di Riccardo Campino
Personalmente sono lieto che finalmente si sia aperto un vero dibattito sulla fatidica legge sul prezzo del libro e plaudo i Mulini a Vento per essersene fatti promotori.
Da molti anni questa materia sembra interessare solo qualche addetto ai lavori, senza rendersi conto che i suoi effetti si ripercuotono (e si ripercuoteranno ancor di più in futuro) sulla pluralità dell’offerta culturale del nostro Paese.
L’aver coinvolto scrittori, intellettuali, editori e librai indipendenti nella sottoscrizione di un appello che chiede a gran voce un ulteriore approfondimento del disegno di legge in discussione in Parlamento (E NON IL SUO ANNULLAMENTO), la reputo un’azione democratica e civile e non vedo in tutto ciò alcun gesto di disubbidienza o di insubordinazione alle decisioni già prese dai vertici delle categorie di editori e librai.
Peccato solo che tutto ciò sia avvenuto con estremo ritardo e per di più alla vigilia dell’approvazione di una nuova normativa che punta a porre un primo piccolo argine alla giungla in cui ci troviamo ad operare da troppo tempo.
A questo proposito tutti dobbiamo riconoscere il grande impegno profuso dall’On.le Ricardo Levi in questi ultimi anni, nel farsi da promotore in Parlamento delle istanze di editori e librai, sollecitando gli stessi a giungere ad una proposta di legge condivisa da sottoporre alle Camere.


