Archivio per ‘le vostre ragioni’

gennaio 25, 2012

Indypendentemente: per una cartografia delle librerie indipendenti (Libreria Marco Polo-Venezia)

[da Nazione Indiana]

Questionario Librerie Indipendenti: dopo la splendida incursione di Chiara Lasagni risponde il libraio Claudio Moretti della Marco Polo di Venezia. (a cura di Francesco Forlani)

Ci parli della tua libreria? Presentazione, storia, caratteristiche sul territorio, criticità e anche dei momenti belli tosti, se ti va

Premetto che mi sento onorato a esser chiamato a rispondere a queste domande per tracciare una cartografia delle librerie indipendenti in Italia. La mia è una piccola libreria ed è appena nata rispetto a tante altre librerie a soprattutto rispetto a librai che hanno dedicato una vita a questo lavoro. Mi sento molto vicino a Chiara della libreria Il Terzo Luogo, che mi ha preceduto in questo percorso librario: è una bella coincidenza che ci si ritrovi anche qui. Le nostre librerie non hanno rapporti, fra librai non ci conosciamo, eppure siamo stati entrambi “scelti” sia per l’intervista sia come tappe di una mostra dedicata all’arte e ai libri: le Talee di Beatrice Meoni sono partite dal Terzo Luogo di Sarzana per approdare come ultima tappa a Venezia nella mia libreria.

le domande proseguono qui

gennaio 18, 2012

lettera aperta di un libraio al presidente Monti

di Paolo Deganutti [Libreria Luigi Einaudi Trieste, membro del Comitato di Presidenza Nazionale dell’ ALI (Associazione Librai Italiani)]

Trieste, 11 Gennaio 2012

Signor Presidente,

Sul Corriere della Sera di oggi lei dichiara:”Da sempre lavoro perché l’ Italia somigli il più possibile alla Germania”. L’ ammirazione per il mondo tedesco è condivisibil… e, a mio parere, particolare per la confinante Austria – con cui Trieste ha storici legami – dove, pur essendo un piccolo paese privo di poderoso apparato industriale, si è sviluppata un’ economia sociale di mercato a cui si è saputo unire il rispetto per la tradizione.

Nei suoi viaggi europei lei avrà certamente visitato le librerie tedesche. E avrà notato che in Germania e Austria non viene praticato alcuno sconto sui libri perché è vietato per legge ( in Francia e Spagna lo sconto massimo consentito è del 5%). Ciò nonostante “ I giovani tedeschi amano leggere “ come titolava il quotidiano economico Italia Oggi del 7 gennaio riportando una autorevole ricerca, non solo, ma “quasi nessuno di loro sceglie l’e-book” elettronico ma preferisce la carta. In Italia invece, dove da anni si sono introdotte nel mondo del libro tecniche di marketing da supermercato con sconti e offerte speciali a raffica, i giovani leggono molto poco e i lettori sono addirittura calati mentre restiamo da anni al terz’ultimo posto in Europa quanto a lettura di libri nonostante le superofferte.

Come professore di economia ha certamente ben presente la stretta correlazione fra indice di lettura di un paese e il suo PIL ed è per questo che paesi importanti come Germania, Francia, Spagna, Austria hanno severamente regolamentato gli sconti sul mercato del libro ritenuto strategico per consentire lo sviluppo di una rete di librerie indipendenti, garanzia di diffusione della cultura e di pluralismo.

gennaio 18, 2012

Sì al libro

[Mentre in Italia, il decreto liberalizzazioni prossimo venturo, potrebbe rimettere in discussione La legge sul prezzo fisso del libro della quale i Mulini a Vento si sono fatti promotori, in Svizzera la medesima Legge sul prezzo fisso è un punto del programma politico e culturale alle elezioni dell'11 Marzo 2012. Qui l'eccellente sito]

“Sì al libro”. È con questo slogan che i fautori del prezzo unico hanno lanciato la campagna in vista della votazione dell’11 marzo. La legge che sarà sottoposta al popolo è “uno strumento di politica culturale” del quale tutti trarranno benefici.

