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agosto 2, 2011

una serie di punti

di Carmine Donzelli

Carissimi Mulini,

Provo a dirvi la mia su una serie di punti.

1. Dibattito sulla legge. Le reazioni “liberiste” non sono da sottovalutare. Come sempre, possono pescare a piene mani nella demagogia e nell’approssimazione. Non mi preoccupano tanto in funzione della legge appena passata, quanto soprattutto perché non faciliteranno un clima serio per la discussione che vorremmo avviare sulla legge nuova. La situazione è in forte movimento, e noi dovremmo riuscire a chiarire alcune cose, almeno le più importanti:

a. Le nostre proposte sulla limitazione degli sconti e delle campagne erano tanto insensate e radicali che … le hanno accolte e fatte proprie tutti i grandi editori!!! Perché hanno cambiato idea in corsa? Perché si sono accorti tutti che amazon stava rischiando di fare saltare il banco per tutti.

b. La nostra posizione non è anti-liberista. Al contrario, è anti-oligopolista. Vuole garantire parità e pluralità di accessi a un mercato che tende sempre di più a chiudersi e a restringersi. Io sono tutto meno che un “protezionista”, in fatto di libri e di idee. Sono sempre stato convinto che, nel nostro campo, il mercato, alla lunga, sia il solo vero giudice del valore culturale di un libro. Ma il problema sta in quelle due paroline: “alla lunga”. Il ciclo sempre più corto del libro in libreria snatura proprio l’effetto di concorrenza, deforma il mercato, si pone come una barriera di accesso alla pluralità e alla qualità dell’offerta editoriale.

luglio 13, 2011

alcune modeste proposte per le case editrici, a cominciare dalla mia

di Marco Cassini

Negli ultimi anni, quando mi è capitato di parlare agli studenti del Master in Editoria dell’Università La Sapienza o agli allievi del corso di editoria di minimum fax degli aspetti commerciali di una casa editrice, ho più volte espresso un concetto (interiorizzato negli ultimi tre anni passati a fare il direttore commerciale, e della cui intuizione ero piuttosto fiero) che qui sintetizzo in brevi affermazioni: noi editori spesso sbagliamo perché abbiamo sempre in mente come nostri diretti referenti i lettori; pensiamo al pubblico di lettori che segue le nostre scelte da anni e ci chiediamo: “Cosa penseranno di questa scelta? Leggeranno anche questo libro? Apprezzeranno il titolo su cui stiamo lavorando ora?” Ma in realtà quello che dimentichiamo è che noi editori solo molto raramente abbiamo un contatto, un rapporto diretto coi nostri lettori. Prima di convincere i nostri lettori dobbiamo convincere una serie di soggetti intermedi: il responsabile della nostra rete promozionale; che a sua volta convincerà i singoli promotori o agenti di vendita; che a loro volta parleranno del nostro libro a centinaia di librai di ogni regione d’Italia, che infine – solo al termine di questo tortuoso percorso – proporranno il nostro libro all”‘utilizzatore finale”. Perché è così che funziona normalmente il sistema distributivo editoriale.

l’intervento prosegue su minima&moralia

novembre 17, 2010

dalla VII Commissione del Senato…

(AGI) – Roma, 17 nov – “All’unanimità la commissione Cultura del Senato ha approvato, in sede referente, il testo del ddl del prezzo dei libri, già varato dalla Camera dei Deputati nelle scorse settimane. Si sono apportate alcune modifiche. Innanzitutto, la restrizione delle campagne promozionali a due soli periodi all’anno della durata di due mesi ciascuna. Sarà il Ministero per i Beni e le Attività culturali a stabilire, entro 30 giorni dall’approvazione della legge e sentite le Organizzazioni di settore maggiormente rappresentative, quali saranno i periodi predetti. Inoltre, si è inserito un tetto massimo di sconto del 33 per cento sul prezzo fissato dei libri per le campagne stesse. Infine, si è esclusa dalla normativa l’editoria scolastica e si sono rese più incisive le sanzioni in caso di inosservanza delle indicazioni”. Lo rende noto il senatore del Pd Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura al Senato, che commenta: ”Un considerevole passo in avanti sulla via del rilancio della lettura e del libro, contemperando le esigenze degli utenti con i problemi vissuti in particolare dalle case editrici e dalle librerie medie e piccole. Grazie al testo curato da Richi Levi alla Camera si è aperta la strada che abbiamo proseguito al Senato”.

