
di Tonino Bozzi [ex presidente ALI]
Premessa: semplificazione e complessità.
1. La distribuzione moderna tende alla semplificazione. Ne sono manifestazioni evidenti l’accorpamento delle merceologie in un’unica grande superficie e la concentrazione delle vendite sui prodotti ad altissima rotazione. Sembra essere una conseguenza della semplificazione anche la concentrazione e la riduzione del numero dei produttori.
2. Nella tendenza alla semplificazione è essenziale l’assenza di regole troppo stringenti. Stiamo parlando di licenze, orari di vendita e, naturalmente, di regime dei prezzi.
3. L’unico limite alla totale libertà sembra essere l’interesse collettivo dei consumatori: di qui le regole restrittive della libertà quali regolamentazione dei saldi, pubblicità dei prezzi, trasparenza delle provenienze e via dicendo.
4. Il mercato dei libri è invece per sua natura complesso: abnorme il numero dei titoli, abnorme il numero dei produttori, abnorme il fatto che una larga parte del mercato sia sottratta alla scelta del consumatore. Per inciso, tale complessità sembra essere un indicatore del livello culturale di un paese: è massima in Germania e minima in Ciad.
5. Dunque il problema è, a suo modo, semplice: si tratta di decidere quale sia l’interesse collettivo dei consumatori per quanto riguarda il mercato dei libri. Se esso coincide con la semplificazione, è giusto che esso sia libero, come gli altri. Se invece la complessità è un vantaggio, sia pure per la società e non per il singolo, occorrono regole e controlli adeguati per garantirla.
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