Tre associazioni professionali di editori e librai hanno simbolicamente scelto di presentare i loro argomenti oggi a Berna in una libreria. Dal loro punto di vista la legge sul prezzo unico del libro ha tre vantaggi: favorisce la diversità culturale, sostiene la letteratura svizzera e riduce sensibilmente la maggiorazione dei prezzi dei libri importati.

novembre 17, 2011

perché fare acquisti in una libreria indipendente

di Libreria Atlantide

Quando acquistate in una piccola libreria indipendente,o in qualsiasi altra piccola realtà del vostro paese, l’intera comunità ne trae beneficio sotto molteplici aspetti:
Ø Economicamente
Ø Parte del denaro speso localmente rientra in circolo nella comunità, grazie alle imposte locali e alle addizionali
Ø Le piccole realtà agiscono in un’ottica più lungimirante di quella dei grandi gruppi,costretti a fornire elevati utili ai propri azionisti, a qualunque costo (con risultati sotto gli occhi di tutti, di questi tempi….)
Ø L’ambiente
Ø Comprare locale significa meno packaging, meno trasporti, meno traffico e inquinamento

settembre 14, 2011

e il librai?

di Romano Montroni [consulente del progetto Librerie Coop, già direttore delle Librerie Feltrinelli, interviene a proposito degli sconti sui libri su La Repubblica del 13 Settembre 2011].

Caro Direttore, mi inserisco nel dibattito sulla legge che limita al 15% lo sconto sui libri per dire che a mio avviso il prezzo non è uno dei fattori che determinano lo scarso interesse degli italiani per la lettura. Il libro è ancora, senza dubbio, lo svago più economico.

Detto questo, se confrontiamo il provvedimento entrato in vigore in Italia con quelli che da tempo regolamentano la vendita dei libri in altri stati europei, il nostro risulta di gran lunga il più “morbido”: nei paesi economicamente forti e dove si legge molto, da anni la legge è ben più rigorosa. In Francia e Spagna lo sconto massimo consentito è il 5%. In Germania lo sconto non soltanto non è previsto, è vietato. È la dimostrazione che non è da qui che passano il rinnovamento e lo sviluppo del mercato del libro. Dar valore al mestiere del libraio è invece a mio parere la strada da percorrere, ed ecco perché gli imprenditori (grandi, medi e piccoli) dovrebbero investire sulle risorse umane e sulla loro formazione.

In Italia, finora si è andati nella direzione opposta. Nelle nostre librerie, soprattutto di catena, si registra una standardizzazione preoccupante. Il mestiere di libraio non è tenuto in considerazione: i giovani non ricevono una formazione adeguata e la professionalità, quando c´è, è mortificata. Il personale è in tutti i sensi insufficiente, e pertanto incapace di relazionarsi con il cliente. Una delle ragioni, se non la principale, è che il margine commerciale che le librerie ottengono dagli editori – l´indicatore primario per l´equilibrio economico e finanziario dell´azienda – era in gran parte usato, anziché per la formazione, per concedere sconti. Di recente ho sentito il manager di una catena vantarsi di aver dimezzato i librai in una prestigiosa libreria proprio a questo scopo; inutile dire che, alla luce dei consuntivi, non si è registrato alcuno sviluppo nelle vendite: non basta abbassare i prezzi per aumentare numero dei lettori e consumo di libri. L´Italia è da anni al terzultimo posto in Europa come indice di lettura: è dunque ragionevole pensare che il problema non sia il prezzo.

settembre 3, 2011

Librerie e biblioteche, gli strumenti chiave per aiutare la lettura

di Rocco Pinto [libraio indipendente da La Stampa del 3 Settembre 2011]

Caro direttore, è entrata in vigore la legge Levi approvata in via definitiva al Senato sabato 20 luglio. La legge disciplina il prezzo dei libri e pone un tetto massimo di sconto del 15% sul prezzo del libro sia al dettaglio che per il commercio elettronico. Stabilisce alcune regole sulle promozioni. Si possono effettuare campagne promozionali stabilite solo dall’editore non superiori ad un mese, non ripetibili sulle stesse collane e ad esclusione del mese di dicembre. Lo sconto massimo sulle campagne è del 25%. Per le biblioteche e le scuole è possibile uno sconto massimo del 20%.

Questa legge che ha creato scontri e lacerazioni all’interno del mondo editoriale è finalmente stata approvata ed è un punto di partenza su cui librai, editori e altri operatori del mondo del libro, bibliotecari, insegnanti e quanti a vario titolo si occupano di libri e di lettura possono ripartire per arrivare a una legge più organica sul libro e la lettura di cui il nostro Paese ha bisogno. L’approvazione di questa legge ha scatenato polemiche che si sono levate da più parti e a cui bisogna provare a rispondere chiarendo alcuni passaggi non chiari a chi non è addentro.

