Resoconto sommario n. 239 del 28 settembre 2010 [dal sito del Senato della Repubblica]
In sede referente
Deputati LEVI ed altri – Nuova disciplina del prezzo dei libri, approvato dalla Camera dei deputati
(Esame e rinvio)
Riferisce alla Commissione il relatore VITA (PD), il quale ritiene che parlare del libro significhi segnalare il grado di civiltà del villaggio globale, tenuto conto che esso non è identificabile con un supporto ma è la stessa metafora della coscienza intellettuale. Ripercorre indi le diverse connotazioni del termine “libro”, dando conto poi della definizione suggerita dall’UNESCO nella quale compaiono elementi esterni rispetto alla pura considerazione del supporto, come i concetti di pubblicazione e periodicità. Afferma altresì che la libreria si configura quale tempio laico dei saperi e che attorno alla nuova biblioteca digitale si gioca ora la guerra simbolica del nostro tempo, ivi compreso il nuovo concetto di proprietà intellettuale.
Nel reputare che i libri siano un bene comune, estraneo alla versione “mercatista” del mercato, pone l’accento sulle ragioni che inducono a legiferare sul prezzo del libro, tenuto conto che attorno ad un aspetto solo apparentemente economico si definisce il futuro del nostro immaginario. Giudicando necessaria una vera legge di riforma, di cui il provvedimento in esame è solo un’introduzione, invita tuttavia a considerare che, nell’era dei tagli alla e della cultura, la morte delle case editrici di minore dimensione e delle librerie non legate ai maggiori gruppi di settore sarebbe la fine non del libro analogico, sussunto da quello on-line, bensì dei contenuti, anche perchè il libro è tecnologia e forma culturale.