[qui il resoconto sommario n. 256 del 17/11/2010 della 7ª Commissione permanente - Legislatura 16º]

[l'immagine in apice viene da qui]

ottobre 30, 2010

blog, blog, blog

Editoria. Dalla parte dei Mulini a vento [lacittàdisotto.org Laboratorio sociale - 17 Ottobre 2010]
Chi decide cosa leggiamo? [turismoassociati.it - 24 Ottobre 2010]
Prezzo del libro e crisi dell’editoria [studio83.splinder.com - 29 Ottobre 2010]
Libri, la trappola della legge Levi [ilmegafonoquotidiano.it - 30 Ottobre 2010]

ottobre 14, 2010

rapporto sullo stato dell’editoria

Rapporto sullo stato dell’editoria 2010 a cura dell’AIE.

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ottobre 12, 2010

la salvaguardia dell’autonomia

COMUNICATO STAMPA

Editoria: Mediacoop, la proposta di legge sul prezzo dei libri suscita molte perplessità

Roma, 8 ottobre 2010 – È attualmente in discussione al Senato in seconda lettura, la proposta di legge (C 1257) Levi che affronta il problema del prezzo dei libri e le politiche commerciali del settore dell’editoria. Il testo definito alla Camera solleva molte perplessità e preoccupazioni nel settore e, per certi versi, risulta riduttivo. Da un lato non affronta alcuni nodi per certi versi decisivi quale, ad esempio, il settore distributivo che risulta sempre più costoso e concentrato in poche mani; dall’altro lascia ancora sullo sfondo, irrisolte, le difficoltà in cui soprattutto la piccola e media impresa si sta dibattendo per l’aumento dei costi di produzione.

ottobre 5, 2010

la nuova legge non aiuta i librai

Intervista di Armando Torno a Mario Guida sul Corriere della Sera del 5 Ottobre 2010.

luglio 25, 2010

editoria: tutto cambia perché nulla cambi

di Seia Mon­tanelli [Stilos blog - 17 luglio 2010]

Tale dis­ci­plina mira a con­tribuire allo sviluppo del set­tore librario, al sostegno della cre­ativ­ità let­ter­aria, alla pro­mozione del libro e della let­tura, alla dif­fu­sione della cul­tura, alla tutela del plu­ral­ismo dell’informazione.

Così recita il dis­pos­i­tivo della cosid­detta legge sul libro, il ddl 1257, che ha come primo fir­matario il dep­u­tato del Pd Ric­cardo Levi (lo stesso che nel 2007 aveva pro­posto una legge che avrebbe por­tato inevitabil­mente al bavaglio per i blog, e una forte lim­i­tazione della lib­ertà di espres­sione sulla rete); ma esam­i­nando con atten­zione tutti gli arti­coli del dis­egno di legge — approvato con un voto unanime della com­mis­sione Cul­tura riu­nita in sede leg­isla­tiva il 14 luglio scorso, e diretto ora al Sen­ato per la delib­era finale, che prob­a­bil­mente la ren­derà vigente a par­tire dal 1 novem­bre — il det­tato nor­ma­tivo si muove in direzione del tutto opposta a quei prin­cipi cui dice d’ispirarsi: nes­sun sostegno al set­tore librario, né difesa della cul­tura, ma tutela degli inter­essi di parte dei grandi gruppi edi­to­ri­ali, quelli che meno hanno alcun bisogno di tutela, ovvi­a­mente, e che invece ven­gono ulte­ri­or­mente garan­titi dagli sconti sel­vaggi prat­i­cati dalla Gdo (la grande dis­tribuzione, i super­me­r­cati e gli iper­me­r­cati). La legge infatti, fin­gendo di recepire le richi­este di rego­la­men­tazione del set­tore edi­to­ri­ale — da sem­pre un far west per l’assenza di una legge che regoli il prezzo di cop­er­tina e i peri­odi per le cam­pagne pro­mozion­ali, in cui ogni log­ica di mer­cato e di lib­era con­cor­renza salta a favore dei grandi gruppi edi­to­ri­ali e in par­ti­co­lare di quello (Mon­dadori) gestito dalla famiglia del Pre­mier – inter­viene sulla ques­tione del prezzo del libro, ponendo un tetto mas­simo di sconto del 15% e nes­suna lim­i­tazione per gli edi­tori nelle cam­pagne pro­mozion­ali, che restano aperte undici mesi l’anno, per un lasso di tempo non supe­ri­ore a un mese, con l’esclusione di dicem­bre. Le uniche eccezioni riguarder­anno i libri ven­duti durante peri­odi par­ti­co­lari quali man­i­fes­tazioni locali o inter­nazion­ali o acquis­tati on line (in tal caso lo sconto prat­i­cato potrà rag­giun­gere il 20%) e i libri per bib­liofili pub­bli­cati a tiratura lim­i­tata, i libri d’arte, quelli antichi, i volumi di edi­zioni esaurite, quelli usati, i fuori cat­a­l­ogo, e le edi­zioni des­ti­nate a rap­porti asso­cia­tivi oltre a tutti i volumi usciti da oltre venti mesi.

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