Stefano Mauri (amministratore del Gruppo Gems) proprio a questo proposito sul Il Fatto del 26 agosto dice: «Confesso che se non mi occupassi da trent’anni di studiare il mercato del libro mi unirei con leggerezza al coro di voci che gridano allo scandalo di fronte a una legge, la legge Levi, che dal primo settembre restringe la libertà di sconto per i librai al 15%, proprio in tempi di crisi. Leggendo i giornali e i blog mi sarei fatto un’idea molto superficiale del problema». Quasi tutti i giornali hanno dato spazio alla polemica e non all’approfondimento.

agosto 2, 2011

libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /2

di Valentino Castelli [Libreria Pane e Vino, Chiavari (GE)]

un’altra risposta al post di Serena Sileoni pubblicato su Chicago-Blog Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione

Ho letto con passione e attenzione la questione della legge sul libro e una ridicola petizione lanciata su internet che la riguarda.

Con stupore scopro che la promotrice della petizione contro la legge sul libro è tale Serena Sileoni. Questa signora è addirittura uno dei due direttori editoriali della casa editrice LIBERILIBRI (alla stessa stregua, molti di quei signori/e che hanno firmato il vergognoso appello al nostro Presidente della Repubblica lavorano, con varie funzioni, per questa casa editrice).

vedere link e provare per credere: http://www.liberilibri.it/contatti.php

luglio 29, 2011

difendere il libro, compito sempre più arduo


qui (in .pdf) la lettera di Marcello Ciccaglioni (presidente librai Roma e Lazio) e la risposta di Corrado Augias, su La Repubblica di giovedì 28 Luglio 2011.

luglio 26, 2011

libera iniziativa non monopolio in mano a pochi /1

di Sergio Micoli [Libreria Nero su Bianco di Trieste]

in risposta al post di Serena Sileoni pubblicato su Chicago-Blog Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica. Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione

Gentile Signora,

1) il mercato del libro è sempre stato sottoposto alla legge del mercato e quindi mi sembra assurdo parlare di perdita della libertà causata dalla legge.

La libera concorrenza è stata fino ad oggi di fatto aleatoria in quanto solo chi possedeva grandi mezzi economici era in grado di partecipare al bailamme dei mega sconti, e gli altri chiudevano la loro Libreria.

2) Libera iniziativa non monopolio in mano a pochi.

3) Ritenere che il libro non sia un bene primario e ridurlo alla stregua di un pacchetto di chewig gum è assurdo.

luglio 23, 2011

salva un libro, uccidi un editore

[dal sito della casa editrice Derive Approdi]

Ormai da anni si levano voci che denunciano l’esorbitanza del numero di libri pubblicati, stampati e distribuiti in Italia: ben 60.000, copia più copia meno! Adesso è davvero arrivato il momento di farla finita con tutti questi titoli, con tutte queste novità, con tutta questa «bibliodiversità», con tutta questa possibilità di scelta, con tutte queste lingue tradotte in italiano, con tutti questi generi letterari, con tutte queste ricerche pubblicate, con tutti quei formati e quei colori, con tutte quelle bandelle e quei testi di copertina vari e variegati, che tanto tutti questi libri sono «inutili» dice il presidente dell’associazione librai italiani Paolo Pisanti sul quotidiano «Repubblica» in data 19-07-2011.

Sono inutili per i lettori che comunque non li leggono; sono inutili per i librai che comunque non li vendono; sono inutili per i tipografi che comunque non glieli pagano. Tutti questi titoli l’anno – 60.000! – sono persino dannosi: perché inquinano il mercato; perché è colpa di quei 60.000 se poi abbiamo l’impressione che i libri nessuno li compra; è colpa loro se i lettori disorientati di fronte a tanta profferta sono ridotti a comprarne in media uno l’anno; perché in fondo basterebbe pubblicare solo quei 100 o 200 titoli che davvero vendono, che davvero il pubblico vuole comprare a tutti i costi in libreria, che il pubblico è persino disposto ad andarsi a cercare al supermercato, o all’autogrill, per dire quanto è motivato al loro acquisto questo pubblico. Che bisogno c’è di fare ogni anno gli altri 59.800 libri?

continua qui

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