. L’approvazione di questa legge ha scatenato polemiche che si sono levate da più parti e a cui bisogna provare a rispondere chiarendo alcuni passaggi non chiari a chi non è addentro.

Stefano Mauri (amministratore del Gruppo Gems) proprio a questo proposito sul Il Fatto del 26 agosto dice: «Confesso che se non mi occupassi da trent’anni di studiare il mercato del libro mi unirei con leggerezza al coro di voci che gridano allo scandalo di fronte a una legge, la legge Levi, che dal primo settembre restringe la libertà di sconto per i librai al 15%, proprio in tempi di crisi. Leggendo i giornali e i blog mi sarei fatto un’idea molto superficiale del problema». Quasi tutti i giornali hanno dato spazio alla polemica e non all’approfondimento.

settembre 1, 2011

lettera al lettore (comprensibilmente) arrabbiato

di Gaspare Bona

Caro lettore che protesti perché pensi che il limite agli sconti imposto dalla legge Levi danneggi il tuo potere d’acquisto in libreria, vorrei buttarti lì qualche riflessione, per cercare di farti vedere il rovescio della medaglia. Non voglio convincerti che devi essere contento di questa legge, ma darti qualche elemento in più perché tu possa farti un’idea più compiuta delle ragioni e delle conseguenze di questa legge.

Dato che le case editrici e le librerie non sono enti benefici senza scopo di lucro, si può supporre con ragionevole certezza che ogni volta che viene fatto uno sconto sul prezzo di copertina fissato per un libro ci siano tre possibili “backstage”: o il prezzo di copertina è stato gonfiato per poi poterlo scontare, oppure la perdita di margine su quel libro viene recuperata aumentando il prezzo di copertina di un altro libro (che toccherà a un altro lettore pagare, magari perché ne è costretto per motivi di lavoro o studio), oppure la casa editrice o la libreria (che però non ha potere sul prezzo di copertina) si accolla una perdita, cosa che sicuramente può succedere per cercare di stare a galla in un mercato asfittico, ma alla lunga ha conseguenze letali sia sul piano economico sia su quello culturale (il culturale provo a spiegarlo più avanti). Di qui il concetto espresso da un grande libraio come Romano Montroni, ovvero che il prezzo del libro deve essere giusto. (E a chi non piacciono le cose giuste?)

agosto 2, 2011

una serie di punti

di Carmine Donzelli

Carissimi Mulini,

Provo a dirvi la mia su una serie di punti.

1. Dibattito sulla legge. Le reazioni “liberiste” non sono da sottovalutare. Come sempre, possono pescare a piene mani nella demagogia e nell’approssimazione. Non mi preoccupano tanto in funzione della legge appena passata, quanto soprattutto perché non faciliteranno un clima serio per la discussione che vorremmo avviare sulla legge nuova. La situazione è in forte movimento, e noi dovremmo riuscire a chiarire alcune cose, almeno le più importanti:

a. Le nostre proposte sulla limitazione degli sconti e delle campagne erano tanto insensate e radicali che … le hanno accolte e fatte proprie tutti i grandi editori!!! Perché hanno cambiato idea in corsa? Perché si sono accorti tutti che amazon stava rischiando di fare saltare il banco per tutti.

b. La nostra posizione non è anti-liberista. Al contrario, è anti-oligopolista. Vuole garantire parità e pluralità di accessi a un mercato che tende sempre di più a chiudersi e a restringersi. Io sono tutto meno che un “protezionista”, in fatto di libri e di idee. Sono sempre stato convinto che, nel nostro campo, il mercato, alla lunga, sia il solo vero giudice del valore culturale di un libro. Ma il problema sta in quelle due paroline: “alla lunga”. Il ciclo sempre più corto del libro in libreria snatura proprio l’effetto di concorrenza, deforma il mercato, si pone come una barriera di accesso alla pluralità e alla qualità dell’offerta editoriale.

agosto 2, 2011

libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /2

di Valentino Castelli [Libreria Pane e Vino, Chiavari (GE)]

un’altra risposta al post di Serena Sileoni pubblicato su Chicago-Blog Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione

Ho letto con passione e attenzione la questione della legge sul libro e una ridicola petizione lanciata su internet che la riguarda.

Con stupore scopro che la promotrice della petizione contro la legge sul libro è tale Serena Sileoni. Questa signora è addirittura uno dei due direttori editoriali della casa editrice LIBERILIBRI (alla stessa stregua, molti di quei signori/e che hanno firmato il vergognoso appello al nostro Presidente della Repubblica lavorano, con varie funzioni, per questa casa editrice).

vedere link e provare per credere: http://www.liberilibri.it/contatti.php

luglio 29, 2011

difendere il libro, compito sempre più arduo


qui (in .pdf) la lettera di Marcello Ciccaglioni (presidente librai Roma e Lazio) e la risposta di Corrado Augias, su La Repubblica di giovedì 28 Luglio 2011.

luglio 25, 2011

perché la legge sul libro non va contro i lettori


[questo articolo è stato pubblicato su l'Unità il 21 Luglio 2011]

di Gaspare Bona

Questa mattina è stata approvata con l’ultimo passaggio al Senato la Leggi Levi sul prezzo del libro, che regolamenta gli sconti che le librerie e gli altri rivenditori al dettaglio possono fare al consumatore finale sul prezzo di copertina fissato dall’editore. La legge entrerà in vigore dal 1° settembre.

In estrema sintesi la legge limita al 15% lo sconto che le librerie, comprese quelle on-line, possono fare ai loro clienti e vieta alle librerie di fare delle promozioni (in altri settori merceologici si chiamerebbero saldi) sui loro stock, se non quando si verificano condizioni assai stringenti (libri pubblicati da più di venti mesi e che non siano stati movimentati da sei mesi).
Le promozioni possono essere proposte solo dagli editori, che sono tenuti a offrirle con le stesse condizioni a tutte le librerie. Questo passo si è reso necessario per un motivo di equità, dato che i principali gruppi editoriali sono proprietari anche di intere catene di librerie e dunque spesso le librerie indipendenti erano tagliate fuori dalle promozioni. Inoltre le promozioni fatte dagli editori non sono permesse durante il mese di dicembre, non possono essere ripetute nell’arco dell’anno solare e non possono superare lo sconto del 25%. Queste limitazioni cercano di ridurre lo squilibrio fra grandi gruppi editoriali – quelli in grado di fare promozioni – e l’editoria indipendente, in genere di piccole o medie dimensioni.

febbraio 10, 2011

liberilibrai a Cantù

3 febbraio 2011

Cari colleghi
Invio questa informativa per comunicarvi che in questa ultima settimana abbiamo fidelizzato un notevole numero di nuovi aderenti. Tale risultato può essere interpretato positivamente da una parte certo, ma dall’altra potrebbe significare che la situazione sta volgendo al peggio per cui voglio sperare che si senta maggiormente la necessità di unirsi e far fronte comune contro lo strapotere editoriale, quello della grande distribuzione e quello delle associazioni di categoria che invece di contrastare, pare favoriscano questa situazione. Per quanto mi riguarda, sostengo la necessità di adesioni numerose per poter contare, non dico di arrivare a ciò che è capitato a Tunisi in questi ultimi tempi, ma per la nostra categoria si profila la stessa situazione. La legge sul libro che attendiamo da quasi 30 anni credo sia volutamente molto lontana ed è un problema che probabilmente non interessa a nessuno anche perché siamo quattro gatti, non scendiamo in piazza e soprattutto siamo pecore, inoltre l’eliminazione delle nostre botteghe favorirà quell’ignoranza molto più governabile della competenza che si acquisisce con la diffusione del sapere.

gennaio 6, 2011

nuovo anno e legge sul prezzo del libro

da domani i nuovi aggiornamenti di cui vi diamo una anticipazione, pubblicando, una email di Riccardo Plenzich [libraio] al nostro profilo facebook il 1 gennaio 2011

Perchè non scrivete sul blog cosa stà facendo il Ministero dello sviluppo economico?

Il senatore ASCIUTTI (PdL), correlatore sul disegno di legge n. 2281, recante disciplina del prezzo del libro, riferisce su un incontro testè svolto, unitamente al correlatore Vita, con i rappresentanti dell’Ufficio legislativo del Ministero per lo sviluppo economico. Tale Dicastero ha infatti condizionato il proprio parere favorevole al trasferimento del testo alla sede deliberante all’accoglimento di due modifiche: il ripristino del comma 3 dell’articolo 2 nel testo approvato dalla Camera dei deputati e la piena liberalizzazione del prezzo di vendita dei libri per corrispondenza e on-line. Al riguardo, rammenta le ragioni che avevano condotto la Commissione unanime a modificare il comma 3 dell’articolo 2, manifestando perciò insoddisfazione per l’eventuale ripristino del testo a suo tempo licenziato dall’altro ramo del Parlamento. In proposito riferisce peraltro di una certa disponibilità del Ministero per lo sviluppo economico a trovare una mediazione.

Dopo aver espresso forti perplessità sulla seconda modifica richiesta, osserva conclusivamente che, nel caso non si trovi un accordo con il Governo per il trasferimento alla sede deliberante, resta la possibilità di portare il provvedimento all’esame dell’Assemblea. [qui il documento integrale]

segnaliamo inoltre la pagina facebook di Libraionline – piccoli librai alla riscossa, sulla quale si discutono le strategie di resistenza delle librerie indipendenti.

novembre 19, 2010

i libri degli altri

di Alina Laruccia [libraia indipendente]

Gentilissima signora Ginevra, qui Alina Laruccia, Libreria Eleutera Turi (BA).

Ci siamo incontrate a perugia, in occasione del Forum del libro. Le scrivo per ringraziarla delle sue parole in occasione del dibattito sulla Legge del prezzo del libro. E per la sua tenacia. Credo sia giusto lottare per quello in cui si crede, e noi, perdoni il plurale, crediamo nei libri.

Stamattina su Repubblica ho letto l’intervento adirato e ,permetta, insensato, del Presidente AIE, che sostiene che le modifiche alla legge danneggiano i piccoli editori e le librerie:
Quali editori? E quali librerie?

Quelle che in questi giorni vendono col 40% di sconto il libro di Bruno Vespa? (che non ho in libreria e che non vorrei manco gratis, ma questo è
un mio problema).

Credo signora Ginevra che i Mulini a Vento dovrebbero continuare nel loro percorso a difesa e promozione della lettura. Diventare una struttura che sia riconosciuta da tutti, con un Direttivo, con iniziative e proposte calendarizzate. E mi piacerebbe che tra noi librerie indipendenti ci fossero più contatti, in modo da proporre strategie uniche e valide in tutta Italia, anche nel decidere e indirizzare il mercato, perchè si è indipendenti per chè si crede nei libri che si propongono.

Con tutti i rischi del caso, ma la vita intera è un rischio.
Va bene, credo di essere stata lunga, come al solito, ma i libri sono la mia vita.

La ringrazio e attendo sue.
Buona giornata.

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